Internet per il Nobel

Green marketing [il manifesto], Marketing mediterraneo, Social network No Comments »

Internet for Peace manifesto: “Internet è molto più di una rete globale che connette miliardi di computer nel mondo: è una ragnatela di persone che, da ogni angolo del pianeta, si connettono tra loro grazie alla più grande interfaccia sociale che l’umanità abbia mai conosciuto“. wired-internet-pace Wired Italia, insieme a YouTube, è scesa in campo a sostegno di questa iniziativa con una chiamata alle arti – attraverso un concorso  – che invita a declinare con un video il suo manifesto. Dal 20 gennaio al 30 giugno prossimo, il canale dedicato su You Tube  ospiterà i video realizzati dagli utenti. I lavori maggiormente votati, saranno sottoposti al vaglio di una giuria editoriale, che sceglierà il video che meglio avrà interpretato i valori espressi nel manifesto. Il regista vincitore sarà poi intervistato da Wired e il suo video verrà trasmesso da Mtv Italia il prossimo autunno. (tks)

Medusa, BootB e la forza del Social Networking

DR_WHO Taccuino, Social network No Comments »

Già conoscete BootB. Più volte ve ne ho parlato. Oggi torno a farlo di nuovo. Ed il motivo è molto bello: Pierludovico Bancale- CEO e Founder di BootB – rimane stupito delle potenzialità espresse dalla sua creatura. Riporto testualmente le sue parole: “Possibile ricevere 1.455 proposte creative in 7 giorni??? Medusa c’è riuscita…:)))” Ebbene sì caro Ludo: è questa la forza di BootB. La cosa bella è che ogni giorno ne rimani impressionato. Ricordo ancora quando ormai un anno fa ritenevi che BootB non fosse social ed io a farti capire il contrario :) ! Come può un “semplice” progetto il cui obiettivo era di “Inventare il titolo più adatto ed impattante per il nuovo film con Nicolas Vaporidis prodotto e distribuito da Medusa Film. Si tratta di un road movie di 4 ragazzi che si trovano, inizialmente malvolentieri, a condividere un viaggio che attraversa alcune capitali europee: Amsterdam, Parigi, Barcellona, Londra. Alla fine del viaggio stringeranno una grande amicizia e si troveranno coinvolti in legami sentimentali più profondi” realizzare questi numeri? Alcune risposte ne ho, ma lascio alle aziende che leggono il blog cercare la risposta. Per BootB ora la sfida è catalizzare questa potenzialità facendo muovere l’animo Social che BootB ha nel suo DNA. Il connecting people è solo all’inizio!

Dr_Who

Ha ancora senso scegliere il target?

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Concetti mai sufficientemente noti. Non in termini di conoscenza, ma in termini di applicazione!

Pagamento alternativo: PosteMobile

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Anche PosteMobile si avvicina ad una comunicazione meno istituzionale. Poggiandosi sulla piattaforma Zooppa, è stato creato questo video che si è aggiudicato il primo premio nella sua categoria. L’utente ha voluto raccontare ispirandosi a Tarantino la possibilità di effettuare bonifici direttamente tramite mobile, associando la  SIM al Conto BancoPosta o alla carta Postepay.  Il risultato mi è sembrato divertente. Il percorso per interpretare il mercato in modo non convenzionale è lungo, PosteMobile deve certamente migliorare. Ma complimenti per la buona volontà!

Dr_Who

Si vedono cose strane

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Anche la politica si dà al non convenzionale! E lo fa anche in maniera spiritosa, quindi, potenzialmente efficace. Al di là dello schieramento politico, il partito “Di Pietro l’italia dei valori” ha creato una interessante campagna UGC a tema “il lavoro per i giovani” che si basa sul sito Si vedono Cose Strane. Tutti sono invitati a postare un video che interpreti lo stato attuale dell’Italia. Ne vedremo delle belle?

Dr_Who

Il Brand non è dell’azienda

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Quoto integralmente quanto Maurizio esprime: il tuo Brand non è tuo. La luce che riesce ad emanare e che fa la differenza  non ti appartiene, è delle persone a cui si rivolge. La luce dipende anche da te, ma soprattutto da loro.


DATAFLUX 0.1 from Kit Webster on Vimeo.

Manichini per Sony VAIO

DR_WHO Taccuino, Marketing mediterraneo, Social network No Comments »

Come generare giusta notiziabilità e PR ficcanti per lanciare un nuovo notebook? Questa domanda può essere certamente ampliata anche ad altri settori merceologici anche non ICT. Questa domanda se l’è posta Sony per il lancio del suo ultimo VAIO . L’operazione ha seguito un approccio non convenzionale per portare a casa entrambi i risultati. Vediamo come. Sony ha creato squadre di modelli che si muovono come manichini robotici dislocate in luoghi pubblici per le strade di New York, a dimostrazione del nuovo stile di vita del computer notebook Sony Vaio. Il tutto per fare toccare con mano e creare un giusto engagement.

Come secondo elemento tattico è stata realizzatoa una buona presenza al Bryant Park Sfilata di moda, che ha portato  PR molto positive

non solo: qualche giorno prima, è stata realizzata una perfetta “sfilata” alla Grand Central Station di NYCity, che ha contribuito – assieme al primo evento on the road – a sensibilizzare i prospect e a rendere notiziabili e ricollegabili gli eventi.

Tali azioni sono state contemporaneamente affiancate da sit online sui maggiori SN: YT, Facebook e Flickr supportate dal sito ufficiale.

