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	<title>DR_WHO &#187; social media</title>
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		<title>ROI how to get it!</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Apr 2011 20:17:16 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Rieccomi a voi riprendendo la tematica del Social Media ROI, proponendovi un approccio operativo per il suo traguardo. Resta fermo il fattore Tempo: per poter traguardare il risultato di redditivtà, occorre tempo, ma come vedremo non è tempo “perso”; è un tempo investito nella costruzione/sviluppo di una relationship complessa rispetto a quella che normalmente viene<p style="float: right;"><a href="http://www.drwho.it/2011/04/01/roi-how-to-get-it/">Leggi tutto...</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
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			</a>
		</div>
<p style="text-align: justify;">Rieccomi a voi riprendendo la tematica del Social Media ROI, proponendovi un approccio operativo per il suo traguardo. Resta fermo il fattore Tempo: per poter traguardare il risultato di redditivtà, occorre tempo, ma come vedremo non è tempo “perso”; è un tempo investito nella costruzione/sviluppo di una relationship complessa rispetto a quella che normalmente viene inquadrata nell’acronimo CRM. Il percorso che propongo sottende una attenta pianificazione di seeding dalla quale si evincono i primi dati e da cui prende avvio lo stimolo degli ambienti che ci interessano. Nel percorso molto importante sia l’analisi del WOM che la sua interpretazione semantica, per fare ciò è importante affidarsi a consulenti esperti che sappiano fornirvi anche il “sentiment” di quanto sta accadendo sia negli ambiti stimolati che in quelli esterni. <a href="http://www.viralbeat.com">Viralbeat</a> è il partner con il quale ho potuto vivere varie esperienze professionali, la cui summa mi ha portato a definire questo documento. Vari sono gli indicatori che troverete: Return on Impact, Return on Interest, Return on Attention; per quest’ultimo mi sono ispirato ad una intuizione di <a href="http://bakasmedia.com/roa-return-on-attention">Bakasmedia</a>, secondo me parziale, che ho completato inserendo la variabile degli opinanti (le persone). Il modello che propongo si basa su alcuni assunti, per certi versi un pò forti, comunque spunti che devono essere migliorati per scoprire insieme “the long way”. Buona lettura!</p>
<p><iframe src="http://www.paywithatweet.com/dlbutton01.php?id=78b6151ddf261eb399a1c213e45855eb" name="paytweet_button" scrolling="no" frameborder="no" height = "24px" width = "145px"></iframe></p>
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		<title>Incrementano gli investimenti sull&#8217;online</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Jun 2010 07:34:12 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La tendenza è in atto: da una ricerca disponibile online emergono interessanti spunti, stra i quali gli incrementi relativi alla spesa pubblicitaria online. Dal grafico che riporto a lato appare evidente il trend: + 8 p.ti % dal 2008 fino al 2014. Un dato signigicativo che deve portare i marketer a riflettere: investimenti sull&#8217;online non<p style="float: right;"><a href="http://www.drwho.it/2010/06/17/incrementano-gli-investimenti-sullonline/">Leggi tutto...</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
			<a href="http://api.tweetmeme.com/share?url=http%3A%2F%2Fwww.drwho.it%2F2010%2F06%2F17%2Fincrementano-gli-investimenti-sullonline%2F"><br />
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			</a>
		</div>
<p style="text-align: justify;">La tendenza è in atto: da una ricerca <a href="http://www.emarketer.com/Article.aspx?R=1007756" target="_blank">disponibile online</a> emergono interessanti spunti, stra i quali gli incrementi relativi alla spesa pubblicitaria online. <a href="http://www.drwho.it/wp-content/uploads/2010/06/115209.gif"><img class="alignleft size-medium wp-image-2376" title="115209" src="http://www.drwho.it/wp-content/uploads/2010/06/115209-300x234.gif" alt="" width="300" height="234" /></a>Dal grafico che riporto a lato appare evidente il trend: + 8 p.ti % dal 2008 fino al 2014. Un dato signigicativo che deve portare i marketer a riflettere: