Blokko del traffico: il green approach passa attraverso la musica

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Maurizio Capone leader del gruppo BungtBangt e grande mediatore simbolico in “ComeSuonaIlCaos“, continua coerente il proprio percorso artistico/sociale nel comunicare l’importanza di adottare comportamenti eco-compatibili. A voi il suo ultimo video Blokko del traffico che incarna appieno l’arte del riciclo creativo: il video è stato interamente realizzato con immagini riciclate, è questa la nuova provocazione di Capone & BungtBangt. La band pioniera dell’eco music mondiale sconfina nell’arte visiva e trasporta la propria filosofia nella creazione di un video. Nessuna immagine è stata scattata o girata per questo clip, la creatività si esprime ancora una volta nel riutilizzo di quello che è già a disposizione di tutti. In questo caso è la rete e egli archivi di Capone & BungtBangt ad essere la discarica virtuale da cui si attingono gli “strumenti”.

Social media: 10 punti per individuarli

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Riprendo oggi la mia attività online seppur in modo ballerino in attesa del mio collegamento ADSL stabile. Il trasloco di casa è terminato ed ora sono alle prse con le “minuterie” che il trasloco porta con sè: perdite d’acqua dovute alla fretta delll’idraulico nel collegare la lavatrice, piuttosto che attendere il falegname per delle ante ed il vetraio per pannelli su misura o ancora, appunto, attendere un collegamento stabie e definitivo. Il tutto condito da una marea di scatoloni da sistemare. Ma il più è fatto: un progetto – quello di casa nuova – durato oltre un anno e mezzo. Riprendo appunto in mano il blog con un video che descrive in 10 punti e 120 secondi cosa siano i social media. C’è n’è bisogno. Buona visione a tutti! (via)

Progetto di senso [2]

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maurizio caponeRiprendiamo il discorso su come realizzare un “Progetto di senso”. Ci eravamo lasciati identificando il primo elemento che un progetto deve avere, che è quello di rendere originali. Se il baricentro attorno a cui ci si deve muovere è l’elemento partecipativo, quest’ultimo può essere stimolato muovendosi su valori, interessi ed esigenze che spingano le Persone (people) ed esprimere se stesse. Ma questo aspetto da solo non è sufficiente. Il sistema narrativo posto in essere (e non la “meccanica” per intenderci) deve avere una propria “anima” ben precisa, che – attraverso l’utilizzo anche di mediatori simbolici – riaffermi valori, interessi ed esigenze in modo innovativo, non convenzionale. Gli strumenti che il cosiddetto “2.0″ mette a disposizione , non sono altro che  estensioni della dimensione umana, che aumentano la nostra capacità di dar forma ai pensieri in modo da poterli condividere con gli altri, migliorandoli. E’ questa condivisione che, attraverso la co-creazione di valore,  ribadisce il concetto dell’apprendimento sociale: si apprende anche attraverso esperienze indirette sviluppate attraverso l’osservazione di altre persone. L’utilizzo di un approccio User Generated Content all’interno di un  sistema narrativo non è altro che una delle possibili declinazioni operative che rende bene la capacità di agire attivamente e trasformativamente all’interno di un contesto in cui si decide di essere inseriti (human agency). Ecco quindi il secondo elemento: insegnare ad insegnare. Stay tuned …

