Apriti Sesamo

17 Febbraio 2013 admin

Probabilmente la formula magica Apriti Sesamo, utilizzata in Persia nella fiaba di Alì Baba e i 40 ladroni per accedere alla caverna del tesoro, si riferisce alle incredibili proprietà  nutritive e vitali del sesamo, che aprirebbero all’uomo le porte della forza e della vitalità  (rif. www.taccuinistorci.it). Viviamo nell’era dell’ apriti sesamo: i new media hanno abilitato gli individui ad azioni rivoluzionarie. L’etimologia di questo termine indica perfettamente la direzione che la società  post-moderna sta affrontando: participio passato di Revòlvere, quindi, voltà re. Ripensare i modelli – è questo il DNA dei tempi di oggi – dove le persone sono al centro in modo attivo, partecipe, implica il Credo in una nuova Etica: quella della creazione del Valore democratico. Ed è in quest’ottica che si rivoluziona il concetto di prodotto. Sappiamo tutti cosa significhi la realtà  aumentata; poche, però – per quel che posso conoscere – sono le realizzazioni che vadano al di là  di un semplice QR code. Miscelando in modo differente GPS, Realtà  aumentata e App, Simone Miraldi – giovane designer del Politecnico di Milano – è riuscito a fornire un’anima al bastone bianco per ciechi rendendolo smart. Elemento perfettamente integrato con un approccio smart cities che avevo accennato qualche post fa . Il bastone di Simone si chiama Magellano. Dato un input vocale, cioè l’indicazione della destinazione (da punto A mi muovo verso il punto B), il bastone di Simone elabora via GPS il percorso. Tre sono i segnali tattili che Magellano trasferisce alla mano del suo possessore tramite l’impugnatura: svoltare a sinistra o destra, inversione di marcia, progressivo avvicinamento alla meta (fonte: Wired novembre 2013). L’esperienza di Simone è, secondo me, un bell’esempio di strategia di massificazione del significato, ingrediente fondamentale dei new makers: rinunciare all’obiettivo principale di raggiungere un livello di benessere elevato grazie al profitto a vantaggio dell’economia della felicità . La condivisione come bene comune rappresenta l’azimut della nuova impresa. Anche Massoud Hassani – designer afghano ventinovenne – si muove con questo approccio: ha inventato uno sminatore di bambù  e di plastica riciclata. Si tratta di un progetto umanitario, come afferma lui, omaggio alla sua terra dove le mine inesplose sarebbero oltre 10 milioni. Il suo obiettivo è raccogliere il budget necessario per commercializzare Mine Kafon a 40 dollari al pezzo. Stay tuned!