investimenti sull&#8217;online non ignificano necessariamente &#8220;mero adv&#8221;, ma qualche cosa di più. Se da un lato  sull&#8217;online i marketer tendono a prediligere le piattaforme social, dall&#8217;altro è necessario capire &#8220;come&#8221; questi investimenti sono realizzati. Quest&#8217;ultimo aspetto è molto importante in quanto giustifica la bontà dell&#8217;azione: se gli investimenti sono votati alla realizzazione di progetti mirati alla relationship, alla costruzione di una brand reputation credibile, allora è vero che le differenze in p.ti % ed i relativi valori assoluti, non sono sufficienti a catturare l&#8217;intera crescita degli investimenti online. Questo perchè i cosiddetti &#8220;progetti di senso&#8221; necessitano di continuità una valta messi in campo.</p>
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		<title>La trappola del Social media</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Jun 2010 15:42:46 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[&#8220;Non importa come, ma l&#8217;importante è esserci&#8221;. Questa potrebbe essere la frase che sintetizza l&#8217;approcco che le aziende hanno nei confronti delle  piattaforme social. L&#8217;obiettivo? Allargare la propria base clienti. E&#8217; quanto emerge da una recente ricerca disponibile online. L&#8217;affermazione porta a varie interpretazioni, che non affronto in questo post, ma ne voglio trarre spunto<p style="float: right;"><a href="http://www.drwho.it/2010/06/02/la-trappola-del-social-media/">Leggi tutto...</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
			<a href="http://api.tweetmeme.com/share?url=http%3A%2F%2Fwww.drwho.it%2F2010%2F06%2F02%2Fla-trappola-del-social-media%2F"><br />
				<img src="http://api.tweetmeme.com/imagebutton.gif?url=http%3A%2F%2Fwww.drwho.it%2F2010%2F06%2F02%2Fla-trappola-del-social-media%2F&amp;source=Dr_Who&amp;style=normal&amp;b=2" height="61" width="50" /><br />
			</a>
		</div>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-2333" title="115801" src="http://www.drwho.it/wp-content/uploads/2010/06/115801-300x169.gif" alt="115801" width="300" height="169" /> &#8220;Non importa come, ma l&#8217;importante è esserci&#8221;. Questa potrebbe essere la frase che sintetizza l&#8217;approcco che le aziende hanno nei confronti delle  piattaforme social. L&#8217;obiettivo? Allargare la propria base clienti. E&#8217; quanto emerge da una recente ricerca <a href="http://www.emarketer.com/Article.aspx?R=1007733" target="_blank">disponibile online</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;affermazione porta a varie interpretazioni, che non affronto in questo post, ma ne voglio trarre spunto per discuterne con quanti di voi parteciperanno il prossimo sabato alla <a href="http://formazione.ninjamarketing.it/social-media-marketing/" target="_blank">Ninja Academy</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Le piattaforme social sono una interessante realtà, e come tale vanno approcciate con criterio sapendo la strada che si vuole percorrere e, soprattutto, come percorrerla. Questo non vuol dire &#8220;preconfezionare&#8221; comportamenti ma, al contrario, essere molto flessibili ed assecondare &#8211; ove possibile &#8211; quanto i frequentatori dei ambienti social possano suggerirci. Il secondo elemento è il ruolo che si vuole avere all&#8217;interno dell&#8217;ambiente social che si decide di frequentare ( e non colonizzare): quale tono di voce adottare, come avvicinarsi alle persone per arrivare ad essere credibili? Questo è molto importante: la ricerca, infatti, evidenzaia come i brand ricerchino conferme/affermazioni della propria reputation, appunto online. La reputation, indipendentemente dal fatto che si operi online oppure offline, è un elemento che si costruisce nel tempo, accreditandosi presso i consumatori: dando prova di quanto si dice e, soprattutto, mantenendo quanto si afferma. Vediamo come, in sintesi, i Social media rappresentano una &#8220;facile illusione&#8221; per brand poco preparati o poco disposti a mettersi in gioco.</p>
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		<title>Face to Facebook</title>
