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	<title>DR_WHO &#187; Social network</title>
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	<description>Unconventional Marketing Approach</description>
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		<title>Emergency</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Feb 2012 14:49:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dr_Who</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Hai una richiesta di amicizia da Kabul. Che fai, accetti?]]></description>
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<p>Hai una richiesta di amicizia da Kabul. Che fai, accetti?</p>
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		<title>La trappola della moda</title>
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		<pubDate>Tue, 25 Oct 2011 18:15:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dr_Who</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Oggi va di moda essere suoi social. Questa frase volontariamente provocatoria fotografa secondo me la maggior parte delle presenze dei brand sulle piattaforme di social networking. Un primo semplice passo per poter uscire da questa gabbia lo possiamo compiere ponendoci una semplice domanda: perchè? Prendo spunto da una interessante news letter di e-roi che propone una<p style="float: right;"><a href="http://www.drwho.it/2011/10/25/la-trappola-della-moda/">Leggi tutto...</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
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			</a>
		</div>
<p style="text-align: justify;">Oggi va di moda essere suoi social. Questa frase volontariamente provocatoria fotografa secondo me la maggior parte delle presenze dei brand sulle piattaforme di social networking. Un primo semplice passo per poter uscire da questa gabbia lo possiamo compiere ponendoci una semplice domanda: <strong>perchè?</strong> Prendo spunto da una interessante news letter di <a href="http://www.eroi.com" target="_blank">e-roi</a> che propone una sorta di test sull&#8217;essere tattico o meno. La risposta a questa domanda pone i marketer davanti a dei percorsi “obbligati”, primo fra tutti una attenta pianificazione, esecuzione e poi valutazione. Molto spesso i brand approcciano il mondo dei social media perchè hanno fretta, necessità di applicare una tattica (cieca) nell’affannosa ricerca di una soluzione ad una cattiva pianificazione, esecuzione e valutazione. L’apporccio tattico consente ai marketer di avere alibi: creano un immediato senso di azione (stiamo facendo qualcosa) per annullare o minimizzare il time to market verso un competitor. Ma quali sono i “Perchè” che aiutano i marketer? Provo a buttare giù dei suggerimenti:</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Perchè pianificare?</strong> Una risposta proattiva permette al marketer di individuare obiettivi autentici, definendo i percorsi per traguardarli.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Perchè sviluppare una strategia?</strong> La definizione di una strategia adeguata permette di individuare le tattiche migliori per la realizzazione degli obiettivi; di qui ulteriori“perchè”: perchè proprio questa tattica permette di realizzare le migliori possibilità di successo? Perchè questa tattica raggiunge meglio le persone con cui voglio interagire?</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Perchè definire questi obiettivi?</strong> Questo “perchè” permette di definire quantitativamente obiettivi fondati. Di qui ulteriori “perchè” sulle metriche di misurazione</p>
<p style="text-align: justify;">I “Perchè” continuano anche nella fase di esecuzione: <strong>Perchè questo sviluppo creativo?</strong> La risposta a questa domanda permette di chiarire la ragione per orientare la scelta e renderla coerente con le altre risposte</p>
<p style="text-align: justify;">Infine i “perchè” della fase valutativa: <strong>Perchè sto avendo questi risultati?</strong> La risposta permette di individuare strumenti utili per poter correggere il tiro ove necessario. In termini di relazione chiedersi perchè un determinato gruppo di persone viene più o meno interessato ad una azione è fondamentale per poter sviluppare/correggere/mantenere il presidio</p>