Social searching: la sua linfa è il buzz

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Tks to Simone Lovati

Tks to Simone Lovati

Già da tempo nei miei progetti professionali, ho avuto la possibilità – grazie a partner di Vision – che è possibile misurare in maniera oggettiva ciò che erroneamente viene considerato da molti marketer relativamente miopi, non misurabile. Sto parlando, appunto, del buzz. Oggi, con il SocialSearch di Google – seppur in modo ancora grezzo – il buzz ha l’onore di essere “riconosciuto”(almeno per i più scettici). Condivido pienamente quanto sia Simone che GLuca sostengono nei relativi post. In particolare mi trovo molto vicino al concetto dell’importanza dei cosiddetti “legami deboli” che Simone spiega molto bene. In sintesi i legami deboli sono il passepartout per “entrare” in nuovi mondi; nuovi mondi che sono – non altro – le sfere relazionali delle periferie delle nostre relazioni, e che fanno capo al noto “spettro delle amicizie“. Il fatto che Google abbia elaborato un algoritmo capace di evidenziare le relazioni, e le informazioni che da queste possono scaturire, avvalora quanto già condividevo con voi relativamente al concetto di attrazione gravitazionale. Certo è che Google Social Search non ci restituisce il valore aggiunto: vale a dire il valore semantico del buzz. Ma questo è demandato alla volontà ed alla curiosità dei marketer più sensibili e curiosi. Per questo i più innovativi.

Innamoratevi!

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Ieri su Facebook Mirko Pallera poneva sul suo “status” una domanda retorica “Emozione Pura. Ma allora il marketing può fare qualcosa di buono? ;) ” il tutto riferito al successo che il constest “Come Suona il Caos?” ha fatto registrare sia nei suoi otto mesi di svolgimento, che durante l’evento finale svoltosi a Bagnoli lo scorso 24 luglio.

Come se fosse un “ping pong”, abbiamo iniziato una sorta di “botta e risposta” che bervemente vi riporto

Dr_Who “… se a guidare è il “pensiero meridiano” allora sì… Un pensiero che fa riferimento a Valori come: l’apertura alla diversità, l’accoglimento della tradizione, il pluralismo delle voci, il rispetto degli altri, la creatività, il relativismo, la connettività. Tutti questi Valori ritengo siano stati sapientemente mixati negli 8 mesi di contest e “manifestati” il 24 luglio a Bagnoli… :)

Mirko Pallera: “che marketer mediterranei! grande Camillo!”

Dr_Who “Essere marketer “di frontiera” significa essere per primi gli interpreti di determinate situazioni. Oggi siamo chiamati sempre più – in mercati ipercompetitivi – a identificare e promnuive differenti identità: un approccio meridiano fornisce la giusta dose di “senso della misura” per un avvicinarsi alle persone in manira autentica”

Mirko Pallera “sagge parole, sagge parole!”

Dr_Who ” … mi sono lasciato andare…. ma sai …se ci si crede fino infondo si vincono tante piccole battaglie!”

Questa mattina, poi, mi imbatto sul video di “Innamoratevi”, monologo tratto da “La tigre e la neve” film di Roberto Benigni. Un’idea di Maurizio Rossato con la musica di Gabor Lesko. Osservandolo ne rimango colpito perchè in maniera chiara, racchiude il segreto di un approccio Meridiano: l’innamoramento! Essere convinti della strada intrapresa, essere convinti che l’ipercompetizione dei mercati possa essere combattuta non con l’ipercompetizione delle attività è fondamentale. Riportando ciò che afferma Carlo Petrini nel suo libro Buono, pulito e giusto – principi di una nuova gastronomia (ed. Einaudi) Vivendo lenti si comprende altro: rallentando rispetto al mondo si viene in contatto con quelle che il mondo ritiene le proprie “discariche” del sapere, che sono state considerate lente e quindi emarginate…Venendo in contatto con questo mondo “lento” si sperimenta un nuovo (o rinnovato) gusto della vita, si intuiscono le potenzialità di metodi e saperi diversi come controtendenze alla direzione impressa al timone del nostro viaggio verso il futuro.

E’ questo il primo passo verso il nuovo paradigma.

Awards

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Non parlo mai di progetti legati al mio lavoro. Oggi voglio fare un’eccezione. Alcuni progetti che ho seguito sono stati premiati. La loro caratteristica? Un lavoro d’equipe, di team affiatati; di ragazzi tutti “focus on” sull’obiettivo. Il loro comun denominatore? Credere nel progetto e nelle new experience. Ma andiamo con ordine.

