il Valore della Vicinanza

30 Giugno 2013 admin

“…Facile a dirsi, eppure l’abbiamo provato dozzine di volte, agendo sul campo, parlando con medici, mamme e clinici per essere sicuri che davvero soddisfacesse i bisogni delle comunità  locali …”

“…Nel progettarlo abbiamo seguito semplici principi. Abbiamo davvero cercato di capire chi sarebbe stato il fruitore finale, in questo caso, persone come Sevitha. Siamo andati alla radice del problema senza farci influenzare da ciò che già  esiste. E poi abbiamo pensato alla soluzione più semplice per affrontare il problema.”

Mi piace iniziare questo post così, proponendovi un paio di passaggi  di Jane Chen

Due frasi che racchiudono quello che i brand devono fare, ed il modo che devono seguire per poter “Essere” sul mercato. Uso la letta maiuscola per il verbo “essere” che nelle lingue del ramo europeo contiene la nozione di esistenza. Il primo elemento che salta fuori è la perseveranza “l’abbiamo provato dozzine di volte”; il secondo elemento è la location: non in laboratorio ma “agendo sul campo parlando con medici, mamme e clinici per essere sicuri che davvero soddisfacesse i bisogni delle comunità  locali”; il terzo elemento è la semplicità  nelle linee guida ponendosi nei panni di chi avrebbe utilizzato il futuro prodotto; il quarto elemento è il DNA dell’innovazione “Siamo andati alla radice del problema senza farci influenzare da ciò che già  esiste. E poi abbiamo pensato alla soluzione più semplice”.

Ho terminato di leggere “Città  Virtuose”. Cosa c’entra questo testo con l’approccio di Jane Chen nel costruire una incubatrice per i villaggi sperduti del mondo? Molto, direi. Partiamo dall’assunto: vivere in una città  e viverci bene, con aria respirabile, traffico sotto controllo, spazi verdi pubblici a portata di mano, servizi efficienti. E’ un’utopia? Parrebbe di no. anzi: no. Diciamo che la vicinanza con i cittadini consente alle varie realtà  di comuni e province di essere stimolate a dare vita a progetti innovativi e creativi. Tutto sta ad identificare gli ambiti. semlice: mobilità , risparmio energetico, raccolta differenziata, spazi pubblici.

Una città  che funziona ha, innanzitutto, uno sguardo sempre attento al benessere della comunità : il punto di partenza (perseveranza)può essere dato da Comunivirtuosi il cui scopo è tutelare i beni comuni intesi come beni naturali e relazionali che appartengono all’umanità . Qui sta il punto nodale: il cambiamento di punto di vista: l’amministrazione del territorio è improntata alla sostenibilità  ambientale per migliorare la vita dei cittadini tramite il loro coinvolgimento. Obiettivo ambizioso: forse per questo tra gli associati non leggiamo Comuni di grandi dimensioni.

“Pensare globale ed agire locale”: un bell’esempio lo troviamo a Monaco dove la collaborazione tra amministrazione e cittadini ha dato risultati ottimi. Monaco, 1,3 milioni di abitanti. Come dimezzare la CO2 entro il 2030 dell’80% entro il 2058? Collaborare, tutti. Ad esempio sono stati realizzati buoni sconto da spendere presso aziende green; convenzioni tra proprietari ed inquilini per incentivare la ristrutturazione energetica degli appartamenti. A conti fatti l’amministrazione ha calcolato che per ogni euro speso in questa direzione, ne hanno ricavato 10 in termini di investimenti in un ciclo economico virtuoso ed ecologico.

Mantenere sempre il contatto (location): Paolo Sala è il referente del progetto “strade in sicurezza” del Ministero dell’istruzione. Da due anni viaggia in bici sulle strade più pericolose della penisola …

Costruire una incubatrice fuori dagli schemi, trasformare una città  fuori dagli schemi: due mondi apparentemente molto lontani ma molto vicini, accomunati dal Valore della Vita.