<p>Per riassumere propongo il grande Giorgio Gaber che in pochi minuti da anni spiegava la trappola della moda</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Le tue storie con Lavazza</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Oct 2011 14:34:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dr_Who</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Flannery O&#8217;Connor diceva &#8220;C&#8217;è una Storia ogniqualvolta personaggi e avvenimenti particolari si influenzano a vicenda, formando una narrazione con un suo significato&#8220;. Con il progetto Italy Behind Italy sviluppato da Bright, Lavazza dà l&#8217;opportunità a tutti di raccontare l&#8217;Italia nascosta seguendo quattro categorie all&#8217;interno delle quali sviluppare le storie. Di questo progetto ne avevamo già parlato<p style="float: right;"><a href="http://www.drwho.it/2011/10/20/le-tue-storie-con-lavazza/">Leggi tutto...</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
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			</a>
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<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.drwho.it/wp-content/uploads/2011/10/Schermata-2011-10-20-a-16.12.59.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-3003" title="Schermata 2011-10-20 a 16.12.59" src="http://www.drwho.it/wp-content/uploads/2011/10/Schermata-2011-10-20-a-16.12.59-300x57.png" alt="" width="300" height="57" /></a>Flannery O&#8217;Connor diceva &#8220;<em>C&#8217;è una Storia ogniqualvolta personaggi e avvenimenti particolari si influenzano a vicenda, formando una narrazione con un suo significato</em>&#8220;. Con il progetto <a href="http://www.theitalianexperience.com/ItalyBehindItaly.php?utm_source=blac&amp;utm_medium=mail&amp;utm_content=prmk&amp;utm_campaign=ibilnch" target="_blank">Italy Behind Italy</a> sviluppato da <a title="bright.ly" href="http://www.drwho.it/wp-admin/www.bright.ly" target="_blank">Bright</a>, Lavazza dà l&#8217;opportunità a tutti di raccontare l&#8217;Italia nascosta seguendo quattro categorie all&#8217;interno delle quali sviluppare le storie. Di questo progetto ne avevamo <a title="il potere del caffè" href="http://www.drwho.it/2010/10/27/il-potere-del-caffe/" target="_blank">già parlato</a> ma voglio riprenderlo dal punto di vista dello storytelling. Essere uno Storyteller non è cosa da poco: significa capacità di raccontare il mondo che ci circonda. Come dice <a href="http://www.basiliosantoro.com" target="_blank">Basilio Santoro</a> &#8220;&#8230; <em>una storia può essere autobiografica, inventata, metaforica, rifarsi ad un fatto reale o alle parole di un grande autore e nello storytelling non ha importanza l’aderenza alla realtà, ad una versione originale o alla “storia”, intesa come susseguirsi cronologico degli eventi, ma è fondamentale la comunicazione.</em>..&#8221;. Un Brand che decida di percorrere questo sentiero deve essere conscia di assumersi una grande responsabilità: vedremo come Lavazza si muoverà al termine di questa avventura. Stay tuned!</p>
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		<title>Instagram dal DNA social</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Mar 2011 19:27:36 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Qualche giorno fa ho scaricato l&#8217;App Instagram ed ho effettuato la registrazione sul sito. Ottimi gli effetti che è possibile realizzare. Al di là della qualità, Instagram ha in sè il germe della Socialità. Veniamo sinteticamente ai fatti: accompagnare una app con un sito dedicato all&#8217;interno del quale è possibile invitare amici, condividere foto. Cosa<p style="float: right;"><a href="http://www.drwho.it/2011/03/08/instagram-dal-dna-social/">Leggi tutto...</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
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			</a>
		</div>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.drwho.it/wp-content/uploads/2011/03/Schermata-2011-03-08-a-19.59.25.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-2787" title="Schermata 2011-03-08 a 19.59.25" src="http://www.drwho.it/wp-content/uploads/2011/03/Schermata-2011-03-08-a-19.59.25-300x226.png" alt="" width="300" height="226" /></a>Qualche giorno fa ho scaricato l&#8217;<a href="http://search.itunes.apple.com/WebObjects/MZContentLink.woa/wa/link?path=apps%2finstagram">App Instagram</a> ed ho effettuato la registrazione sul <a href="http://instagr.am/">sito</a>. Ottimi gli effetti che è possibile realizzare. Al di là della qualità, Instagram ha in sè il germe della Socialità. Veniamo sinteticamente ai fatti: accompagnare una app con un sito dedicato all&#8217;interno del quale è possibile invitare amici, condividere foto. Cosa ha di più rispetto