Tell me more – Storytelling

13 Luglio 2013 admin

Cera una volta.. ogni storia inizia così, ma al tempo del web 2.0, nella nostra contemporaneità , siamo parte di modelli percettivi diversi. La multisensorialità  parallela, costringe i Brand a raccontare se stessi creando nuove geografie del racconto e universi immaginativi più complessi ed articolati rispetto a quelli cui la nostra generazione è abituata. Le architetture dl racconto devono rispettare e valorizzare i tempi dei media utilizzati, devono permettere l’accesso al racconto da più ambiti (non necessariamente tecnologici), devono sviluppare storie diverse ognuna delle quali declina un unico tema di fondo. Tutto questo il buon Max Giovagnoli lo raggruppa nel termine Transmedia: storie raccontate e distribuite su più mezzi, in modo simultaneo o i tempi diversi, sviluppando diversi ambienti (di informazione, d’arte, di intrattenimento etc.) all’interno dei quali il tema di fondo prende forme. Il plurale è d’obbligo. Fare Transmedia non è solo questione di meccanismi editoriali ed obiettivi commerciali bensì, soprattutto, di voci, forme di interattività  e spazi espressivi (rif. Max Giovagnoli).In quest’ambito Telecom Italia sta declinando le sue azioni con un approccio di Storytelling con queste caratteristiche. Analizziamone l’architettura.

Elemento principale è l’individuazione di un modo di riferimento del racconto, il cosiddetto Storyworld, che ne definisce il portato emozionale. Il video qui allegato a mio avviso spiega molto bene le linee guida dello Storyworld: eneorme bisogno di spontaneità  e di un linguaggio che non sia artefatto ma diretto.

Nel prossimo post proseguiremo l’anamnesi di questo caso … Stay tuned!