Qual’è il ruolo dei big data?

11 Marzo 2015 admin

Da qualche tempo sto approfondendo operativamente l’aspetto dei big data testando varie piattaforme ed analizzando diversi ambiti merceologici: dal vitivinicolo, al luxury ai materiali termoformabili nonché trasmissioni televisive etc. In termini di analisi l’aspetto che accomuna tutti questi ambiti profondamente differenti tra loro è la concretezza: aspetto che cerco sempre di trasmettere sia in sede di formazione nelle Business School dove collaboro, che di consulenze per le PMI. Concretezza perché la mole dei dati che si riescono a prelevare dalla rete devono necessariamente, poi, essere processati per farli parlare. Molto importante è quindi definire l’obiettivo che vogliamo perseguire: monitorare la  concorrenza? Avviare o sviluppare la relationship? Scoprire opportunità  di business?

Nella mia attività  di consulenza quello che cerco di trasferire è che l’utilizzo dei big data, indipendentemente dall’obiettivo che una azienda vuole perseguire, deve necessariamente avere anche una portata strategica: il monitorare diventa parte essenziale della strategia di mercato, diventa parte essenziale delle regole per poter competere, diventa parte integrante del modo di pensare. Diventa paradigma. Inquadrando i big data in quest’ambito cambia anche il modo di leggerli permettendo al brand di traguardare il proprio sense providing. Una buona lettura delle reti sociali  – che si attua attraverso la disponibilità  dei big data – può restituire i reali stili di vita contemporanei (es. riutilizzo di beni, attenzione ai consumi, finanza etica etc.) aiutando le aziende ad individuare il loro personale senso di essere nella società . In quest’ottica il brand assume un ruolo sociale definito che trasforma la relationship: i consumatori diventeranno dei naturali ambassador del suo progetto di senso esprimendo il loro assenso attraverso l’acquisto dei prodotti.