a Flickr? L&#8217;originalità che è possibile conferire agli scatti. Tali aspetti hanno attratto oltre  2 milioni di persone che postano giornalmente oltre 290.000 scatti. Ma non finisce qui. Alcuni Brand hanno intrapreso un percorso veramente non convenzionale interpretando gli spazi che Instagram mette a disposizione per dare una immagine diversa di sè per raggiungere nuovi clienti. La possibilità di inserire gli Hashtag è stata la chiave di volta: PepsiCo con il suo brand Brisk Iced Tea ha invitato le persone ad inviare immagini con il tag #briskpic poichè con alcune di esse saranno personalizzate una serie di lattine. Fino ad ora sono stati inviati oltre 1500 scatti. <a href="http://www.npr.org/">NPR</a> (National Public Radio) ha invitato le persone a taggare le proprie foto con #odio o #amore per ricercare nuovi stili e nuove tendenze in campo artistico, musicale etc. L&#8217;aver interpretato in maniera non convenzionale una piattaforma potenzialmente dedicata &#8220;solo&#8221; alle immagini ha fatto germogliare &#8211; a mio avviso &#8211; un tasso di viralità molto elevato, e tale fenomeno è stato supportato dall&#8217;Allways On grazie alla penetrazione degli iPhone negli States. Ma l&#8217;appetito vien mangiando: in Instagram non sono rimasti con le mani in mano. E&#8217; in versione &#8220;Beta&#8221; (<a href="http://mashable.com/2011/03/08/instaprint/?utm_source=feedburner&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=Feed%3A+Mashable+%28Mashable%29&amp;utm_content=Google+Reader">tks</a>) la prima stampante instagram con tecnologia Zlink (stampa a caldo in assenza di inchiostro) che verrà lanciata il prossimo 18 marzo: in grado di riconoscere e stampare i tag ed i commenti. Da oggi fino al 10 marzo è possibile inserire il tag #instaprint e vedere le proprie foto su <a href="http://instaprint.me/">instaprint.me</a>. Gli organizzatori di eventi sono avvisati&#8230;. Stay tuned!</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.drwho.it/wp-content/uploads/2011/03/Schermata-2011-03-08-a-20.28.40.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-2789" title="Schermata 2011-03-08 a 20.28.40" src="http://www.drwho.it/wp-content/uploads/2011/03/Schermata-2011-03-08-a-20.28.40-300x154.png" alt="" width="300" height="154" /></a></p>
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		<title>Il Valore delle persone</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Mar 2011 10:44:53 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Sul web ci sono persone. Sul web non c’è il target. Sul web non c’è il tag. Sul web ci sono sentimenti espressi. Se questi “opposti” sono veri, appare evidente come le interconnessioni – nel loro significato più ampio – non possono essere esplorate in modo univoco adottando un approccio quantitativo, ma è necessario allagare<p style="float: right;"><a href="http://www.drwho.it/2011/03/07/il-valore-delle-persone/">Leggi tutto...</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
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			</a>
		</div>
<p style="text-align: justify;">Sul web ci sono persone. Sul web non c’è il target. Sul web non c’è il tag. Sul web ci sono sentimenti espressi. Se questi “opposti” sono veri, appare evidente come le interconnessioni – nel loro significato più ampio – non possono essere esplorate in modo univoco adottando un approccio quantitativo, ma è necessario allagare il campo del “significato” arricchendolo con la qualità di ciò che si sta osservando. E’ questo il passaggio che è necessario realizzare: inserire nuove metriche nei report aziendali. Per farlo occorrono due ingredienti: marketer “audaci” e manager predisposti all’ascolto attivo. Non sempre si trovano. Allora come muoversi? Dalla mia esperienza posso dire che si parte dall’architettura del progetto: qualsiasi attività si decida di realizzare, deve avere nel suo DNA due elementi imprescindibili: deve rivolgersi alle persone, deve essere di interesse. Declinando operativamente questi soli due elementi, molto probabilmente si metterà in campo un progetto che le persone riterranno utile “vivere”. Agendo sui diversi livelli di relazione, si creerà quella che chiamo “L’attrazione gravitazionale”: la capacità del progetto di attrarre attorno a sè persone che volontariamente decidono di vivere l’esperienza proposta. E’ questo il fattore discriminante: il fatto che le persone vivano un’esperienza fa sì che questa non possa essere misurata solo ed esclusivamente