Dead Drops

5 Aprile 2011 admin

Cos’è la città  moderna? Uno spazio individuale e collettivo che abbraccia, protegge, ingloba, racchiude, limita, soffoca, deprime? Come si evolve il concetto di spazio abitato, cui concorrono nella formazione istituzioni, architetti, urbanisti, artisti, sociologi ma soprattutto cittadini? Le nuove generazioni sono il “laboratorio di nuovi modi di vivere. Se al momento il fenomeno si limita alle generazioni giovani, per un processo di contaminazione questo si svilupperà  in tutto il corpo sociale. àˆ in corso un processo inesorabile che vedrà  lo svilupparsi del nomadismo, un fenomeno per certi versi paragonabile a quello che accadde nel Medioevo, quando ci si poteva muovere in tutte le direzioni e non esistevano confini: ogni cosa era libera di circolare (rif.). Il progetto Dead Drops ideato dall’artista Berlinese Aram Bartholl (via Wired) secondo me può essere inquadrato all’interno di questo contesto, ed in particolare  in un’ottica di ripensamento della struttura della città , conferendo un nuovo valore allo spazio inteso come rete off-line in grado di dare/ricevere informazioni diversificate, fornendo una declinazione differente di “luogo” e “legame”, come afferma Maffesoli. Personalmente l’impressione che mi fornisce questo progetto è contrastante: da un lato l’estrema creatività , dall’altro una sorte di “solitudine e disperazione”: le USB disseminate per la città  come tante bottiglie con dentro un messaggio che i naufraghi lanciano come tentativo di essere in qualche modo contattati. Poco pratico?