Barlovers: new tribe?

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Voglio trasformare in post un commento che ho lasciato sul blog Pippo Ferrante a proposito di Barlovers: una piattaforma messa su da Sanpellegrino per il suo Sanbittèr. Come accennavo nel commento, a vederlo bene è una interessante piattaforma che se ben indirizzata permette di identificare il “target” [non amo più questa parola] secondo una logica di tribe post-moderna: quella degli “aperitivisti”. Una presenza online di questo tipo, se ben poresidiata, permette al brand di avere preziose indicazioni per aggregare attorno a sè gli amanti degli aperitivi.  Gli elementi catalizzatori per poterlo fare ci sono tutti: approccio UGC, indicazione delle location, possibilità di richiedere informazioni sulle location, testimoniare i propri aperitivi con foto e video etc.. Oltre che a “fare il verso” allo spot ATL ufficiale. Visitando il sito, però, mi accorgo che il percorso è ancora molto lungo e, purtroppo, non vengono ben presidiati alcuni elementi che sono “l’umus” di questa piattaforma: ad esempio la regolarità delle pubblicazioni nelle varie sezioni, in particolar modo ne “le vostre foto”. Non solo, a mio avviso manca una parte importante: il forum. Mi sono iscritto, vedremo. Il potenziale? C’è tutto. Sono stati individuati i raggruppamenti tribali: in termini di vissuto [la loro pratica], la loro dimensione visibile [i luoghi]. Ora è necessario assecondare i loro legami permettendo di mettere in comune le varie competenze/esperienze. E’ un percorso lungo che implica necessariamente impegno e costanza. In Italia abbiamo già un bellissimo esempio: Carne al Fuoco. Sanpellegrino replicherà?

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Manichini per Sony VAIO

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Come generare giusta notiziabilità e PR ficcanti per lanciare un nuovo notebook? Questa domanda può essere certamente ampliata anche ad altri settori merceologici anche non ICT. Questa domanda se l’è posta Sony per il lancio del suo ultimo VAIO . L’operazione ha seguito un approccio non convenzionale per portare a casa entrambi i risultati. Vediamo come. Sony ha creato squadre di modelli che si muovono come manichini robotici dislocate in luoghi pubblici per le strade di New York, a dimostrazione del nuovo stile di vita del computer notebook Sony Vaio. Il tutto per fare toccare con mano e creare un giusto engagement.

Come secondo elemento tattico è stata realizzatoa una buona presenza al Bryant Park Sfilata di moda, che ha portato  PR molto positive

non solo: qualche giorno prima, è stata realizzata una perfetta “sfilata” alla Grand Central Station di NYCity, che ha contribuito – assieme al primo evento on the road – a sensibilizzare i prospect e a rendere notiziabili e ricollegabili gli eventi.

Tali azioni sono state contemporaneamente affiancate da sit online sui maggiori SN: YT, Facebook e Flickr supportate dal sito ufficiale.

Ultimamente mi capita di interfacciarmi con personaggi [non li chiamo manager] che una operazione così articolata non è che non la comprendono, ma non rientra nelle loro “corde”. Nei mercati in cui la penetrazione è ben oltre il 100% è necessario rapportarsi ad esso in maniera differente, capire che il target non è più tale: è molto permeato e difficilmente distinguibile. Liquido. E’ questo l’agettivo che meglio rende l’identità del prospect di oggi. Non è più un consumatore, forse non è più neanche un co-creatore ma sta diventando sempre più co-produttore non con il brand (e quanto meno l’azienda). ma asieme al Brand. I Marketer delle aziende non sono chiamati a “vendere”, ma ad entrare in relazione con i new co-producer ed assieme a loro definire i giusti Valori che formeranno il vero collante tra brand e persone. It’s a gut feeling: è una questione di pancia. E non di testa. Non è più il tempo [semmai lo fosse mai stato] di entrare a gamba tesa mettendo sul tavolo solo risultati commerciali. Di breve. Myopia marketing!