contando, ma attribuendo il giusto significato a quanto sta accadendo attorno al progetto. Gli ambiti sociali sono ecosistemi, ed in quanto tali è necessario comprendere i diversi punti di vista, le visioni del mondo, i valori, le emozioni che il progetto in essere fa scaturire in chi ha deciso di viverlo. Misurare questo è complesso ma non impossibile, ed il valore informativo che viene generato è preziosissimo: si va dal semplice fine tuning operativo fino all’identificazione di approcci strategici che il brand può adottare sia per lo sviluppo di nuovi prodotti che per lo sviluppo di nuove strategie e percorsi di relazione. Quando detto fin qui evidenzia la forza di rivolgersi alle Persone e la complessità nel gestire quel capitale relazionale che indubbiamente si creerà. Un ulteriore elemento, però, viene fuori: il tempo. Ma di questo vi parlerò nel prossimo post. Stau tuned!</p>
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		<title>Social Network questo sconosciuto</title>
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		<pubDate>Thu, 27 Jan 2011 06:49:48 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Secondo quanto emerge da una ricerca della Alterian (survey condotta ad ottobre 2010) , circa un terzo dei marketer che operano sui social network dichiara di non comprendere sia le dinamiche sociali che muovono i rapporti in rete, sia il buzz che le persone generano attorno al brand . Solamente un terzo afferma di riferire regolarmente<p style="float: right;"><a href="http://www.drwho.it/2011/01/27/social-network-questo-sconosciuto/">Leggi tutto...</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
			<a href="http://api.tweetmeme.com/share?url=http%3A%2F%2Fwww.drwho.it%2F2011%2F01%2F27%2Fsocial-network-questo-sconosciuto%2F"><br />
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			</a>
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<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.drwho.it/wp-content/uploads/2011/01/Schermata-2011-01-26-a-22.02.30.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-2729" title="Schermata 2011-01-26 a 22.02.30" src="http://www.drwho.it/wp-content/uploads/2011/01/Schermata-2011-01-26-a-22.02.30-300x163.png" alt="" width="300" height="163" /></a> Secondo quanto emerge da una <a href="http://www.alterian.com/resources/research/Alterian-Annual-Survey-Results-2010/Alterian-2010-Survey/alterian-8th-annual-survey.pdf/">ricerca della Alterian</a> (survey condotta ad ottobre 2010) , circa un terzo dei marketer che operano sui social network dichiara di non comprendere sia le dinamiche sociali che muovono i rapporti in rete, sia il buzz che le persone generano attorno al brand . Solamente un terzo afferma di riferire regolarmente al management quanto accade e quanto &#8220;si dice&#8221; riguardo il loro brand, ma demandano alle agenzie specializzate questa attività. Al di là di ulteriori interessanti informazioni che la ricerca contiene, vorrei soffermarmi sui punti di cui sopra. Entrambi i punti hanno un elemento che li accomuna: la volontà. Sarò anche troppo esigente nei confronti del ruolo del marketer, ma da sempre la curiosità e la volontà di apprendere nuove dinamiche devono caratterizzare la sua figura. Il fatto che ben il 31% circa dichiari di non comprendere le dinamiche social ed il buzz che si realizza sul proprio brand è un dato preoccupante. Le persone/consum-attori che realizzano parte dei rapporti sociali in rete hanno &#8211; secondo me &#8211; una spiccata coscienza &#8220;sociale&#8221;: ovvero fondano le loro decisioni, orientano i loro gusti, esprimono critiche ed apprezzamenti avendo come bussola, appunto, la tipologia di buzz che il loro network di riferimento genera. In sintesi sono persone che tengono in considerazione la sensibilità del mercato (in quanto solo loro il mercato). Non individuare e decodificare il sentiment significa perdere opportunità per il brand che si gestisce perchè non si entra in sintonia con chi utilizza il brand. Questa mancanza di volontà, poi, riverbera &#8211; in maniera indotta &#8211; anche sulla presentazione dei dati al management. D&#8217;accordo che è necessario avvalersi almeno per i primi tempi di <a href="http://www.ninjamarketing.it">consulenti specializzati</a>, ma è necessario che i marketer acquisiscano dimestichezza con i ratios più comuni per poter prendere decisioni in autonomia. Il ruolo del consulente, nel tempo, varierà. Nel breve &#8220;indottrina&#8221; i marketer sugli approcci