Ultimamente mi capita di interfacciarmi con personaggi [non li chiamo manager] che una operazione così articolata non è che non la comprendono, ma non rientra nelle loro “corde”. Nei mercati in cui la penetrazione è ben oltre il 100% è necessario rapportarsi ad esso in maniera differente, capire che il target non è più tale: è molto permeato e difficilmente distinguibile. Liquido. E’ questo l’agettivo che meglio rende l’identità del prospect di oggi. Non è più un consumatore, forse non è più neanche un co-creatore ma sta diventando sempre più co-produttore non con il brand (e quanto meno l’azienda). ma asieme al Brand. I Marketer delle aziende non sono chiamati a “vendere”, ma ad entrare in relazione con i new co-producer ed assieme a loro definire i giusti Valori che formeranno il vero collante tra brand e persone. It’s a gut feeling: è una questione di pancia. E non di testa. Non è più il tempo [semmai lo fosse mai stato] di entrare a gamba tesa mettendo sul tavolo solo risultati commerciali. Di breve. Myopia marketing!

Dr_Who

100mq la prima trasmissione su Facebook [2]

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Un appartamento,due giorni e un solo uomo che, nell’ attesa di un ospite importante, dialoga con sé stesso e di sè stesso. Inizia così quello che NON E’ UN FILM  ma una trasmissione che racconta l’esperienza. La macchina da presa, ora statica ora vorticosa e nevrotica, esattamente come il protagonista in scena, segue e insegue l’attore nel suo mondo di perplessità e inquietudini, di sorrisi e pianti, di colloqui surreali con uno psicanalista-confessore. APPUNTAMENTO ALLE 16,50 …. (YT)

Dr_Who  (tks: Filippo Giardina)

Nel Mulino che vorrei

Eco, Senza categoria, Social network 2 Comments »

Il naming della nuova presenza online del Mulino Bianco [Brand del gruppo Barilla] è tutto un programma. Nel Mulino che vorrei questo è il naming non solo della presenza online del noto brand, ma anche di un progetto molto ambizioso ed articolato, che vede Barilla fare un grosso passo verso quel “salto quantico” che chi legge Dr_Who già conosce. L’amico Eugenio Perrier è chiamato al timone per realizzare questo passaggio: aiutare Barilla ad interpretare una realtà soggiacente a quella oggettiva di ogni giorno, che rimane – altrimenti – nascosta alla vista. in questo progetto Mulino Bianco chiama alle armi tutti. Senza distinzione alcuna. E’ il primo progetto italiano di co-generazione delle idee. Se vogliamo, in termini di approccio, è una declinazione dello User Generated Content. Ma qui si va oltre. La base di partenza è la pariteticità della relazione: azienda e suoi clienti sullo stesso piano. E non sono solo parole. Infatti il top mangement dell’azienda questa volta ci mette la faccia.  In che modo? Semplicemente dichiarandosi. Tu proponi una idea che vorresti il Mulino Bianco realizzasse,  le idee vengono votate dal basso ed il Top Management [Amministratore Delegato, il Direttore Generale e il Direttore Marketing di Mulino Bianco] periodicamente darà un parere prettamente di business sull’idea. Se sarà valutata positivamente, l’idea entrerà in una fase analitica progettuale; successivamente portata in realizzazione. E’ un progetto questo che va tenuto assolutamente sott’occhio, anche perchè le proposte ad oggi presenti sul sito sono molteplici e variegate…vedremo dove porterà questo percorso. Il prossimo passo? Dr_Who ritiene sia l’approccio WnRM, ma se tutto funziona siamo sulla buona strada. Stay tuned!

Dr_Who

User Generated Content: un’opportunità?

DR_WHO Taccuino, Marketing mediterraneo 2 Comments »

Una recente ricerca sipone una interessante domanda: può il fenomeno dello UGC cambiare il tuo mondo? bella domanda, meno scontata la risposta. Ul fenomeno dei contenuti generati dagli utenti, rappresenta gran parte della internet experience per i surfer americani.Tale fenomeno è in crescita come si evince dal grafico di lato. La crescita è mantenuta anche rispetto a chi fruisce dei contenuti autoprodotti (secondo grafico).

Al di là dei confini geografici, quello che noto è una sorta di

“frenesia” da parte delle aziende nel realizzare contenuti autoprodotti. Tale frenesia è schizzofrenia, non guidata – cioè – da un vero e sano intento di coinvolgere il consumatore “per davvero”. E’ schizzofrenia in quanto il sovraccarico di produzione non finalizzata alla condivisione di valori, di affidamento, di esperienze, è puerile e non produce benefici. Nè per le aziende, nè per chi ha realizzato questi contenuti. L’esperienza sul campo mi dimostra che il fenomeno dello UGC non è una moda nella misura in cui non viene strumentalizzata ma utilizzata quale elemento per avvicinarsi al target (primo livello), per affidare parte del brand al target (secondo livello), per dare possibilità al target (terzo livello). L’alchimia non sta nel “guidare” tale processo, ma sta nella condivisione di tale processo. Se vogliamo è un primo passo verso un approccio al pensiero meridiano: apertua alla diversità (lo UGC ha nel proprio DNA la diversità di espressione); accoglimento dela tradizione (far esprimere valori con il linguaggio contemporaneo); pluralismo delle voci (tutti sono messi sullo stesso livelo ed hanno tutti le stesse possibilità. L’unico limite è la fantasia); rispetto per gli altri (tipici delle crew); il relativismo e la connettività.

Dr_Who

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