Stop talking, Start planting

14 Maggio 2011 admin

Rieccomi a voi dopo una pausa “forzata” da impegni lavorativi. Più volte abbiamo parlato dei “progetti di senso” e di come siano il futuro per la relationship tra brand e persone. Nell’ultimo numero di Wired (a pagina 108) viene riportato quanto Mark Zuckerberg ha annunciato in autunno al Web 2.0 summit si San Francisco “nei prossimi cinque anni, la maggior parte delle aziende sarà  ripensata per essere social e disegnata intorno alle persone“. Oggi, su Repubblica.it, leggo un interessante articolo di un ragazzo tredicenne che in quattro anni è riuscito a realizzare il suo sogno “piantare un milione di alberi”. Il primo lo aveva piantato nel giardino della sua scuola; il milionesimo il 4 maggio dello scorso anno. La cosa interessante è che la vision di Felix Finkbeiner si è trasformato nel progetto “Plant for the planet” una associazione formata completamente da ragazzini di 12 anni: piccoli ambasciatori  della saluta del pianeta che vanno in giro a dare “lezione di sogni”. Hanno tutti una visione precisa e sanno come raccontarla: “Vorremmo che gli esseri umani della nostra generazione si sentano cittadini del mondo”. Plant for The Planet rappresenta un progetto forte ed è capace non solo di far aggregare attorno a sè spontaneamente persone, ma è capace a renderle attive e a prendere una precisa posizione. Ha un approccio prettamente meridiano. Sarebbe interessante sapere cosa ne pensa John Grant (presente a Milano il prossimo 24 maggio)Se è vera la “previsione” di Zuckerberg, allora è vero che i brand dovranno muoversi nell’ambito di progetti di senso. Ma non finisce qui: quelli che definiamo “nativi digitali” sono già  qui, e questo progetto è la prova tangibile di cosa siano capaci di realizzare. Il futuro è in buone mani.