metodologici e sugli strumenti di base; fornisce loro i tools necessari per realizzare un monitoring specifico sulle dimensioni e sull&#8217;andamento del buzz; a tendere il suo ruolo sarà quello di identificare &#8211; in virtù dei fenomeni raccolti &#8211; i trend che migliorino/anticipino gli ambiti che le persone social oriented stanno intraprendendo. Quest&#8217;ultimo aspetto, secondo la mia esperienza, rappresenta il vero valore aggiunto ed il plus che i consulenti di new marketing devono apportare. Occorrono consulenti perchè i trend non vengono identificati &#8220;premendo un pulsante&#8221; su un tool preconfezionato, ma sono frutto dell&#8217;analisi semantica del buzz, del valore che il buzz generato ha, del sentiment che dal valore semantico scaturisce e da una analisi etnografica che correla i comportamenti in rete con quelli reali. Nei prossimi post esamineremo al meglio questi percorsi. Stay tuned!</p>
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		<title>Foursquare non solo geotagging</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Dec 2010 19:00:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dr_Who</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Foursquare è l&#8217;applicazione del momento. Bene. Utilizzarla da parte dei brand per i propri negozi può favorire notevolmente la conoscenza non solo delle persone che frequentano il proprio canale, ma anche del bacino potenziale che ogni persona che frequenta il negozio ha. Non posseggo una esperienza diretta da condividere (azzolina mi manca), ma riflettendo bene<p style="float: right;"><a href="http://www.drwho.it/2010/12/07/foursquare-non-solo-geotagging/">Leggi tutto...</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
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<p style="text-align: justify;">Foursquare è l&#8217;applicazione del momento. Bene. Utilizzarla da parte dei brand per i propri negozi può favorire notevolmente la conoscenza non solo delle persone che frequentano il proprio canale, ma anche del bacino potenziale che ogni persona che frequenta il negozio ha. Non posseggo una esperienza diretta da condividere (azzolina mi manca), ma riflettendo bene Foursquare presenta molte informazioni preziose che vanno al di là del semplice aver effettuato il &#8220;chek-in&#8221;. Fondamentalmente può essere uno strumento per analizzare il potenziale mercato che ogni persona ha insita in quanto inserita nel contesto sociale. Quanti &#8220;amici&#8221; hanno visionato un nostro &#8220;chek-in&#8221;? Quante di quelle ha poi effettuato il check-in nel nostro negozio, nella nostra catena? Quanto profondo è il loro network di riferimento? Penso che tutte queste informazioni se integrate a quelle di base di scontrinatura a valle di un check-in, possa costituire un elemento di segmentazione etnografica che va al di là della semplice segmentazione georeferenziata. Qualcuno di voi ha esperienze in tal senso?</p>
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		<title>Facebook cresce</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Nov 2010 22:07:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dr_Who</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un confronto tra la crescita annuale di visitatori unici di Facebook e dei vari SN mostra dei dati interessanti: FB  sta guadagnando unique visitors  ad un ritmo molto più veloce diversi altri siti di social networking più importanti, secondouna ricerca della CompetePRO . Tra l&#8217;ottobre 2009 e ottobre 2010, Facebook ha aumentato la sua base di<p style="float: right;"><a href="http://www.drwho.it/2010/11/19/facebook-cresce/">Leggi tutto...</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
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<p><a href="http://www.drwho.it/wp-content/uploads/2010/11/Schermata-2010-11-19-a-22.49.30.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-2667" title="Schermata 2010-11-19 a 22.49.30" src="http://www.drwho.it/wp-content/uploads/2010/11/Schermata-2010-11-19-a-22.49.30-300x106.png" alt="" width="300" height="106" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Un confronto tra la crescita annuale di visitatori unici di Facebook e dei vari SN mostra dei dati interessanti: FB  sta guadagnando unique visitors  ad un ritmo molto più veloce diversi altri siti di social networking più importanti, secondouna ricerca della <a href="http://translate.googleusercontent.com/translate_c?hl=it&amp;ie=UTF-8&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=http://www.compete.com/&amp;rurl=translate.google.it&amp;usg=ALkJrhiEDkwLDAMcZKqHKVqQguBHcSD8vA"><strong>CompetePRO</strong></a> . Tra l&#8217;ottobre 2009 e ottobre 2010, Facebook ha aumentato la sua base di visitatori unici di circa il 22%, passando da circa 109.7 a 133.5 milioni. Rispetto a settembre 2010, Facebook è cresciuto del 2% da 130,8 milioni. In confronto, Twitter è incrementato di circa circa il 1,3%, da 25.3 a 25.7 milioni. MySpace perde in media nello stesso periodo il 20,5% da 73 a 58 milioni. Idem LinkedIn che perde il 4,7%, passando da 14.6 a 13.8 milioni, seppur guadagna nel confronto mensile.</p>
