la società  contemporanea dell’accesso

1 Dicembre 2013 admin

Così potrebbe essere definita la nostra epoca. Ma cosa significa accesso? In modo molto superficiale si potrebbe definire accesso la semplice disponibilità  di informazioni. Da qualche anno disponibilità  di informazioni sulla Rete. L’accesso, per essere veramente utile, deve necessariamente essere selettivo: devo sapere cosa mi occorre. Nell’era di cosiddetti Big data la gestione del metadato è soprattutto un fatto culturale. Pochi, ad oggi, sembrano preoccuparsi del fatto che il processo di gestione dell’accesso (metadato, dato, informazione) debba essere trasformato ponendo al centro il cliente. Se ci fate caso, nella maggior parte dei casi il cliente è posizionato a valle del processo di accesso; cliente inteso e gestito come semplice destinatario finale di un processo automatizzato top down. La prova? Gli innumerevoli IVR dei vari Customer Care, piuttosto che campagne push (outbound, emailing, sms, pop up etc.). Ancora meno sono i manager che ritengono che si possa migliorare la qualità  trasformando il processo di trasferimento di informazione in processo di conoscenza. Se i brand accelerassero su questo aspetto, i (big) data restituirebbero una informazione che diventa patrimonio conoscitivo e, aspetto non da poco, non si tratta di un aspetto tecnologico ma, come dicevo all’inizio del post, culturale. Approcciare l’informazione con una visione di capitale relazionale rappresenta il fulcro su cui fare leva. Diffusione di conoscenza e non semplicemente trasmissione di informazioni. Questo il presupposto essenziale per reindirizzare la relazione verso binari di feedback reciproci.