Ciao Steve

6 Ottobre 2011 admin

Dall’articolo di Repubblica, estrapolo la parte finale: una sintesi perfetta per i marketer  ” Il ritorno di Jobs alla Mela di Cupertino avviene sul finire del 1996 quando viene richiamato in soccorso dell’azienda che appare quasi moribonda. E’ in questa seconda fase che Jobs dà  il meglio di se stesso in tutti i campi: non solo nell’innovazione tecnologica e di prodotto, ma anche nel suo talento di guru, comunicatore e venditore, fino a diventare quasi il capo di una “religione laica” con seguaci nel mondo intero. Già  nella prima fase con il Macintosh (1984) Apple si era distinta per due qualità  originali: la semplicità  e modernità  degli interfaccia grafici; la cura per il design di un prodotto come il pc che all’epoca aveva un’immagine dimensione esclusivamente funzionale e utilitaristica. Queste stesse qualità  ritornano in modo esponenziale nella “seconda Apple” sotto la guida di Jobs, con invenzioni come l’iPod, iPhone, iPad, oltre che nella nuova gamma dei computer iMac. In ciascuno dei settori dove ha sfondato, Jobs non ha inventato prodotti genuinamente nuovi: prima di lui esistevano il pc, lo smart-phone, i lettori digitali di musica mp3 nonché i tablet per leggere e-book e giornali come il Kindle. In ciascuno di questi settori però lui ha imposto dei trend, delle trasformazioni profonde nel modo di navigare Internet, ascoltare musica o leggere i giornali. Ha rivoluzionato anche l’esperienza commerciale inventando gli Apple Store, luoghi di ritrovo che oggi segnano l’omogeneizzazione di una cultura globale da San Francisco a Pechino.”