Le quattro cose che possono fare per te i Big Data

28 Luglio 2015 admin

Pare vadano di moda eppure ci sono sempre stati. Parlo dei dati. Aggregati in metadati riescono a trasferire informazioni che aiutano le persone ad orientare decisioni. Un esempio tipico di metadati è costituito dalla scheda del catalogo di una biblioteca, la quale contiene dati circa il contenuto e la posizione di un libro. I metadati descrivono in maniera strutturata le proprietà  dei dati. Con l’avvento del WorlWideWeb la quantità  di dati è molto elevata ed è necessario individuare sintassi idonee a restituire semantiche adeguate. Perché i big data stanno diventando sempre più importanti? Perché la nostra vita e sempre più commessa sia a livello di relazioni sociali che di relazioni infrastrutturali (M2M). Ed è in questi due ambiti che i big data possono esserci d’aiuto. Una cosa, però, è molto importante: perché la gestione dei dati abbia un’influenza positiva è necessario che il valore delle informazioni venga sfruttato al massimo.

  • Individuare le conversazioni su una tematica particolare: molti tool in commercio permettono di monitorare le conversazioni in rete su argomenti di nostro interesse. L’avvio avviene identificando determinate keyword che possono isolare quanto in rete viene trattato su forum, blog, piattaforme social. In base a quanto il tool restituisce è necessario tarare le keyword per far sì che le conversazioni individuate siano quanto più vicine alle nostre necessità  informative. Centrato il target sarà  possibile aggregare le conversazioni per argomenti, sentiment, influencer. Va da sé che questa operazione di scrematura permette di eliminare il cosiddetto buzz di fondo che non aggiunge nulla alle finalità  investigative.
  • Individuare mercato potenziale: Twitter può venirci in soccorso attraverso la formazione di liste ad hoc. Almeno per la mia esperienza. La lista viene prelevata con i dati che riteniamo utili, per poi essere analizzata identificando le metriche in linea con le nostre necessità . La successiva graficizzazione permette una lettura più semplice evidenziando i flussi che maggiormente alimentano il potenziale.
  • Anticipare la domanda: Volume, Velocità , Variabilità , Veridicità , Varietà . Un dato significativo è che a chiedere il Big Data management sia all’87% il marketing e le vendite, seguito con un 77% dall’area Finanza e Controllo e, al terzo posto, la supply chain (45%). Impostare un sistema di BDM che porti all’integrazione di tutti i canali attraverso una verticalizzazione del workflow è fondamentale per canalizzare flussi di risposta, soprattutto se questi incidono sulla supply chain.
  • Interazione M2M (internet of thinks): pensiamo ad un campo coltivato. Possono il terreno e le piante comunicarci informazioni interessanti? Si: suggerendoci quando c’è necessità  di acqua, lo stato di crescita e di maturazione, punto di rugiada etc. Nonsolo: anche in mare i pescherecci possono verificare la richiesta di pesce della giornata, di condividere con i grossisti che il pescato ed avviare un’asta virtuale e capire in quante casse suddividere il prodotto prima dell’attracco in banchina.

Sono solo alcuni esempi su come i dati e la loro aggregazione con metriche opportune possano contribuire ad orientare al meglio le più differenti attività . Il futuro in quest’ambito è appena iniziato.