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		<pubDate>Mon, 17 May 2010 19:24:49 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Integrare i mondi &#8220;social&#8221; con la realtà do ogno giorno. Questa la sfida che molti brand a fatica riescono ad intraprendere. Un bell&#8217;esempi odi come possa essere costruito un primo passo in tal senso lo mostra Diesel: ha pensato di incentivare gli utilizzatori del social network quando sono direttamente a contatto con il brand. Come?<p style="float: right;"><a href="http://www.drwho.it/2010/05/17/face-to-facebook/">Leggi tutto...</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
			<a href="http://api.tweetmeme.com/share?url=http%3A%2F%2Fwww.drwho.it%2F2010%2F05%2F17%2Fface-to-facebook%2F"><br />
				<img src="http://api.tweetmeme.com/imagebutton.gif?url=http%3A%2F%2Fwww.drwho.it%2F2010%2F05%2F17%2Fface-to-facebook%2F&amp;source=Dr_Who&amp;style=normal&amp;b=2" height="61" width="50" /><br />
			</a>
		</div>
<p style="text-align: justify;">Integrare i mondi &#8220;social&#8221; con la realtà do ogno giorno. Questa la sfida che molti brand a fatica riescono ad intraprendere. Un bell&#8217;esempi odi come possa essere costruito un primo passo in tal senso lo mostra Diesel: ha pensato di incentivare gli utilizzatori del <strong>social network</strong> quando sono direttamente a contatto con il brand. Come? Installando una <strong>Facebook Cam</strong> nei camerini degli store  di <strong>Madrid </strong>e <strong>Barcellona</strong>, Disesel invita  i clienti a fotografarsi con gli abiti che stanno provando e a postare  le foto – ovviamente brandizzate – direttamente sul proprio profilo! (<a href="http://www.ninjamarketing.it" target="_blank">via</a>)</p>
<p style="text-align: justify;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="440" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/_P-zA90yI64&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="440" height="344" src="http://www.youtube.com/v/_P-zA90yI64&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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		<title>Territori liquidi</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Mar 2010 20:59:07 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[I social network, è inutile dirlo, hanno rivoluzionato il modo di avviare/mantenere le relazioni interpersonali. Con l&#8217;avvento del &#8220;mobile&#8221;, poi, questo è vero ancor di più: possibilità di accedere alle platform di relazione sempre ma soprattutto ovunque. Ed il concetto di &#8220;Everywhere&#8221; sta facendo evolvere l&#8217;approccio ai social network. Personalmente non ritengo sia una &#8220;evoluzione&#8221;<p style="float: right;"><a href="http://www.drwho.it/2010/03/17/territori-liquidi/">Leggi tutto...</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
			<a href="http://api.tweetmeme.com/share?url=http%3A%2F%2Fwww.drwho.it%2F2010%2F03%2F17%2Fterritori-liquidi%2F"><br />
				<img src="http://api.tweetmeme.com/imagebutton.gif?url=http%3A%2F%2Fwww.drwho.it%2F2010%2F03%2F17%2Fterritori-liquidi%2F&amp;source=Dr_Who&amp;style=normal&amp;b=2" height="61" width="50" /><br />
			</a>
		</div>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-2237" title="flow-520x2839" src="http://www.drwho.it/wp-content/uploads/2010/03/flow-520x2839.png" alt="flow-520x2839" width="446" height="2437" />I social network, è inutile dirlo, hanno rivoluzionato il modo di avviare/mantenere le relazioni interpersonali. Con l&#8217;avvento del &#8220;mobile&#8221;, poi, questo è vero ancor di più: possibilità di accedere alle platform di relazione sempre ma soprattutto ovunque. Ed il concetto di &#8220;Everywhere&#8221; sta facendo evolvere l&#8217;approccio ai social network. Personalmente non ritengo sia una &#8220;evoluzione&#8221; in senso stretto, ma una naturale conseguenza che i marketer abituati a muoversi in questi ambiti conoscono già. Secondo uno studio recente realizzato da PostRank, circa l&#8217;80% delle conversazioni si sviluppano offsite: al di fuori degli ambiti in cui l&#8217;attività si è generata, cioè sui social network. Questa è una informazione che può preoccupare le aziende che sono strettamente legate ad un approccio di seeding creativo: individuare le platform con un tasso di attrattività congruo e lì iniziare l&#8217;opera di &#8220;inseminamento&#8221;. Ma i territori di comunicazione, e lo sappiamo, sono liquidi: mutevoli per loro stessa natura. Al loro intero le &#8220;notizie&#8221; sono destinate ad evolversi e a prendere strade e forme inaspettate. E&#8217; questa una caratteristica del tasso di viralità che caratterizza una determinata &#8220;notizia&#8221;. La liquidità dei territori di comunicazione, non è mai stata presa in grande considerazione dai marketer, ma chi ha potute leggere i dati quali quantitativi di una analisi di wom, ha potuto constatare tale aspetto. La domanda è: è possibile controllare questo fenomeno? Governarlo è impossibile, seguirlo ed intervenire ove necessario assolutamente si! Ed è per questo che nell&#8217;ambito della costruzione di un progetto, è fondamentale definire sia la qualità degli ambiti di intervento (le piattaforme su cui <em>seedare</em>) che costruire una formula di <a href="http://www.drwho.it/?s=attrazione+gravitazionale" target="_blank">attrazione gravitazionale</a>. Gli ambiti di intervento non sono altro che dei &#8220;vasi&#8221; dai quali far partire il potenziale virale, ma i metodi per realizzare efficienze (attrazione gravitazionale) sono diversi e molto importanti. La diversificazione su cui il wom si genera, personalmente, ritengo sia un beneficio per il Brand: lo obbligano a non rimanere ghettizzato all&#8217;interno di ambiti &#8220;soggettivi&#8221; e, per certi versi, limitatamente riconosciuti. La diversificazione dei terreni su cui cogliere il wom è un grosso arricchimento degli ambiti percettivi del brand, che contribuiscono &#8211; nel bene e nel male &#8211; al posizionamento non solo di mercato, ma Sociale del Brand.(<a href="http://lucaconti.nova100.ilsole24ore.com/2010/03/il-coinvolgimento-sui-social-media-sta-cambiando.html" target="_blank">via</a>)</p>
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		<title>Social media: 10 punti per individuarli</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Mar 2010 21:29:07 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Riprendo oggi la mia attività online seppur in modo ballerino in attesa del mio collegamento ADSL stabile. Il trasloco di casa è terminato ed ora sono alle prse con le &#8220;minuterie&#8221; che il trasloco porta con sè: perdite d&#8217;acqua dovute alla fretta delll&#8217;idraulico nel collegare la lavatrice, piuttosto che attendere il falegname per delle ante<p style="float: right;"><a href="http://www.drwho.it/2010/03/03/social-media-10-punti-per-individuarli/">Leggi tutto...</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
			<a href="http://api.tweetmeme.com/share?url=http%3A%2F%2Fwww.drwho.it%2F2010%2F03%2F03%2Fsocial-media-10-punti-per-individuarli%2F"><br />
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			</a>
		</div>
<p style="text-align: justify;">Riprendo oggi la mia attività online seppur in modo ballerino in attesa del mio collegamento ADSL stabile. Il trasloco di casa è terminato ed ora sono alle prse con le &#8220;minuterie&#8221; che il trasloco porta con sè: perdite d&#8217;acqua dovute alla fretta delll&#8217;idraulico nel collegare la lavatrice, piuttosto che attendere il falegname per delle ante ed il vetraio per pannelli su misura o ancora, appunto, attendere un collegamento stabie e definitivo. Il tutto condito da una marea di scatoloni da sistemare. Ma il più è fatto: un progetto &#8211; quello di casa nuova &#8211; durato oltre un anno e mezzo. Riprendo appunto in mano il blog con un video che descrive in 10 punti e 120 secondi cosa siano i social media. C&#8217;è n&#8217;è bisogno. Buona visione a tutti! (<a href="http://www.ninjamarketing.it)" target="_blank">via</a>)</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="440" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/QLd9q88ohUs&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="440" height="344" src="http://www.youtube.com/v/QLd9q88ohUs&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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		<title>Media inter-action</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Feb 2010 15:02:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dr_Who</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nel post di ieri condividevo con voi l&#8217;importanza di inquadrare il presidio in ambito Social all&#8217;interno di una completa e complessa strategia di riferimento. Questa integrazione è importante in quanto lo scenario dei vari media, sta profondamente cambiando. Ed è un cambiamento abbastanza repentino che vede &#8220;la Persona&#8221; governare questo cambiamento e che, più o<p style="float: right;"><a href="http://www.drwho.it/2010/02/11/media-inter-action/">Leggi tutto...</a></p>]]></description>
