big data creatività

Big data e creatività  il connubio perfetto

5 Novembre 2015 admin

Nel mio ultimo intervento al CUOA  ho avuto modo di condividere, con gli imprenditori iscritti al modulo CUOA – Jobleader , il mondo dei big data ed in particolare come poter approcciare tale tematica in modo operativo. Abbiamo condiviso come utilizzare al meglio Google per scoprire la domanda, le aree territoriali maggiormente interessate, piuttosto che costruire ed utilizzare la long tail e gli analytics, come integrare queste informazioni con altri dati disponibili in rete, come individuare – definito un segmento – gli influencer ed i broadcaster e quale tipologia di vantaggio possono portare. Tutto questo rientra nella tematica, oramai diventata quasi un meme, dei big data. Quello che è necessario fare è utilizzare questi giacimenti di informazioni per trasformarli in conoscenze. Utilizzo il plurale perché con i giusti approcci i brand possono acquisire conoscenze differenti interrogando una stessa famiglia di big data. Intrecciare in modo diversificato metriche come la Betweenness, Eigenvector, Closeness etc., i big data possono farci vedere vari punti di vista di un topic oggetto d’analisi. Qui entra in gioco la curiosità  del brand manager che assieme al data scientist deve utilizzare con creatività  le sorgenti multiformi di dati per generare conoscenze utili e inaspettate. La nuova era dell’analitica, in effetti, verte sulla varietà  e sulla velocità  dei dati e regala alla statistica una rinnovata giovinezza. L’analisi in tempo reale riduce il tempo compreso tra la creazione dei dati e la possibilità  di analizzarli per agire di conseguenza, consentendo di disporre di punti di decisione più frequenti, aggiornati e on-demand. Il McKinsey Global Institute  ha rilevato (cit.) che più della metà  degli oltre 1.400 dirigenti di alto livello intervistati ha dichiarato che i big data e l’analitica rientrano tra le 10 priorità  a livello aziendale. Sebbene un quinto abbia segnalato di avere implementato strategie complete basate sui big data e sull’analitica per generare dati significativi su attività  di business o funzioni, solo il 13% sostiene di utilizzare i dati per generare informazioni importanti sull’azienda. E’ necessario mirate a una serie di processi in grado di fare la differenza per il business, affidandovi a un dirigente preparato e motivato a innovare e investire in tali processi aziendali. Dovrete disporre di una combinazione di entrambi i fattori, poiché gli attori della linea di business in genere conoscono le richieste a cui stanno tentando di rispondere e le decisioni che stanno tentando di prendere. Al contrario, ciò che non sanno, o non possono prevedere, è il modo in cui i big data, in termini di nuove tecnologie e fonti di dati, possono influire su tali domande e decisioni. (rif. http://italy.emc.com)