Share Rieccomi a voi dopo un paio di settimane rigeneranti! In questi giorni di ferie natalizie, ho riflettutto sul “dietro le quinte” di una attività “non convenzionale” [ma ha ancora senso parlare di non convenzionale?] che sto seguendo quale responsabile [per varie ragioni non posso dirvi di più ]. L’elemento sul quale riflettevo è sulla
Share Trasformo in post un mio commento ad un articolo sul WOM che i Ninja hanno messo online. L’interrogativo che Ninjamarketing pone è sul valore del Word Of Mouth all’interno delle strategie di marketing. Wom o non Wom? Questo è il problema. Ma questo è veramente il problema? Non penso. I mercati cambiano, si evolvono
Share Prendo spunto dal post che i Ninja hanno inserito, per trasformare il mio commento in post dedicato. Dalla summary di questa ricerca, emerge una informazione molto interessante: l’importanza del media mix (e non del media plan). La relationship che le aziende vogliono intraprendere con il target “giovani” (18-24), deve necessariamente avere uno spazio incubatorio
Share Voglio prendere spunto dall’omonimo articolo di Giampaolo Colletti pubblicato ieri su Nòva relativo al rapporto tra azienda e Social Media. Chi vive e frequenta la blogosphera, sa benissimo che il dialogo tra aziende e la Rete è ancora molto lontano dal realizzarsi. È quanto emerge dall’ultima ricerca effettuata dall’osservatorio sulle Business TV della Bocconi.
Share Nel corso del 2008 la spesa nella “tipologia” di marketing pare essere cambiata. da dati in nostro possesso lo dichiara il 68% dei marketers americani. I dati della ricerca condotta da American Marketing Association nel giugno del 2008 mostrano la tendenza incorso. In particolare nel B2C tale tendenza prevede una crescita ” a due
Share Come ogni mattina, controllo le statistiche del blog. Le visite medie si attestano intorno alle 150 giornaliere, leggermente meno i visitatori. Nella giornata di ieri 30 settembre, qualcosa è cambiato: 411 visite e 361 visitatori. Cosa sia accaduto me lo dicono i dati di google analytics. Il post che ha tirato di più è stato
Share L’utilizzo dei social network piuttosto che lo scambio di messaggistica con vari devices sta facendo diminuire l’efficacia delle azioni tattiche di marketing via e-mail, soprattutto quando l’obiettivo di tali messaggi è prettamente promozionale: ispirare cioè gli acquisti. E’ quanto emerge da una ricerca condotta dalla Jupiter Research (www.juppiterresearch.com). I dati della ricerca fotografano il
Share Anche se la Y generation [tra i 18 e i 29 anni] è un segmento relativamente piccolo, è lei che stabilisce il ritmo di adozione della tecnologia [9 su 10 posseggono un PC e l'89% possiede un telefono cellulare]. Ma ciò che inquadra meglio la Y generation, è il suo modo di utilizzare la
Share Da una previsione a 5 anni lìe-mail mantiene saldo il proprio primato di contact-media. Lungi dall ‘essere eclissata dal Web di 2,0 e da altri metodi di comunicazione emergenti, le aspettative dei consumatori suggeriscono che l’e-mail sarà il canale da lavoro attorno al quale futuro comunicazioni on line Ma si affacciano e reclamano un
Share Come dissi nel mio intervento lo scorso ottobre a Vicenza in occasione del COM-Test (qui l’articolo) il dubbio che ho è che il marketing non convenzionale non esiste. Anzi, ne sono certo (questo l’assioma del mio intervento). Essere non convenzionali, non significa fare provocazione fine a se stessa. significa pensare nuovi modi di interpretazione, capaci di arrivare direttamente









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