Banksy e la distruzione dell’opera la bambina col palloncino rosso

E’ stato battuto per un milione di sterline l’opera “la bambina col palloncino rosso” dello street artist Banksy nell’asta  di Sotheby’s tenutasi ieri sera a Londra. Subito dopo l’aggiudicazione, l’opera si è autodistrutta. Il video appare direttamente dal profilo instagram dell’artista

 

 
 
 
 
 
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Un post condiviso da Banksy (@banksy) in data:

La notizia è rimbalzata subito sui social network, occasione ghiotta per prelevare i dati ed analizzare il fenomeno.

Banksy distrugge la sua opera: cosa ci dicono i dati in rete

I dati prelevati su twitter hanno generato grandissimi volumi: poco meno di 18K utenti hanno conversato sulla distruzione dell’opera di Banksy “la bambina col palloncino rosso”, generando 19,5K relazioni restituendo un tasso di effervescenza relazionale del 12% (interessante tenendo conto della portata mondiale della notizia)

Banksy_distrugge_la_sua_opera_grafo_social_networking_analysisAl momento dell’estrazione il grafo sociale si presentava così. Praticamente illegibile. Oltre 440 path con molto rumore di fondo.

L’analisi degli hashtag non mi ha fornito indicazioni per scremare ed identificare cluster tematici di conversazioni. Il testo rimaneva l’unica alternativa.

Partendo dai cluster più numerosi, ho analizzato le varie conversazioni, raggruppandole poi in cluster macro tematici.

 

Banksy e la distruzione della sua opera letta con la social networking analysis: i cluster di conversazione

Banksy_sociografo_social_networking_analysis La text mining analysis mi ha permesso di individuare, tra i 440 path di prima aggregazione, le tematiche che gli opinanti si stavano scambiando in rete.

Cinque i principali cluster:

  1. Notizia della distruzione dell’opera di Banksy
  2. Condivisione del video della distruzione dell’opera di banksy
  3. Il pensiero di Banksy
  4. Banksy era tra il pubblico?
  5. Questa la vera performance di Banksy

A parte i primi due cluster, classici laddove si presenti un fenomeno di broadcasting, quelllo che mi ha interessato sono state le conversazioni sul pensiero di Banksy e sul fatto che questa fosse effettivamente una genialata di performance. Il tratto del “genio” è apparso molte volte nelle conversazioni, affiancate dal plauso degli opinanti per questa sua scelta (“bravo Banksy” riecheggiava spesso).

Il pensiero di Banksy che gli opinanti hanno condiviso e che ha giustificato la realizzazione della performance (a me piace pensarla così) è questo: l’elogio della libertà, del non essere assoggettato a lobby; libertà di pote fruire della bellezza delle sue opere in modo assolutamente gratuito.

Nelle ore immediatamente successive alla lavorazione dei dati, Banksy ha pubblicato video nel quale mostrava il meccanismo di autodistruzione. Anni prima, aveva nascosto una sorta di distruggi documenti all’interno della cornice che ospitava l’opera; il congegno si sarebbe attivato laddove fosse venuta meno la propria poetica.

E qui scatta la domanda di cui agli ultimi due cluster: Banksy era tra il pubblico ed ha attivato lui il meccanismo di autodistruzione della sua opera, trasformando l’asta in una performance di portata mondiale?

Non lo sapremo mai.