Internet per il Nobel

Green marketing [il manifesto], Marketing mediterraneo, Social network No Comments »

Internet for Peace manifesto: “Internet è molto più di una rete globale che connette miliardi di computer nel mondo: è una ragnatela di persone che, da ogni angolo del pianeta, si connettono tra loro grazie alla più grande interfaccia sociale che l’umanità abbia mai conosciuto“. wired-internet-pace Wired Italia, insieme a YouTube, è scesa in campo a sostegno di questa iniziativa con una chiamata alle arti – attraverso un concorso  – che invita a declinare con un video il suo manifesto. Dal 20 gennaio al 30 giugno prossimo, il canale dedicato su You Tube  ospiterà i video realizzati dagli utenti. I lavori maggiormente votati, saranno sottoposti al vaglio di una giuria editoriale, che sceglierà il video che meglio avrà interpretato i valori espressi nel manifesto. Il regista vincitore sarà poi intervistato da Wired e il suo video verrà trasmesso da Mtv Italia il prossimo autunno. (tks)

Engagement TV

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Giovedi 22 Ottobre alle 22:30 su Current TV andrà in onda Frammenti: una fiction legata ad un alternate reality game in cui la storia esce dallo schermo per espandersi nel mondo reale e coinvolgere lo spettatore nella creazione di un universo narrativo che lo porta al centro della storia. Una idea relativamente nuova nell’intrecciare reale e “virtuale”. La domanda è duplice: quanti spettatori decideranno di partecipare? E poi, quanti avranno la voglia di continuare a partecipare? Entrambe le domande contribuiscono ad introdurci al tema del ROI di cui ho iniziato a parlarvi qualche post fa, in cui il tema del ROI è solo l’elemento finale del nostro percorso d’esplorazione. In quest’ambito avere una una percentuale di adesione buona su entrambi gli interrogativi è quanto mai fondamentale. Lascio a voi il perchè… stay tuned! (per chi volesse partecipare)

Medusa, BootB e la forza del Social Networking

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Già conoscete BootB. Più volte ve ne ho parlato. Oggi torno a farlo di nuovo. Ed il motivo è molto bello: Pierludovico Bancale- CEO e Founder di BootB – rimane stupito delle potenzialità espresse dalla sua creatura. Riporto testualmente le sue parole: “Possibile ricevere 1.455 proposte creative in 7 giorni??? Medusa c’è riuscita…:)))” Ebbene sì caro Ludo: è questa la forza di BootB. La cosa bella è che ogni giorno ne rimani impressionato. Ricordo ancora quando ormai un anno fa ritenevi che BootB non fosse social ed io a farti capire il contrario :) ! Come può un “semplice” progetto il cui obiettivo era di “Inventare il titolo più adatto ed impattante per il nuovo film con Nicolas Vaporidis prodotto e distribuito da Medusa Film. Si tratta di un road movie di 4 ragazzi che si trovano, inizialmente malvolentieri, a condividere un viaggio che attraversa alcune capitali europee: Amsterdam, Parigi, Barcellona, Londra. Alla fine del viaggio stringeranno una grande amicizia e si troveranno coinvolti in legami sentimentali più profondi” realizzare questi numeri? Alcune risposte ne ho, ma lascio alle aziende che leggono il blog cercare la risposta. Per BootB ora la sfida è catalizzare questa potenzialità facendo muovere l’animo Social che BootB ha nel suo DNA. Il connecting people è solo all’inizio!

Dr_Who

Ha ancora senso scegliere il target?

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Concetti mai sufficientemente noti. Non in termini di conoscenza, ma in termini di applicazione!

Color Your Life

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Non conta da dove vieni ma quello che vuoi diventare”. E’ questa la filosofia di William Salice, ragazzino di 76 anni, una vita alla Ferrero, inventore dell’ovetto Kinder e del Pocket Coffe, che ha abbandonato il mondo del marketing per fondare “Color your Life“. Con una missione precisa: scoprire e aiutare giovani talenti, “nascosti” in realtà disagiate, nel campo artistico, scientifico e dei mestieri. Il primo programma sperimentale è stato sviluppato in Piemonte e Liguria e realizzato con il sostegno degli istituti scolastici contattati (medie inferiori e superiori).

In ogni scuola sono stati illustrati i contenuti del bando che invitava i giovani che avessero un sogno/desiderio/progetto a partecipare, stilando un’autopresentazione e descrivendo in dettaglio il proprio sogno o progetto.


INTERVISTA A WILLIAM SALICE di COLORYOURLIFE
by virgilio
La testimonianza di William Salice è – a mio avviso – un bellissimo esempio di marketing mediterraneo in ottica 2.0, a conferma che l’essere 2.0 è un’attitudine è non un acronimo! C’è molto da imparare.
Ne riparleremo.
Dr_Who

Si vedono cose strane

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Anche la politica si dà al non convenzionale! E lo fa anche in maniera spiritosa, quindi, potenzialmente efficace. Al di là dello schieramento politico, il partito “Di Pietro l’italia dei valori” ha creato una interessante campagna UGC a tema “il lavoro per i giovani” che si basa sul sito Si vedono Cose Strane. Tutti sono invitati a postare un video che interpreti lo stato attuale dell’Italia. Ne vedremo delle belle?