<p style="text-align: justify;">Passando ad uno sguardo più ampio, possiamo dire che combinando 248 siti di networking personale (tra cui Facebook, Twitter e MySpace), l’analisi mostra una crescita minima di visitatori unici tra ottobre 2009 e ottobre 2010, circa il 0,6%, da 144.6 a 147.9 milioni. La crescita mese su mese è trascurabile, costante si direbbe.<a href="http://www.drwho.it/wp-content/uploads/2010/11/Schermata-2010-11-19-a-23.01.37.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-2668" title="Schermata 2010-11-19 a 23.01.37" src="http://www.drwho.it/wp-content/uploads/2010/11/Schermata-2010-11-19-a-23.01.37-300x106.png" alt="" width="300" height="106" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">I 47 siti di networking professionale monitorati da Compete (compresi LinkedIn) hanno richiamato molti meno visitatori unici totali rispetto ai SN personali, e hanno mostrato un andamento  anno su anno, ma con tassi di crescita mese su mese nettamente migliori.</p>
<p style="text-align: justify;">Tra l&#8217;ottobre 2009 e ottobre 2010, si è ridotto il numero di visitatori unici di circa il 3%, da 20.5 a 18.9 milioni. Tuttavia, i siti di networking professionale aumento di visitatori unici al 3% circa da 18,3 milioni nel settembre 2010. (<a href="http://www.marketingcharts.com/direct/facebook-growth-dramatically-outpaces-other-socnets-15077/?utm_campaign=newsletter&amp;utm_source=mc&amp;utm_medium=textlink">via</a>). In termini generali i tre fenomeni mostrano la &#8220;convenienza&#8221; ad investire nella socialità: YtY crescita sul personal con perdite</p>
<p><img class="alignleft size-medium wp-image-2669" title="Schermata 2010-11-19 a 23.04.41" src="http://www.drwho.it/wp-content/uploads/2010/11/Schermata-2010-11-19-a-23.04.41-300x103.png" alt="" width="300" height="103" /></p>
<p style="text-align: justify;">sul mensile, viceversa sul professionale. Ma l&#8217;interrogativo è sempre quello: cosa farci una volta che si decide di frequentarli? Il giusto significato del verbo pronominale/riflessivo forse potrebbe essere la chiave di volta: V<em>isitare, praticare con assiduità</em> oppure <em>Seguire con diligenza e assiduità per apprendere.</em> Se dovessi tradurre con &#8220;gergo&#8221; aziendale questi significati, utilizzerei la parola <strong>investire</strong>. Non si tratto di investimento in soli termini di capitale, ma di approccio, di menti, di uomini aperti al nuovo e soprattutto curiosi con la voglia di fare ma soprattutto con la consapevolezza di dover/poter sbagliare. Leggendo attentamente i due significati, emerge chiaramente come un Brand che decida di muoversi in ambito SN, debba innanzitutto <em>praticarli con assiduità con lo scopo di apprendere</em>. Purtroppo spesso accade esattamente il contrario. Spulciate tra le fan pages di brand alle quali siete iscritti ed analizzate tre aspetti: la frequenza dei post (quanto tempo dedico all&#8217;ambiante?) il tono dei post (cerco di comprendere il linguaggio di chi ci abita?) e il modo di rispondere ai commenti (voglio veramente apprendere da loro nei miei confronti?). Fatemi sapere! stay tuned!</p>
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		<title>Less serious awards</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Sep 2010 18:15:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dr_Who</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nasce il canale YouTube di Fanta interamente dedicato ai “Less Serious Awards”, i video più divertenti della community di YouTube e dal 1°settembre il divertimento èanche offline: due maxi-schermi proietteranno i video più votati sul canale YouTube nel cuore di Milano. Fanta e YouTube insieme per un&#8217;iniziativa all&#8217;insegna del divertimento e dell&#8217;ironia: un nuovo canale<p style="float: right;"><a href="http://www.drwho.it/2010/09/09/less-serious-awards/">Leggi tutto...</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