MTVMobile Temporary Store

Per sostenere il lancio di MTV Mobile, il gestore telefonico nato dalla collaborazione tra MTV e TIM, si è scelto di presentarsi al pubblico con un temporary store.  Teenagency, il partner scelto per questa avventura, ha messo in scena il brand nello spazio tridimensionale di un negozio temporaneo itinerante (Milano e Roma). Per comunicare le caratteristiche del servizio sono state progettare soluzioni innovative e ad alto contenuto tecnologico, puntando sul coinvolgimento emozionale del target. L’idea? MTV da consumare: da oggi puoi comprarla, usarla, portare il mondo e i contenuti del canale musicale sempre in tasca. Da questo concept deriva l’ambientazione in uno scenario ispirato ai drugstore “7/11” e ai diner americani, nel quale il concetto di “MTV da consumare” viene fisicizzato da una linea di prodotti limited edition a marchio MTV Mobile: cola, gassosa, tonica, patatine, pop corn ecc., a disposizione dei visitatori. L’operazione è stata premiata con un oro nella categoria retail experience agli NC Awards 2009.

TIMtribù on the net

L’obiettivo era quello di posizionare il brand sul web, rimanendo fedeli alla mission del brand: express yourself. Assieme a Ninjamarketing abbiamo creato StreetAcademy: il laboratorio di ricerca e sperimentazione delle tecniche più innovative della street art. In un’ottica tribale di supporto della scena underground, l’Academy – powered by TIMtribù – è una factory creativa, un hub di sperimentazione e divulgazione artistica e culturale, spazio di espressione cui accedere per confrontarsi e contribuire ad animare e a far evolvere la scena della street art in tutte le sue forme. Street Academy organizza periodicamente iniziative e incontri dentro e fuori il Web che vedono coinvolti gli esponenti più rappresentativi e riconosciuti e i giovani di talento del mondo dell’arte urbana. E’ all’interno di questo concept che si sono sviluppati – tra gli altri – StreetMuseum e Come suona il Caos entrambi in finale per il premio Web Italia. Il primo – museo virtuale urbano delle opere di street art – è tra i finalisti nella sezione Arte; il secondo – progetto di riciclaggio creativo legato allo street sound - è in finale nella sezione Copy-writing .Il progetto Come Suona il Caos ha portato a casa lo scorso 26 giugno il premio TP “comunicare la sostenibilità” , un riconoscimento che premia la volontà di Telecom Italia che con “Come suona il Caos?” ha voluto testimoniare la sua attenzione per l’ambiente attraverso un’idea creativa basata sulla semplicità: riutilizzare in maniera originale materiali di recupero e farli diventare veri e propri strumenti musicali. Da un SMS che mi è giunto in serata, Come suona il caos? ha vinto anche il Web Italia nella sua sezione. Che dire di più? Una sola parola: grazie a tutti! Ah, dimenticavo: vi aspetto il 24 a Napoli per l’evento conclusivo di Come suona il Caos!

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Mom’s Revenge

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Con questo piccolo advergame ed un sito dedicato (BoppyWorld), il gruppo Artsana lin collaborazione con NinjaLab, lancia il primo cuscino per l’allattamento nato dall’idea semplice e geniale di una giovane mamma americana. La presenza online è divenuta in due mesi un vero e proprio tormentone del web con oltre 1.500.000 internauti coinvolti. Il modus operandi è abbastanza “semplice”: l’attività di diffusione ha compreso attività di relazione e testing del prodotto con influencer nella rete, attraverso blog e social media, in 7 paesi e 6 lingue. Il tutto monitorando costantemente le conversazioni generate e la percezione del prodotto online grazie al sistema di monitoraggio semantico. Perchè il web? Le mamme di nuova generazione, rimaste sole ad affrontare gli impegni legati alla maternità e alla cura della famiglia, hanno fatto della Rete il luogo in cui condividere le proprie esperienze, raccontare le proprie gioie e difficoltà e chiedere aiuto alle altre mamme certe che queste sapranno offrire loro.

Ottimo esempio di come il web possa essere interpretato anche su target erroneamente considerati “non potenziali”.

