#Campdigrano 2015: come l’ho vissuto da remoto

21 Luglio 2015 admin

Il 19 luglio si è conclusa la Summerschool #Campdigrano organizzata dal collettivo RuraHub  in Caselle in Pittari (Salerno). Il #Campdigrano nasce come un percorso di avvicinamento al Palio del Grano, una straordinaria esperienza di vita rurale che per sette sul campo in cui si imparerà  dagli antichi contadini cilentani l’arte delle mietitura tradizionale e di tutti i processi di lavorazione del grano fino alla molitura in mulino a pietra ad acqua, nella vicina Oasi del WWF di Morigerati, e il corso di panificazione naturale con lievito madre. Un momento laboratoriale, di osservazione e sperimentazione, di esperienza e di conoscenza, di scambio e di apprendimento. L’ho seguita da remoto utilizzanto Twitter. Campdigrano - AIALa cosa che mi ha colpito maggiormente – e che ho potuto seguire con maggiore assiduità  â€“ è stata la preparazione dell’aia: uno spazio di terreno pianeggiante e ventilato dove si strappavano tutte le stoppie e le erbacce, poi si bagnava la terra con l’acqua, si spargeva della paglia e si schiacciava in modo che impastandosi con la terra formasse una specie di pavimento. L’atto di bagnare la terra con l’acqua ho scoperto essere definito il battesimo della terra un gran segno di affidamento della cultura contadina come gratitudine per il raccolto del grano e come auspicio per i raccolti futuri. Aia intesa soprattutto come luogo di cum-vivere comune dove condividere la giornata; ed è nell’aia così costruita che durante i sette giorni sono stati condivisi vari Saperi. Saperi che hanno fatto emergere molti elementi da considerare che ruotano attorno alla parola Agricoltura per creare una coscienza condivisa con approccio meridiano.

wordle CampdigranoSi è parlato di campo, di grano, di Comunità , della necessità  di interpretare l’agricoltura del futuro in ottica di rural innovation che vede nel co-design, nella progettazione collaborativa e nell’innovazione gli aspetti da interpretare. E non è solo la tecnologia ad essere il soggetto principale dell’innovazione ma soprattutto: ritrovare e rispettare i ritmi della terra, sfruttare i pendii delle colline per riutilizzare le risors, reinterpretare il macroambiente con particolare attenzione ai modelli di disintermediazione (filiere corte e modelli CSA). Temi molto interessanti che mostrano come il cosiddetto “ritorno alla terra” non sia una formula di ripiego, ma una vera e propria opportunità  imprenditoriale.

Il tutto si è concluso con il Palio del grano: una grande festa dove mietitori ed irmitatrici provienienti da tutta Italia, si sono dati “battaglia” a suon di falce e sistemazione delle fascine. Tra tutte le squadre formate si aggiudicherà  il Palio la squadra che mieterà  per prima la propria porzione di campo osservando i giusti criteri di mietitura e di sistemazione della fascine di grano.