Storytelling e Data

20 Luglio 2015 admin

Lo sappiamo: il modo di fare comunicazione sta cambiando molto rapidamente ed è necessario che i brand si adeguino quanto prima alle nuove tendenze del mercato. La trasformazione più importante è che la comunicazione si sta spostando dal content curation alla story creation. Questa trasformazione è importante non solo dal punto di vista del design motivazionale, ma soprattutto dal punto do vista dei dati a supporto della comunicazione, della storia che un brand decide di raccontare. Su questo fronte tutto è ancora da esplorare. Una domanda su tutte: qual è il modo di raccontare le storie oggi? Il pubblico a cui ci rivolgiamo è profondamente cambiato rispetto allo stesso pubblico di qualche anno fa. Analizzando il report di Audiweb aggiornato a maggio 2015 abbiamo uno spaccato molto interessante del come le persone si rapportano con i varo touch point digitali. Un dato per tutti: il 68% del campione preso in esame accede alla rete da mobile con un tempo medio di navigazione che non scende al di sotto del 46% fino ad un massimo dell’86% tra i 18enni ed i 24enni. Conoscere questa propensione è importante, ma ancora di più è gestirla in termini di opportunità : se la storia che il brand andrà  a raccontare ha una architettura empatica che si declina per carattere, emozioni, engagement, struttura e significato, è necessario comprendere in che modo le storie viaggino nel mondo digitale (audience, medium, framing, actions, habits). La convergenza di questi due aspetti della relationship può restituire al brand un valore informativo e di sviluppo notevole. Il problema è che troppo spesso gli aspetti dell’architettura empatica della storia sono separati dai dati utili a gestirla: in che modo le emozioni si sposano con le habits? Quali particolari emozioni incidono sulle abitudini di relationship? Quali azioni portano le persone a cercare e condividere un significato più profondo all’interno della storia? Quale il medium migliore per far risuonare, migliorandola, la struttura della storia? Questi interrogativi ci dimostrano come sia possibile misurare una storia attraverso i numeri per gestirla, farla crescere e, perchè no, facendole intraprendere anche percorsi inizialmente non previsti. Capiamo bene, quindi, come l’approccio Storytelling diventi una vera e propria strategia di presidio della relazione. Nei prossimi post condivideremo come costruire un approccio di questo tipo.