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Virgin Mobile: Right Music Wrongs

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I telefoni cellulari stanno diventando sempre più il miglior device per la riproduzione di musica in movimento, e molti operatori a livello world wide integrano le proprie offerte con temi ed elementi musicali accompagnando anche le loro campagne di marketing. Virgin Mobile Australia ha recentemente lanciato una campagna per annullare tutti i fallimenti musicali del passato. Hanno voluto fare uno manifesto contro la brutta musica creando una campagna online, ottimizzandone l’accesso dai telefoni cellulari. Il progetto si chiama Right Music Wrong ed è stato creato con contenuti suggeriti dagli utenti. Alcune delle caratteristiche principali includono la “Top 10 della brutta musica” [top 10 music wrongs]  presentando alcune delle principali schifezze musicali, soprattutto degli anni ‘90. Tutti hanno la possibilità di votare con “amore” oppure “odio”. Vi propongo la 1st position:

L’idea creativa è quella di aprire un dibattito nazionale sulla musica “da buttra via”. Ed il dibattito è seguiti dai surfers. Il sito funge inoltre da piattaforma per il V Festival, il festival di musica di Virgin Mobile in Australia. La strategia che permea questa azione è semplice: interpretare non un target, ma una tribe post moderna: un intero universo che si evolve attorno musica. Non solo:  associare costantemente il brand Virgin Mobile a tale universo.

You Tube e l’orchestra sinfonica

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 L’orchestra sinfonica incontra il social networking. Quando ho letto la notizia di Guido Santevecchi su Corriere.it  il pensiero che mi è venuto in mente è stato “questa potrebbe essere la via del riposizionamento di YouTube”. Certo perché ad oggi potremmo definire YT il più grosso “mondezzaio” del web. Fatte le dovute eccezioni, naturalmente. L’idea del maestro Tan Dun è semplice: «Vogliamo dare a ogni musicista della terra la possibilità di esprimere e far conoscere il suo talento e l’opportunità di collaborare con altri appassionati nel mondo. Pensate che solo in Cina ci sono 18 milioni di pianisti e in 25 milioni suonano il violino. Questa iniziativa sul web può essere la loro Via della Seta, così come può rappresentare la strada per musicisti di tutti i Paesi più lontani». Basta cliccare su youtube.com/symphony, scegliere da una tendina il proprio strumento e poi seguire la bacchetta del maestro in base ad uno spartito. Quello che propongo è per suonare i Timpani

 Quando si è soddisfatti della propria esecuzione, basta caricare sul sito il proprio audio-video. Al termine delle audizioni si riunirà una commissione di esperti di grandi istituzioni musicali, dalla London Orchestra alla Berlin Philarmonic, alla San Francisco Symphony, ai conservatori di Mosca e Amsterdam. Per l’Italia pertecipano l’Orchestra Sinfonica della Rai e la Filarmonica di Piacenza. Questi «addetti ai lavori» faranno una prima selezione, ma lasceranno alla YouTube community la scelta dei vincitori: il voto online sarà aperto il 14 febbraio. Questa idea può rappresentare un ottimo utilizzo del fenomeno degli UGC. Aggiungerei anche intelligente. Vediamo perché. Scelta della piattaforma: YOU TUBE. La domanda sarebbe doverosa: che c’entrano i video con la musica (sinfonica)? Apparentemente nulla. Ma YouTube è il più ampia piazza virtuale al mondo su cui milioni di persone hanno avuto (ed hanno) la possibilità di esprimere FACENDO VEDERE quello che sanno fare. E’ quindi il palcoscenico virtuale più ampio. Primo elemento di contatto. Secondo elemento di contatto:  per l’audizione è necessario seguire i “gesti” del direttore d’orchestra. Con un Video questo è possibile. Una volta scelto il proprio strumento e scaricato l’apposito spartito, l’aspirante concertista può esercitarsi sul pezzo in maniera mirata. Una volta inviato il video, anche la commissione (dall’altro lato) può valutare in maniera oggettiva l’esecuzione: suono + video (armonia, ritmo, rispetto della gestualità etc.). In termini di meccanica, la sua declinazione è molto semplice ed invita chiunque sappia suonare uno strumento a mettersi alla prova. In questo caso la UGC è sì pilotata (hai dei brani da eseguire) , ma aggiunge il valore dell’affinità: con questo contest si ha la possibilità di far emergere una nuova Community. Se YouTube intraprendesse  in maniera costante la strada del  CommunitiesTalentScouting, probabilmente col tempo la qualità dei prodotti inseriti non dico che sarà migliore, ma avrà un fine ben preciso. Se il tutto lo condiamo con YT Live, il gioco è fatto!