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Facebook nel marketing non convenzionale

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Una ipotesi di utilizzo di Facebook per una campagna non convenzionale, ideata dagli amici di Ninjamarketing.

Prossimamente un utilizzo “alternativo” del più noto Social Network. Stay Tuned!

Fumetti cattivi in ottica di brand

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South Park, Simpson, The Family Guy sono i fumetti/cartoni/strisce degli ultimi anni che hanno sostituito a furor di popolo i classici Spiderman, Superman e gli altri super eroi. I temi che trattano sono particolari: molto spesso violenti, volgari e ritenuti a volte diseducativi. Menti ben allenate ed attente alle variabili maggiormente recepite dai pubblici, hanno interpetato la logica di questi comics, per trasmettere in maniera non convenzionale la qualità di un prodotto. In particolar modo della frutta contenuta nei propri succhi di frutta. Una interessantissima ricerca [Estetiche virali: i fumetti cattivi] di Daniele Mannina aka Pandemazio Kuranosuke di Ninjamarleting, descrive appunto questo fenomeno. La campagna è composta da tre video. Lanciata ad aprile dello scorso anno, la campagna ha fatto registrare aoltre 220.000 view ed ha colpito il 453% del target previsto. Buona visione!

Marketer e Social Media

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Anche se ogni giorno molte persone “frequentano” gli ambiti dei Social Network, i marketer ne sono ancora un pò lontani. Ma la tendenza pare stia cambiando. Secondo il rapporto della Aberdeen Group sul “Roi on Social Media marketing” oltre il 63% delle aziende intervistate, sono orientate a “deviare” i loro budget verso piattaforme social . Seppur rapportato al mercato americano, abbiamo anche in Italia dei casi che fanno ben sperare. Ultimo fra tutti Barilla con il progetto “nel mulino che vorrei“, per non dimenticare chi già da tempo interpreta tali ambiti. Spostare i budget verso gli ambiti dei SN non è di per sè un indicatore di bontà: tutto dipende da come, poi, vengono interpretati questi spazi che, seppur virtuali, hanno ricadute ben più pesanti. Quello che non smetterò mai di affermare è che il presidio degli ambiti SN non si esaurisce nella sola banalizzazione dell’acquisto di spazio banner all’interno di un YT o MS che sia, ma bisogna andare oltre ed abbandonare questo approccio che molti cavalcano. Andare oltre significa permeare questi spazi sociali, frequentandoli prima, accreditandosi poi, per poter coinvolgere gli “ambassador” e costruire con loro la giusta relationship. Se questo è vero (come è vero), è importante misurare in maniera quali/quantitativa la tipologia di presidio e di relazione che l’azienda instaura. Questo aspetto è l’elemento fondamentale che “allontana” i marketer da un approccio non convenzionale dei SN. E non è un caso solo  italiano. Infatti anche in USA questo è l’elemento frenante. Ben il 39% delle aziende è in difficoltà nel definire le metriche di riferimento per la misurazione del loro presidio. Indicazioni di tutto rilievo. Dalla mia personale esperienza, però, posso affermare che l’attesa è il peggior nemico. Se si attendono metriche “ufficiali”, non si va da nessuna parte. E’ buona cosa sperimentare, iniziare a misurare per poi affinare, ricalibrare non su se stessi ma sull’audience e procedere per approssimazioni successive. Nell’ambito delle metriche, due ritengo siano gli elementi che vadano considerati: il buzz arricchito con un’analisi di affinità ed approfondito con il reale valore semantico, i relativi comportamenti in virtù delle differenti presenze che si decide avere on-net, ed un minig di usage. Quest’ultimo è molto importante poichè solamente con una analisi ex-ante ed ex-post è possibile avere una lettura chiara sulla ricaduta (commerciale e non) sul brand. Porre in essere quest’ultimo pezzo è certamente dfficile ed oneroso per il brand, ma è assolutamnee necessario per iniziare a percorrere quella strada che ci porta verso il salto quantico necessario per approcciare il mercato in maniera non convenzionale.

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