Il nuovo acquisto d’impulso

10 Settembre 2012 admin

C’era una volta l’avancassa. Chi padroneggia le tematiche di space allocation sa cosa sia l’avancassa: lo spazio dedicato per eccellenza all’acquisto d’impulso. Nel tempo le merceologie che lo hanno interessato sono state varie: dalle mollette per stendere i panni ai rasoi usa e getta, passando per le lampadine, torce ed infine ricariche per operatori telefonici. Tengono duro gli snacks e le gomme da masticare. Ma per stimolare l’acquisto d’impulso, oggi, non c’è solo l’avancassa, ma anche i social media. Secondo una recente ricerca il 36% dei consumatori statunitensi intervistati che seguono un retailer sui social media sono stati incuriositi ed hanno provato un nuovo prodotto che non avevano acquistato prima. Allo stesso modo, il 32% di coloro che seguono un brand sui social media hanno riferito di aver stati motivati a provare un prodotto nuovo. Da segnalare come il 18% dei consumatori statunitensi – tra cui il 23% sotto i 35 anni – hanno un profilo su un social network. I punti vendita che si muovono sulle piattaforme social sfruttando al meglio gli aggiornamenti di stato incuriosiscono i propri fan tanto da spingerli a fare acquisti non pianificati. Ciò non significa indurli a spendere di più, ma ad orientare il proprio spending in un’ottica cross. Queste le percentuali: il 22% di coloro che seguono i rivenditori attraverso i social media riferiscono di aver subito l’influenza nel fare un acquisto non pianificato, riorientando lo spending, e il 15% dichiara di aver speso più di quanto previsto. Le App contribuiscono a modificare le abitudini d’acquisto: il 21% degli utenti effettua acquisti non programmati e il 15% di spendere più di quanto avesse previsto. In netto calo sull’influenza all’acquisto sono i motori di ricerca (6% e 5%) ed i coupon scaricabili e siti diretti dei brand (entrambi al 7% e 5%). E se ci sono dei brand che non parlano in rete? Stay tuned!