Conoscere il consumatore

11 Novembre 2020 admin

La conoscenza del consumatore non è mai sufficiente. Mille sono gli aspetti da conoscere per poter avere una customer personas data driven. Ho introdotto il tema su Linkedin con un articolo ad hoc. Qui è il caso di approfondire ulteriormente.

Oltre le informazioni sociodemografiche che è possibile prelevare attraverso i vari tool di listening, il percorso della conoscenza del proprio consumatore o, meglio, del proprio prospect è abbastanza articolato.

Data una industry con i vari competitors o data una ampiezza di gamma di prodotti, è utile conoscere quale siano i volumi di conversazione che questi producono: in altri termini la share of voice che un’audience, diversamente interessata, produce.

Share of voice sul consumatore

Un risultato di questo tipo apre nuove strade verso l’identikit del nostro [potenziale] cliente. Il primo elemento che emerge è quello di poter identificare quale tipologia di prodotto sia maggiormente chiacchierata e, soprattutto, come questa venga mantenuta o meno. La share of voice aumenta, diminuisce o è stabile? Perchè? L’aspetto più importante che un approccio al cliente data driven apporta è l’opportunità di fornire risposte oggettive, che possono aiutare l’azienda ad orientare al meglio la propria rotta di navigazione.

Per iniziare a gestirla, la share of voice, è utile sapere dove questa si formi per la sua gran parte, in modo da poter presidiare il medium dove questa si sviluppa

Con queste informazioni in quadro inizia ad essere un pò più chiaro: i brand hanno la possibilità di avere dei metadati dai quali partire, trasformarli in dati dai quali avere informazioni, acquisendo conoscenza e, quindi, orientare le scelte guidati da elementi oggettivi

La strategia di presidio del cliente

Conoscere questi elementi permette, quindi, di disegnare la strategia di presidio andando a lavorare su due elementi: portata ed engagement

La portata fa riferimento al numero di audience a cui potenzialmente è possibile rivolgersi; l’engagement non è altro che il tasso di coinvolgimento che un determinato argomento (nel nostro esempio una gamma di prodotti o un brand) riesce a generare.

Tutti questi elementi sottendono dati. Saperli organizzare è fondamentale per fare business e ridurre al minimo il rischio che, lo sappiamo benissimo, non potrà mai essere annullato.