Arte e Brand: un connubio particolare

6 Novembre 2012 admin

Innovazione e Arte molto spesso vanno d’accordo. Probabilmente perchè sono facce di una stessa medaglia:la Vision. Come afferma il mio amico gallerista Carlo Gallerati: “Condurre esperienze ordinarie fino alla soglia oltre la quale smettono di essere quotidianità  per diventare simboli, icone universali, miti. L’arte è questo. Ed è anche altro.” A ben riflettere quello che afferma Carlo è benissimo identificabile con l’innovazione. Cos’è l’innovazione se non il portare al limite esperienze ordinarie per identificare nuove strade da percorrere? Sono un runner e nei miei allenamenti mi ripeto sempre che “il mondo comincia dove finisce la mia zona di comfort”. Sprone per gettare il cuore oltre l’ostacolo. Qualche giorno fa leggevo su Ninjamarketing un post al riguardo dove si evidenziava come i brand caratterizzati da uno spiccato DNA innovativo affiancassero il proprio percorso di esperienze con il mondo dell’Arte. Anche Enel, con il suo progetto Enel Contemporanea   giunto alla sua quinta edizione, si affianca all’Arte per condividere Valori trasferendo emozioni con un approccio sinestetico esperienziale.  Il prossimo 11 dicembre Enel regala la possibilità  di “vivere” l’opera Big Bambù dei fratelli Starn. Migliaia di aste in bambù sono legate e incastrate fra loro con un metodo tradizionale, capace di creare un’ineditastruttura-scultura nella quale i visitatori possono addentrarsi lungo percorsi, camminamenti e sensazioni. Concepita dagli autori come un organismo vivente in continuo cambiamento nella sua complessità  edenergia, l’opera della serie Big Bambຠsi sviluppa fino a circa 25 metri di altezza grazie all’utilizzo di un materiale solido e flessibile, oltre che altamente simbolico, come il bambù. L’opera è costruita manualmente dagli artisti stessi e dal loro gruppo di esperti arrampicatori.

I percorsi esperienziali sono liquidi, come l’innovazione: necessitano di “spazi” dove incubarsi per poter esprimere al meglio il proprio potenziale. Domanda che pongo: perchè proprio questa opera? Molto probabilmente troverò la risposta l’11 dicembre presso il MACRO di Testaccio. Stay tuned!