La difficile gestione dell’ambassador

25 Gennaio 2013 admin

Da qualche giorno sto analizzando un’idea di progetto che vede l’impiego di Ambassador quale ponte mediale tra brand e target di riferimento. Sarebbe più corretto dire: persone con le quali si vuole entrare in contatto. Di per sè la figura dell’ambassador è importante; infatti come dice il mio amico Vittorio Di Giacomo nel suo post  di qualche tempo fa evidenzia come un vero ambassador (al di là  dall’essere riconosciuto come tale dalle persone che frequenta), è maggiormente stimolato quando ha la possibilità  di creare contenuti che giustifichino il suo essere influente verso il proprio pubblico. Questo aspetto non è trascurabile: gli ambassador, infatti, vogliono essere conosciuti per i propri insight di valore e di attendibilità . Il rischio che si corre, però, è nel trascurare questi aspetti e cadere nella trappola del multilevel marketing. Quello che è necessario fornire all’ambassador è una direzione chiara di engaging che non deve necessariamente transitare in via prioritaria attraverso il prodotto tout cour. Il prodotto deve essere uno degli elementi attraverso il quale completare un progetto di senso coerente con la sub-cultura della tribe con la quale si intende entrare in empatia: il legame conta più del bene; questo è il senso del Valore che l’Ambassador deve preservare per restare credibile e rafforzare la propria autenticità  informativa.

Di seguito un percorso che ideai lo scoro novembre