Social Crochet: i social vanno vissuti per essere raccontati

23 Novembre 2011 admin

Quando vi ho parlato della storia di Roberta Castiglione e della sua lana d’Abruzzo, accennavo a come Roberta sia affidata alla community di Knitters (letteralmente sferruzzatrici) che ha messo su,  impostando un approccio dal basso con una strategia di comunicazione pull: saranno le appassionate dei lavori a maglia – alle quali Roberta ha offerto uno spazio d’incontro creando il gruppo Social Crochet  – a parlare della lana d’Abruzzo. La curiosità  è stata tanta: quest’ambiente andava (va) frequentato per poterlo raccontare. Il passo è stato breve: ho accettato l’invito a farne parte, ed oramai da oltre un mese sto  frequentando questa tribù di 568 appassionate ed appassionati dei lavori a maglia. In particolar modo dell’uncinetto. Non a caso parlo di tribù, in quanto al suo interno troviamo un insieme eterogeneo di  persone che si formano intorno alla pratica del lavoro a maglia, intorno al quale intrecciano il valore del legame declinandolo attraverso i propri oggetti di culto

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i rituali che chiamano eventi social per i quali hanno stilato un preciso calendario, durante i quali vengono condivise modalità  operative di realizzazione.

Ed è in quest’ambito che ho riscontrato un elevato tasso i innovazione: tutte insieme stanno riscrivendo i codici di comunicazione tecnica. Un vero e proprio nuovo vocabolario fruibile da tutti, indipendentemente dal fatto di essere esperti o meno. Ho capito che questo è stato un percorso graduale per permettere a tutte le persone del network di poter essere attivi e partecipi fin da subito. In ogni rituale vengono condivise singole foto di numero variabile, sulle quali ci sono indicazioni precise su come raggiungere ogni step. Se si trovassero delle difficoltà , basterà  condividere sotto la foto d’interesse, l’ostacolo da superare… e così via. L’obiettivo che Roberta sta traguardando è la realizzazione di un tutorial mono immagine: un approccio decisamente non convenzionale fondato sul “togliere” piuttosto che sul “mettere”, che mira alla semplicità  con cui deve confrontarsi un qualsiasi progetto di design,basato sul ragionamento e non sulla riproduzione a senso unico e “senza senso” nel rispetto dell’approccio di Confucio che diceva “Dimmi e dimenticherò, mostrami e forse ricorderò, coinvolgimi e comprenderò“.  Ho avuto la fortuna di presenziare la sua condivisione nel gruppo che ha destabilizzato un pò, ma l’effetto è stato assolutamente straordinario. Il concetto di Rito è pienamente assolto: i vari eventi social rappresentano occasioni in cui si rinnova l’adesione ai valori condivisi, si agisce sulla interazione delle persone e viene supportato dagli oggetti (di culto) dagli abiti (costumi rituali) dai luoghi, dalle parole (formule) dalle immagni (icone). Tutto ciò permette, ed è assolto ampiamente, a chiunque di imparare a fare crochet attraverso una metodologia più immediata che spaventa meno e avvicina un target “lontano dal fare convenzionale” e spesso noioso, che molte persone rifiutano credendo impossibile.

Il grande lavoro che Roberta sta realizzando  è quello di offrire alle sue amiche tanti elementi nella prospettiva del Valore del legame, semplicemente chiedendosi cosa si possa apportare per migliorare la costruzione, lo sviluppo e il mantenimento dei legami tribali di questo gruppo di persone, piuttosto che concentrarsi sulla mera offerta di un bene ad un consumatore, considerato nel suo isolamento. E’ questo il giusto modo per alimentare l’affinità  con un brand.

Legame, Comunità , Autenticità : questi i Valori del marketing mediterraneo che scopro sapientemente declinati nella realizzazione di lavori a maglia. Roberta assieme alle sue 568 amiche sta interpretando al meglio i valori della post modernità . Tutto questo porta ad un risultato che può sorprendere: un risultato non convenzionale e virale. Tutte le Knitters di Roberta per la loro autenticità  ed apertura al nuovo si lasciano trascinare positivamente verso nuovi orizzonti, battendo nuove vie e tracciando nuovi percorsi: conoscono senza saperlo la viralità , la vivono direttamente ma non sanno neppure cosa sia.

Ciò che Roberta Castiglione ci sta insegnando è che non bisogna strumentalizzare le tribù, bisogna agire insieme a loro: grazie alla frequenza dei rapporti ed alla carica emozionale che li pervade, le persone della stessa tribù maturano una elevata competenza sul prodotto, scoprendone utilizzi inconsueti. Ne abbiamo le prove.

Come ho pubblicato più volte sulla mia bacheca di Facebook: i social vanno vissuti per essere raccontati, anche io ho dovuto dare prova delle mie abilià  all’interno del Social Crochet, ma l’ho fatto a modo mio, con tanto di tutorial pubblicato ed archiviato nell’apposita sezione! Se vi va di provare cercate “Braccialetto Cuki” 🙂