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			</a>
		</div>
<p style="text-align: justify;">Nasce il canale YouTube di Fanta interamente dedicato ai “Less Serious Awards”, i video più divertenti della community di YouTube e dal 1°settembre il divertimento èanche offline: due maxi-schermi proietteranno i video più votati sul canale YouTube nel cuore di Milano.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Fanta</strong> e <strong>YouTube</strong> insieme per un&#8217;iniziativa all&#8217;insegna del divertimento e dell&#8217;ironia: <a href="http://www.youtube.com/italyfanta" target="_blank">un nuovo canale dedicato ai<strong> “Less Serious Awards”</strong></a><strong>.</strong> Si tratta del primo canale YouTube avanzato in Italia, costruito su un&#8217;idea creativa interamente concepita da Fanta e trasmessa attraverso un apposito gadget. L&#8217;obiettivo del progetto è celebrare gli oscar dei video più divertenti e scanzonati realizzati dai membri della community di YouTube.   L&#8217;iniziativa sarà inoltre <strong>comunicato sulle lattine e sulle bottiglie di Fanta, tramite un logo dedicato. </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il canale Fanta su YouTube (<a href="http://www.youtube.com/italyfanta">www.youtube.com/italyfanta</a>) permetterà agli utenti di dare vita ai <strong>“Less Serious Awards”, votando e caricando i video più esilaranti del web.</strong> Quel che è più sorprendente è la modalità di voto, che rispecchia appieno l’idea di Fanta di vivere la vita senza prendersi troppo sul serio.</p>
<p style="text-align: justify;">Che dire di più? vedremo come andrà! Stay tuned!!</p>
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		<title>Incrementano gli investimenti sull&#8217;online</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Jun 2010 07:34:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dr_Who</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La tendenza è in atto: da una ricerca disponibile online emergono interessanti spunti, stra i quali gli incrementi relativi alla spesa pubblicitaria online. Dal grafico che riporto a lato appare evidente il trend: + 8 p.ti % dal 2008 fino al 2014. Un dato signigicativo che deve portare i marketer a riflettere: investimenti sull&#8217;online non<p style="float: right;"><a href="http://www.drwho.it/2010/06/17/incrementano-gli-investimenti-sullonline/">Leggi tutto...</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
			<a href="http://api.tweetmeme.com/share?url=http%3A%2F%2Fwww.drwho.it%2F2010%2F06%2F17%2Fincrementano-gli-investimenti-sullonline%2F"><br />
				<img src="http://api.tweetmeme.com/imagebutton.gif?url=http%3A%2F%2Fwww.drwho.it%2F2010%2F06%2F17%2Fincrementano-gli-investimenti-sullonline%2F&amp;source=Dr_Who&amp;style=normal&amp;b=2" height="61" width="50" /><br />
			</a>
		</div>
<p style="text-align: justify;">La tendenza è in atto: da una ricerca <a href="http://www.emarketer.com/Article.aspx?R=1007756" target="_blank">disponibile online</a> emergono interessanti spunti, stra i quali gli incrementi relativi alla spesa pubblicitaria online. <a href="http://www.drwho.it/wp-content/uploads/2010/06/115209.gif"><img class="alignleft size-medium wp-image-2376" title="115209" src="http://www.drwho.it/wp-content/uploads/2010/06/115209-300x234.gif" alt="" width="300" height="234" /></a>Dal grafico che riporto a lato appare evidente il trend: + 8 p.ti % dal 2008 fino al 2014. Un dato signigicativo che deve portare i marketer a riflettere: investimenti sull&#8217;online non ignificano necessariamente &#8220;mero adv&#8221;, ma qualche cosa di più. Se da un lato  sull&#8217;online i marketer tendono a prediligere le piattaforme social, dall&#8217;altro è necessario capire &#8220;come&#8221; questi investimenti sono realizzati. Quest&#8217;ultimo aspetto è molto importante in quanto giustifica la bontà dell&#8217;azione: se gli investimenti sono votati alla realizzazione di progetti mirati alla relationship, alla costruzione di una brand reputation credibile, allora è vero che le differenze in p.ti % ed i relativi valori assoluti, non sono sufficienti a catturare l&#8217;intera crescita degli investimenti online. Questo perchè i cosiddetti &#8220;progetti di senso&#8221; necessitano di continuità una valta messi in campo.</p>
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