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			</a>
		</div>
<p style="text-align: justify;">Nel post di ieri condividevo con voi l&#8217;importanza di inquadrare il presidio in ambito Social all&#8217;interno di una completa e <em>complessa</em> strategia di riferimento. Questa integrazione è importante in quanto lo scenario dei vari media, sta profondamente cambiando. Ed è un cambiamento abbastanza repentino che vede &#8220;la Persona&#8221; governare questo cambiamento e che, più o meno consapevolmente, genera valore per il Brand. Rispetto al passato, lo scenario si sta muovendo verso una veicolazione anche virtuale della comunicazione  &#8211; lo sappiamo &#8211; ma quello che ci sfugge, probabilmente, è che la comunicazione non è più fine a sè stessa, ha in sè il germe della Relazione: del rapporto tra brand e Persone. I nuovi tipi di media non si limitano a produrre contenuti, ma stimolano ad essere partecipativi e questa partecipazione si traduce in costruzione e/o rafforzamento delle relazioni, piuttosto che in semplici conversazioni. Un attenta strategia di presidio deve mirare non tanto ad eliminare il vecchio, ma a far convidere il vecchio ed il nuovo con un approccio a valore aggiunto. L&#8217;approccio a valore aggiunto vede un processo tendenzialmente infinito tra i vari medium utilizzati (nel <a href="http://www.drwho.it/2010/02/10/il-presidio-dei-social-media-necessita-di-una-strategia/" target="_blank">post precedente</a> lo chiamavo effetto flipper) che si alimentano a vicenda: si viene quindi a creare un nuovo territorio mediatico dai confini indefiniti, che possono mutare a seconda della tipologia di valore aggiunto che il messaggio avrà in questo suo andare &#8220;di bocca in bocca&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>Iscriviti ai seminari di Dr_Who: per info clicca sul banner!</strong><br />
<a href=" http://www.drwho.it/2010/02/08/al-via-i-bloom-di-dr_who/" target="_blank"><img src="http://www.unconventionalm.it/images/bloombanner.jpg" border="0" alt="" /></a></p>
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		<title>Progetto di senso [2]</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Nov 2009 15:35:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dr_Who</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Riprendiamo il discorso su come realizzare un &#8220;Progetto di senso&#8221;. Ci eravamo lasciati identificando il primo elemento che un progetto deve avere, che è quello di rendere originali. Se il baricentro attorno a cui ci si deve muovere è l&#8217;elemento partecipativo, quest&#8217;ultimo può essere stimolato muovendosi su valori, interessi ed esigenze che spingano le Persone<p style="float: right;"><a href="http://www.drwho.it/2009/11/05/progetto-di-senso-2/">Leggi tutto...</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
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			</a>
		</div>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-1922" title="maurizio capone" src="http://www.drwho.it/wp-content/uploads/2009/11/maurizio-capone.jpg" alt="maurizio capone" width="220" height="145" />Riprendiamo il discorso su come realizzare un &#8220;Progetto di senso&#8221;. Ci eravamo lasciati identificando il primo elemento che un progetto deve avere, che è quello di <a href="http://www.drwho.it/2009/10/29/progetto-di-senso-1/" target="_blank"><strong>rendere originali</strong></a><strong>.