Comportamenti innovativi

10 Novembre 2012 admin

L’innovazione non deve essere considerata e studiata come un rigoroso processo scientifico, tecnologico o economico. Essa è intrinseca alla società , al territorio e alla cultura all’interno della quale si sviluppa e come tale non racchiude soltanto aspetti razionali, ma anche e soprattutto l’insieme di quei valori emotivi e culturali, quali la creatività , la passione, l’arte, che ne caratterizzano e identificano il tessuto sociale. (rif.Riccardo Viale). Innovazione, quindi, come attività  volte al cambiamento con meta finale quella di ridisegnare un nuovo paradigma. Ingredienti principali: i cervelli, la capacità  di discernimento che le persone responsabili di brand dovrebbero avere. Il condizionale è d’obbligo perché non da meno sono le responsabilità  di chi, responsabile del brand, è purtroppo paladino del misoneismo, ovvero l’idiosincrasia all’innovazione. Da questo circolo vizioso si può uscire solo liberandosi da certi fardelli rappresentati dalla gabbia del proprio ego, dal difendere il proprio orticello. Valore non è l’obiettivo raggiunto dalla singola funzione aziendale, ma è come la singola funzione aziendale è riuscita – coralmente – a contribuire nel dare forma ad aggregazioni vincenti. Se l’esigenza è andare sempre verso il nuovo per non perdere quanto un brand ha fatto finora, è importante non restare legati a vecchi schemi, ma avere il coraggio di cavalcare progetti innovativi e rapporti innovativi all’interno dell’organizzazione aziendale. Chi resta ancorato a vecchi sistemi piramidali è assolutamente inadeguato a soddisfare le esigenze di un sistema in continuo mutamento ma, oggi, con una velocità  maggiore. E’ necessario creare circuiti articolati nei quali il sistema narrativo evolve di volta in volta adattandosi al momentum agendo, quindi, in modo sincrono con l’ambiente di riferimento. Le tecnologie di ultima generazione consentono a menti fertili di avere la bussola e il timone ma quello che non sono in grado di fare è stabilire la direzione da prendere e soprattutto come viverla ogni giorno. Parole come geolocalizzazione, knowledge, wiki etc. non hanno alcun senso se non inserite all’interno di una vision condivisa tra persone che vogliono superare la barriera psicologica al cambiamento. Quello che ho vissuto negli ultimi mesi nella mia azienda, per certi versi, ha qualcosa di magico. Avevamo un problema: recuperare share di mercato in una zona ben specifica. Zona da sempre ostica per il brand TIM. Non era la prima volta che si tentavano azioni mirate, ma questa volta è stato differente. Per ovvii motivi di riservatezza non posso andare oltre , ma vi confermo che questa volta è stato differente. Il team messo in campo aveva una marcia in più: la fertilità  delle menti. Mai come questa volta ognuno ha abbandonato il proprio orto donandosi all’altro con la convinzione che l’altro fornisse Valore. Ma non è finita qui: quello che ho respirato è stato una vero e proprio concerto dove ognuno ha suonato in funzione dell’altro, e tutti siamo stati attenti ad una partitura non scritta: inciso, motivo, battuta, pause, accordi, scale, intervalli, nessun assolo. Nell’ambito promo commerciale che gestisco, poi, siamo riusciti a realizzare un approccio cross-mediale in un mix nel quale tutti gli elementi si parlavano ed il messaggio risuonava con toni e modi tailor made sul medium. Il risultato corale? +1,5% di share. Non ci sono target da colpire, ma persone con cui risuonare (rif. Cova-Giordano-Pallera)