Dr_Who

Cultura partecipativa

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Mash Up: letteralmente vuol dire “poltiglia”. La sua origine è incerta, forse jamaicana: consta nel campionare pezzi musicali e riproporli avulsi dal loro contesto originario per creare nuova musica. Oggi il termine è largamente usato e ha allargato il suo significato ad una più ampia reinterpretazione di contenuti digitali. Alla base del suo nuovo DNA vi è la Cultura partecipativa. Un bell’esempio ce lo fornisce RIP: a Remix Manifesto: spezzoni di filmati che i surfer possono reintepetare a piacimento. La sua sceneggiatura e opensource. Aperta. Un nuovo manifesto per fare cinema online. Buona visione!

Il Brand non è dell’azienda

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Quoto integralmente quanto Maurizio esprime: il tuo Brand non è tuo. La luce che riesce ad emanare e che fa la differenza  non ti appartiene, è delle persone a cui si rivolge. La luce dipende anche da te, ma soprattutto da loro.


DATAFLUX 0.1 from Kit Webster on Vimeo.

Nel Mulino che vorrei

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Il naming della nuova presenza online del Mulino Bianco [Brand del gruppo Barilla] è tutto un programma. Nel Mulino che vorrei questo è il naming non solo della presenza online del noto brand, ma anche di un progetto molto ambizioso ed articolato, che vede Barilla fare un grosso passo verso quel “salto quantico” che chi legge Dr_Who già conosce. L’amico Eugenio Perrier è chiamato al timone per realizzare questo passaggio: aiutare Barilla ad interpretare una realtà soggiacente a quella oggettiva di ogni giorno, che rimane – altrimenti – nascosta alla vista. in questo progetto Mulino Bianco chiama alle armi tutti. Senza distinzione alcuna. E’ il primo progetto italiano di co-generazione delle idee. Se vogliamo, in termini di approccio, è una declinazione dello User Generated Content. Ma qui si va oltre. La base di partenza è la pariteticità della relazione: azienda e suoi clienti sullo stesso piano. E non sono solo parole. Infatti il top mangement dell’azienda questa volta ci mette la faccia.  In che modo? Semplicemente dichiarandosi. Tu proponi una idea che vorresti il Mulino Bianco realizzasse,  le idee vengono votate dal basso ed il Top Management [Amministratore Delegato, il Direttore Generale e il Direttore Marketing di Mulino Bianco] periodicamente darà un parere prettamente di business sull’idea. Se sarà valutata positivamente, l’idea entrerà in una fase analitica progettuale; successivamente portata in realizzazione. E’ un progetto questo che va tenuto assolutamente sott’occhio, anche perchè le proposte ad oggi presenti sul sito sono molteplici e variegate…vedremo dove porterà questo percorso. Il prossimo passo? Dr_Who ritiene sia l’approccio WnRM, ma se tutto funziona siamo sulla buona strada. Stay tuned!

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User Generated Content: un’opportunità?

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Una recente ricerca sipone una interessante domanda: può il fenomeno dello UGC cambiare il tuo mondo? bella domanda, meno scontata la risposta. Ul fenomeno dei contenuti generati dagli utenti, rappresenta gran parte della internet experience per i surfer americani.Tale fenomeno è in crescita come si evince dal grafico di lato. La crescita è mantenuta anche rispetto a chi fruisce dei contenuti autoprodotti (secondo grafico).

Al di là dei confini geografici, quello che noto è una sorta di

“frenesia” da parte delle aziende nel realizzare contenuti autoprodotti. Tale frenesia è schizzofrenia, non guidata – cioè – da un vero e sano intento di coinvolgere il consumatore “per davvero”. E’ schizzofrenia in quanto il sovraccarico di produzione non finalizzata alla condivisione di valori, di affidamento, di esperienze, è puerile e non produce benefici. Nè per le aziende, nè per chi ha realizzato questi contenuti. L’esperienza sul campo mi dimostra che il fenomeno dello UGC non è una moda nella misura in cui non viene strumentalizzata ma utilizzata quale elemento per avvicinarsi al target (primo livello), per affidare parte del brand al target (secondo livello), per dare possibilità al target (terzo livello). L’alchimia non sta nel “guidare” tale processo, ma sta nella condivisione di tale processo. Se vogliamo è un primo passo verso un approccio al pensiero meridiano: apertua alla diversità (lo UGC ha nel proprio DNA la diversità di espressione); accoglimento dela tradizione (far esprimere valori con il linguaggio contemporaneo); pluralismo delle voci (tutti sono messi sullo stesso livelo ed hanno tutti le stesse possibilità. L’unico limite è la fantasia); rispetto per gli altri (tipici delle crew); il relativismo e la connettività.

Dr_Who

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