</strong> Se il baricentro attorno a cui ci si deve muovere è l&#8217;elemento partecipativo, quest&#8217;ultimo può essere stimolato muovendosi su valori, interessi ed esigenze che spingano le Persone (people) ed esprimere se stesse. Ma questo aspetto da solo non è sufficiente. Il sistema narrativo posto in essere (e non la &#8220;meccanica&#8221; per intenderci) deve avere una propria &#8220;anima&#8221; ben precisa, che &#8211; attraverso l&#8217;utilizzo anche di mediatori simbolici &#8211; <strong>riaffermi</strong> valori, interessi ed esigenze in modo innovativo, non convenzionale. Gli strumenti che il cosiddetto &#8220;2.0&#8243; mette a disposizione , non sono altro che  estensioni della dimensione umana, che aumentano la nostra capacità di dar forma ai pensieri in modo da poterli condividere con gli altri, migliorandoli. E&#8217; questa condivisione che, attraverso la co-creazione di valore,  ribadisce il concetto dell&#8217;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Teoria_dell'apprendimento_sociale" target="_blank">apprendimento sociale</a>: si apprende anche attraverso esperienze indirette sviluppate attraverso l&#8217;osservazione di altre persone. L&#8217;utilizzo di un approccio User Generated Content all&#8217;interno di un  sistema narrativo non è altro che una delle possibili declinazioni operative che rende bene la capacità di agire attivamente e trasformativamente all&#8217;interno di un contesto in cui si decide di essere inseriti (human agency). Ecco quindi il secondo elemento: <strong>insegnare ad insegnare</strong>. Stay tuned &#8230;</p>
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		<title>Le 10 cose che i social media non possono fare</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Nov 2009 08:05:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dr_Who</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Via FriendFeed leggo da Catepol una news interessante: &#8220;le 10 cose che i social media non possono fare&#8221;. Qui il post integrale. Di seguito: sostituire una strategia di marketing Avere successo se dietro non ci sono manager capaci di entrare in relazione col cliente Essere visti come un progetto a breve termine Produrre in fretta<p style="float: right;"><a href="http://www.drwho.it/2009/11/04/le-10-cose-che-i-social-media-non-possono-fare/">Leggi tutto...</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
			<a href="http://api.tweetmeme.com/share?url=http%3A%2F%2Fwww.drwho.it%2F2009%2F11%2F04%2Fle-10-cose-che-i-social-media-non-possono-fare%2F"><br />
				<img src="http://api.tweetmeme.com/imagebutton.gif?url=http%3A%2F%2Fwww.drwho.it%2F2009%2F11%2F04%2Fle-10-cose-che-i-social-media-non-possono-fare%2F&amp;source=Dr_Who&amp;style=normal&amp;b=2" height="61" width="50" /><br />
			</a>
		</div>
<p style="text-align: justify;">Via FriendFeed leggo da <a href="http://www.catepol.net" target="_blank">Catepol </a>una news interessante: &#8220;le 10 cose che i social media non possono fare&#8221;. Qui il <a href="http://giovannacosenza.wordpress.com/2009/11/04/10-cose-che-i-social-media-non-possono-fare/" target="_blank">post integrale</a>. Di seguito:</p>
<ol style="text-align: justify;">
<li>sostituire una strategia di marketing</li>
<li>Avere successo se dietro non ci sono manager capaci di entrare in relazione col cliente</li>
<li>Essere visti come un progetto a breve termine</li>
<li>Produrre <strong>in fretta </strong><strong>risultati significativi e misurabili</strong></li>
<li>Essere «fatti in casa».</li>
<li>Rinfrescare velocemente l’immagine <strong>o riparare la reputazione danneggiata</strong><strong> di un’azienda</strong></li>
<li>Essere realizzati senza un budget realistico</li>
<li>Garantire automaticamente vendite o influenza</li>
<li>Essere realizzati da «ragazzini» che conoscono i social media in quanto «nativi digitali»</li>
<li>Sostituire le PR</li>
</ol>
<p style="text-align: justify;">I &#8220;10 comandamenti&#8221; sui social network sono ad una prima lettura scontati, è vero, ma nella pratica quotidiana troppo spesso, per non dire sempre, ignorati. Il punto saliente, tra i vari, è rappresentato dal punto 2: non possono avere successo se dietro non ci sono manager capaci <strong>di entrare in relazione col cliente</strong>. E&#8217; questo un assioma imprescindibile per i brand che desiderano interpretare il mercato iniziando il percorso del cambiamento di paradigma. I punti 3 e 4, poi, sono temi che stiamo approfondendo negli ultimi post. La cosa interessante che emerge, leggendo i vari punti, è quello di un approccio integrato. Se è vero che il web &#8211; in generale &#8211; ha permesso di passare dal &#8220;monologo&#8221; al &#8220;dialogo a due&#8221; ed affronta oggi la &#8220;polifonia&#8221;, vero è anche che i vari medium e platform che vengono utilizzate devono necessariamente essere integrati tra loro con un approccio di media mix e non di media plan. Non solo: nell&#8217;utilizzo del mix, la spendita del messaggio non deve essere univoco (lo stesso messaggio per tutte le platform ed i medium), ma personalizzato a seconda del medium e della platform utilizzata. Personalizzazione che declina il concept madre in tante &#8220;body copy&#8221; che massimizzino il mediun/platform individuato e che rimandino ad un differente medium/platform in modo da formare un percorso di comunicazione integrato.</p>
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		<title>Il nuovo significato del Valore</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Oct 2009 11:07:15 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Proseguiamo il nostro percorso (iniziato qui e qui) sulla necessità di individuare e misurare il cosiddetto &#8220;ROI 2.0&#8243;.  L&#8217;elemento che può aiutarci a comprendere come sia necessario attribuire un significato diverso ad approcci considerati oramai &#8220;classici&#8221;, è sapere che esite questa forma di &#8220;attrazione gravitazionale&#8221; bidirezionale e multilivello. L&#8217;estrema eterogeneità e malleabilità che la forma<p style="float: right;"><a href="http://www.drwho.it/2009/10/26/il-nuovo-significato-del-valore/">Leggi tutto...</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
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				<img src="http://api.tweetmeme.com/imagebutton.gif?url=http%3A%2F%2Fwww.drwho.it%2F2009%2F10%2F26%2Fil-nuovo-significato-del-valore%2F&amp;source=Dr_Who&amp;style=normal&amp;b=2" height="61" width="50" /><br />
			</a>
		</div>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.drwho.it/wp-content/uploads/2009/10/valore-della-condivisione.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1863" title="valore-della-condivisione" src="http://www.drwho.it/wp-content/uploads/2009/10/valore-della-condivisione-300x261.jpg" alt="" width="300" height="261" /></a>Proseguiamo il nostro percorso (iniziato <a href="http://www.drwho.it/2009/10/09/roi-questo-sconosciuto-per-i-social-media/" target="_blank">qui</a> e <a href="http://www.drwho.it/2009/10/16/attrazione-gravitazionale/" target="_blank">qui</a>) sulla necessità di individuare e misurare il cosiddetto &#8220;ROI 2.0&#8243;.  L&#8217;elemento che può aiutarci a comprendere come sia necessario attribuire un significato diverso ad approcci considerati oramai &#8220;classici&#8221;, è sapere che esite questa forma di &#8220;<a href="http://www.drwho.it/2009/10/16/attrazione-gravitazionale/" target="_blank">attrazione gravitazionale</a>&#8221; bidirezionale e multilivello. L&#8217;estrema eterogeneità e malleabilità che la forma di relazione posta in essere assume, a seconda del livello in cui si sviluppa e del tasso di affinità che ne è la matrice, deve portare i marketer a ragionare in termini di &#8220;dimensioni del Valore&#8221;. Il Valore di un brand non è fine a se stesso. Il Valore di un Brand non è puramente economico, ma &#8211; oggi più che in passato &#8211; deve arrivare ad essere economico. Il fatto che il Valore deve &#8220;arrivare&#8221; ad essere econimico, implica un percorso che mostra i suoi frutti man mano che questo percorso viene effettuato. Il passaggio che deve essere assecondato è quello di avviare, ove non esista, relazioni che incrementino &#8220;l&#8217;amore verso la marca&#8221;. L&#8217;intenzione di acquisto è un elemento successivo. Lo stimolo all&#8217;acquisto d&#8217;impulso lo ancora di più spostato in avanti. Engagement ed incremento dell&#8217;experince sulla marca sono i fulcri imprescindibili  per l&#8217;ottenimento di un nuovo ROI. Misurare cosa accade durante questo percorso è fondamentale. Misurare per NON INTERROMPERE l&#8217;experience, ma per dilatarla e farla sempre più permeata sul prospect. Ed è qui che entra in gioco la messa in campo di progetti di senso.</p>
<p style="text-align: justify;">Stay tuned ..</p>
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