Big Data FantaserieATIM

FantaSerieATIM edutainment con i Big Data

11 Dicembre 2015 admin

Ieri mattina a Milano si è svolta la conferenza stampa di lancio del FantaSerieATIM la App della SerieATIM che ripensa il modo di giocare al Fantacalcio, basando le performance dei giocatori  sui Big Data prelevati in real time durante i match. Ma non è di questo che voglio parlare, quanto dell’approccio di edutainment che questa app può avere nell’avvicinare le persone alle potenzialità  dei Big Data. Già  da un bel pò l’accoppiata Big + Data sta imperversando in rete (si pensi che negli ultimi 90 giorni – solo su Twitter – sono state prodotte oltre 12.400 conversazioni sul tema) diventando quasi un meme. Vari i forum e le tematiche di discussione. Il rischio che intravedo? La corsa al tool, così come accadde nel 2002 quando nelle aziende si iniziò a parlare di CRM: tutti si affrettarono – soprattutto nella industry del credito – ad acquistare “il miglior tool” pagando così l’illusione di poter gestire al meglio una relazione. Il risultato? Milioni di euro spesi ed aziende incapaci di gestire una base clienti in mercati, allora, prossimi alla saturazione. Quello che possiamo evitare oggi è appunto questo, ma è necessario passare attraverso la scomoda porta della consapevolezza per affrontare la realtà  dei Big Data con capacità  di discernimento, rendendo efficienti gli investimenti e traguardando in modo efficace gli obiettivi di business. Perché la App FantaSerieATIM può aiutare in questo percorso? Perchè in maniera semplice aiuta a familiarizzare con i concetti base della teoria delle reti. Durante un mFantaSerieATIM Big Dataatch, su TIMstadium è possibile visionare tabelle come quelle presenti di lato e, dalla prossima giornata di campionato, sull’App FantaSerieATIM tutti questi dati saranno disponibili in tempo reale per poter avere sotto controllo le performance dei giocatori ed effettuare cambi laddove si ravvisasse un calo di rendimento. La prima cosa che si apprende è l’approccio smart data: trasformare le informazioni in azioni. Cosa c’è dietro? Analytics, quindi, Business intelligence che miscela molte variabili (assist, goal, autogoal, cartellini gialli, cartellini rossi, rigori sbagliati, rigori parati, rigori segnati, goal subiti) e restituisce l’indice di performance score. E se le variabili fossero i metadati relativi alla vostra industry, alla domanda di mercato potenziale, alle keyword utilizzate ed indicizzate in ottica di long tail, alla tipologia di relazioni che le persone instaurano attorno ad un determinato topic, alla capacità  di orientare le scelte d’acquisto, alla capacità  di essere sempre al centro delle conversazioni su determinate tematiche, ai trend di fondo delle conversazioni, cosa pensereste? Sta cambiando l’environment dove il governo di alcune forze (social network, mobile, big data) permette di instaurare rapporti con i clienti e garantire lo sviluppo del business. L’approccio magari inconsapevole di edutainment che questa app ha, può aiutarci a capire come cambia la value chain del dato passando da una semplice misurazione a una visione più matura grazie a una nuova intelligenza analitica.