Social Network questo sconosciuto

27 Gennaio 2011 admin

Secondo quanto emerge da una ricerca della Alterian (survey condotta ad ottobre 2010) , circa un terzo dei marketer che operano sui social network dichiara di non comprendere sia le dinamiche sociali che muovono i rapporti in rete, sia il buzz che le persone generano attorno al brand . Solamente un terzo afferma di riferire regolarmente al management quanto accade e quanto “si dice” riguardo il loro brand, ma demandano alle agenzie specializzate questa attività . Al di là  di ulteriori interessanti informazioni che la ricerca contiene, vorrei soffermarmi sui punti di cui sopra. Entrambi i punti hanno un elemento che li accomuna: la volontà . Sarò anche troppo esigente nei confronti del ruolo del marketer, ma da sempre la curiosità  e la volontà  di apprendere nuove dinamiche devono caratterizzare la sua figura. Il fatto che ben il 31% circa dichiari di non comprendere le dinamiche social ed il buzz che si realizza sul proprio brand è un dato preoccupante. Le persone/consum-attori che realizzano parte dei rapporti sociali in rete hanno – secondo me – una spiccata coscienza “sociale”: ovvero fondano le loro decisioni, orientano i loro gusti, esprimono critiche ed apprezzamenti avendo come bussola, appunto, la tipologia di buzz che il loro network di riferimento genera. In sintesi sono persone che tengono in considerazione la sensibilità  del mercato (in quanto solo loro il mercato). Non individuare e decodificare il sentiment significa perdere opportunità  per il brand che si gestisce perchè non si entra in sintonia con chi utilizza il brand. Questa mancanza di volontà , poi, riverbera – in maniera indotta – anche sulla presentazione dei dati al management. D’accordo che è necessario avvalersi almeno per i primi tempi di consulenti specializzati, ma è necessario che i marketer acquisiscano dimestichezza con i ratios più comuni per poter prendere decisioni in autonomia. Il ruolo del consulente, nel tempo, varierà . Nel breve “indottrina” i marketer sugli approcci metodologici e sugli strumenti di base; fornisce loro i tools necessari per realizzare un monitoring specifico sulle dimensioni e sull’andamento del buzz; a tendere il suo ruolo sarà  quello di identificare – in virtù dei fenomeni raccolti – i trend che migliorino/anticipino gli ambiti che le persone social oriented stanno intraprendendo. Quest’ultimo aspetto, secondo la mia esperienza, rappresenta il vero valore aggiunto ed il plus che i consulenti di new marketing devono apportare. Occorrono consulenti perchè i trend non vengono identificati “premendo un pulsante” su un tool preconfezionato, ma sono frutto dell’analisi semantica del buzz, del valore che il buzz generato ha, del sentiment che dal valore semantico scaturisce e da una analisi etnografica che correla i comportamenti in rete con quelli reali. Nei prossimi post esamineremo al meglio questi percorsi. Stay tuned!