Internet per il Nobel

Green marketing [il manifesto], Marketing mediterraneo, Social network No Comments »

Internet for Peace manifesto: “Internet è molto più di una rete globale che connette miliardi di computer nel mondo: è una ragnatela di persone che, da ogni angolo del pianeta, si connettono tra loro grazie alla più grande interfaccia sociale che l’umanità abbia mai conosciuto“. wired-internet-pace Wired Italia, insieme a YouTube, è scesa in campo a sostegno di questa iniziativa con una chiamata alle arti – attraverso un concorso  – che invita a declinare con un video il suo manifesto. Dal 20 gennaio al 30 giugno prossimo, il canale dedicato su You Tube  ospiterà i video realizzati dagli utenti. I lavori maggiormente votati, saranno sottoposti al vaglio di una giuria editoriale, che sceglierà il video che meglio avrà interpretato i valori espressi nel manifesto. Il regista vincitore sarà poi intervistato da Wired e il suo video verrà trasmesso da Mtv Italia il prossimo autunno. (tks)

Viral Samsung con il trucco!

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La domanda nasce sponatnea: dov’è il trucco? Innanzitutto posso dirvi che il video è girato completamente con il telefonino Omnia di Samsung. Quello che posso suggerirvi è di concentrare la vostra attenzione nello specchio. Tra un paio di settimane vi farò sapere ;)

Stay Tuned!

Dr_Who

Manichini per Sony VAIO

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Come generare giusta notiziabilità e PR ficcanti per lanciare un nuovo notebook? Questa domanda può essere certamente ampliata anche ad altri settori merceologici anche non ICT. Questa domanda se l’è posta Sony per il lancio del suo ultimo VAIO . L’operazione ha seguito un approccio non convenzionale per portare a casa entrambi i risultati. Vediamo come. Sony ha creato squadre di modelli che si muovono come manichini robotici dislocate in luoghi pubblici per le strade di New York, a dimostrazione del nuovo stile di vita del computer notebook Sony Vaio. Il tutto per fare toccare con mano e creare un giusto engagement.

Come secondo elemento tattico è stata realizzatoa una buona presenza al Bryant Park Sfilata di moda, che ha portato  PR molto positive

non solo: qualche giorno prima, è stata realizzata una perfetta “sfilata” alla Grand Central Station di NYCity, che ha contribuito – assieme al primo evento on the road – a sensibilizzare i prospect e a rendere notiziabili e ricollegabili gli eventi.

Tali azioni sono state contemporaneamente affiancate da sit online sui maggiori SN: YT, Facebook e Flickr supportate dal sito ufficiale.

Ultimamente mi capita di interfacciarmi con personaggi [non li chiamo manager] che una operazione così articolata non è che non la comprendono, ma non rientra nelle loro “corde”. Nei mercati in cui la penetrazione è ben oltre il 100% è necessario rapportarsi ad esso in maniera differente, capire che il target non è più tale: è molto permeato e difficilmente distinguibile. Liquido. E’ questo l’agettivo che meglio rende l’identità del prospect di oggi. Non è più un consumatore, forse non è più neanche un co-creatore ma sta diventando sempre più co-produttore non con il brand (e quanto meno l’azienda). ma asieme al Brand. I Marketer delle aziende non sono chiamati a “vendere”, ma ad entrare in relazione con i new co-producer ed assieme a loro definire i giusti Valori che formeranno il vero collante tra brand e persone. It’s a gut feeling: è una questione di pancia. E non di testa. Non è più il tempo [semmai lo fosse mai stato] di entrare a gamba tesa mettendo sul tavolo solo risultati commerciali. Di breve. Myopia marketing!

Dr_Who

Invest in your love [si svela]

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Chi di voi passeggiava per le strade di Roma e Milano l’ultima settimana di Marzo, può essersi imbattuto nel Flash mob definito “frozen kiss”

I due FM sono stati i primi elementi di una campagna non convenzionale per l’ente del turismo di Thaiti. La campagna è cominciata con un blog, http://investinyourlove.wordpress.com,  ora trasferitosi sul sito ufficiale  http://www.investinyourlove.it,  incentrata su azioni di guerrilla flash mob ed in particolare dal Frozen Kiss a Roma e a Milano.
Oltre al blog della campagna, ai blog e ai forum, è stato scelto di utilizzare anche Facebook che si è rilevato subito (e in pochissimi giorni) il sistema migliore e più veloce di reclutamento degli “amanti” per i due eventi.

Questo il gruppo: http://www.facebook.com/home.php#/group.php?gid=58610079270&ref=ts
L’evento a Roma (organizzato in 3 gg): http://www.facebook.com/event.php?eid=62506615285
L’evento a Milano (organizzato in 2 gg): http://www.facebook.com/event.php?eid=63242973909

Il frozen di Roma è andato benissimo, più di 200 partecipanti, ed è stato ripreso molti  media
repubblica, messaggero, virgilio, city, metro, dnews. Di lì si è replicato su Milano in maniera spontanea anche grazie ai video su Youtube sul canale dedicato e dal diffondersi della notizia in moltissimi siti. Il 31 Marzo la seconda giornata a Milano, ancora più partecipata di Roma nonostante il cielo grigio e minaccioso di pioggia.

Un omaggio per i lettori: il dietro le quinte!

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User Generated Content: un’opportunità?

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Una recente ricerca sipone una interessante domanda: può il fenomeno dello UGC cambiare il tuo mondo? bella domanda, meno scontata la risposta. Ul fenomeno dei contenuti generati dagli utenti, rappresenta gran parte della internet experience per i surfer americani.Tale fenomeno è in crescita come si evince dal grafico di lato. La crescita è mantenuta anche rispetto a chi fruisce dei contenuti autoprodotti (secondo grafico).

Al di là dei confini geografici, quello che noto è una sorta di

“frenesia” da parte delle aziende nel realizzare contenuti autoprodotti. Tale frenesia è schizzofrenia, non guidata – cioè – da un vero e sano intento di coinvolgere il consumatore “per davvero”. E’ schizzofrenia in quanto il sovraccarico di produzione non finalizzata alla condivisione di valori, di affidamento, di esperienze, è puerile e non produce benefici. Nè per le aziende, nè per chi ha realizzato questi contenuti. L’esperienza sul campo mi dimostra che il fenomeno dello UGC non è una moda nella misura in cui non viene strumentalizzata ma utilizzata quale elemento per avvicinarsi al target (primo livello), per affidare parte del brand al target (secondo livello), per dare possibilità al target (terzo livello). L’alchimia non sta nel “guidare” tale processo, ma sta nella condivisione di tale processo. Se vogliamo è un primo passo verso un approccio al pensiero meridiano: apertua alla diversità (lo UGC ha nel proprio DNA la diversità di espressione); accoglimento dela tradizione (far esprimere valori con il linguaggio contemporaneo); pluralismo delle voci (tutti sono messi sullo stesso livelo ed hanno tutti le stesse possibilità. L’unico limite è la fantasia); rispetto per gli altri (tipici delle crew); il relativismo e la connettività.

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No Tube contest

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Avete un video che neanche lontanamente può avere velleità virali? Ebbene, ecco il contest che fa per voi: No Tube Contest. Il NoTube Contest è una competizione che premia il video di minore valore segnalato sul sito YouTube.com tra quelli pervenuti alla giuria nei tempi e nei modi previsti dal regolamento. Il video ideale per il NoTube Contest è piuttosto un prodotto che fallisce in ogni promessa, riesce a contraddire e disattendere inesorabilmente le aspettative dell’utente. Lo spettatore si trova di fronte all’incapacità di distinguere, nell’opera, un progetto comunicativo, un obiettivo o un’intenzionalità. Il video che cerchiamo non è solo anti-narrativo, piuttosto si tira fuori da qualsivoglia possibilità di farsi descrivere, raccontare. Le difficoltà che pone coinvolgono sia le motivazioni che spingono alla produzione (per quale motivo questo video è stato realizzato?) sia quelle che portano alla pubblicazione (per quale motivo questo video è stato diffuso?). Si colloca presumibilmente nei meandri di YouTube, non offre chiavi di ricerca e non è segnalato da altri utenti della Rete, e se così non fosse allora godrebbe già di una vita nel tessuto sociale che ne inficerebbe l’indicibilità. La caccia è aperta!

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Nokia, Bruce Lee e il video fake

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Da qualche giorno è on line un video che mostra una particolare partita a ping pong giocata tra un normale giocatore e Bruce Lee con le sue Nunchakus.

 

Al di là dell’ottimo gioco di computer grafica, il video – ideato per il lancio del modello N96 di Nokia destinato al mercato Cinese – sta presentando dei problemi (via). I fan di Bruce Lee insorgono: gli appassionati hanno denunciato il falso: quello nello spot non sarebbe Bruce Lee, ma un certo Shi Tian Long, famoso sosia del celebre artista mort nel 1973.

A livello di approccio, l’errore che è stato commesso è non aver considerato gli effetti collaterali del “fake nel fake” sulla community di appassionati del più famoso campione di Arti marziali. La community si è sentita tradita sia nel legame affettivo più intimo sia nel legame immaginario con il proprio idolo. Elementi non trascurabili se si punta attraverso un personaggio (in questo caso “idolo”) a presidiare una determinata community che favorisca l’adozione del prodotto in un determinato mercato. Come si muoverà Nokia?

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