Qui il Maestro spiega com’è nato il progetto

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Apre Combo blog

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Dopo l’apertura del suo e-store, Combo apre il suo blog! Con il negozio on line l’azienda marchigiana ha messo a disposizione di tutti gli interpreti della streetwear i propri capi (senza andare direttamente presso uno dei Combo Cove). Il blog rappresenta il secondo passo, riteniamo, per una relationship più stretta e diretta col proprio target. Stay tuned!

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Let me party: SMS Blogging

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 Lo state leggendo da alcuni giorni: Dr_Who ha installato la funzionalità Let me Party. Un portale che permette di pubblicare post sul proprio blog direttamente da cellulare. Come? Semplicemente inviando un SMS dopo essersi registrati sul sito. I post inviati tramite questo modo hammo tutto lo stesso titolo: SMS Post. Ultimamante sono molto in mobilità e trovo questa applicazione – assieme a Fring – molto utile. Peccato, però che non si possano postare foto.

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Medici SL [Second Life]

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Ne avevo già parlato sulla bolla di Second Life. Su questo mondo virtuale ho una idea precisa: è una platform che se utilizzata in termini relazionali o di learning, può avere dei vantaggi. In Spagna il Ministero della Sanità ha infatti creato il primo esperimento di medico su Second Life: “L’isola della salute” dovrebbe aprire i battenti entro sei mesi. Il progetto è stato pensato per aiutare i giovani più timidi a rompere ogni indugio e a parlare dei loro problemi sessuali o di droga, ritenuti spesso argomenti tabù. Grazie al “filtro” di Second Life i ragazzi innanzitutto potranno superare l’imbarazzo di un colloquio con un medico in carne e ossa, dall’altro avranno a disposizione uno strumento come il web che conoscono bene e che permette loro di sentirsi se stessi. All’iniziativa- appena lanciata – hanno già la propria disponibilità molti medici, che si suddivideranno l’attività di studio in turni di quattro ore alla settimana. “Gli adolescenti non vanno spesso dal dottore, ma questo è uno strumento molto utile e divertente per raggiungerli, perchè possiamo collegarci nello stesso modo – ha spiegato al giornale la dottoressa Rosario Jimenez una delle più attive promotrici del progetto -Si tratta di un modo per affrontare i loro dubbi sull’ assunzione di droghe o sui rapporti sessuali, come non si potrebbe altrimenti fare in consultazioni tradizionali”. (via)

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Maslow on line

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Vi ricordate la teoria motivazionale di Abraham Maslow? I bisogni venivano gerarchizzati per importanza, con la soddisfazione dei basilari a farsi prerogativa per l’appetibilità dei successivi. Bene. L’era del web 2.0 torna a parlare di ‘necessità’. Nel senso che, sfruttando quali leve i bisogni che spingono la gente a partecipare a blog, community e social network per soddisfarli, le aziende troverebbero la ricetta per rapporti profondi, duraturi ed emozionali con i propri consumatori. Almeno stando alle evidenze di un recente studio a firma Communiscape. Bisogni fisiologici, di sicurezza, appartenenza, stima e autorealizzazione. Così recitava la vecchia piramide di Maslow, disegnando presupposti che potessero scatenare la motivazione. Oggi la nuova era dei desideri da appagare ha superato gli step più basici, concentrandosi essenzialmente in ambiti meno ‘materiali’ e nominando l’appartenenza la stima e la realizzazione tra le mete più ambite, da raggiungere. Non tanto nella vita reale, quanto in quella che ognuno può costruirsi nel virtuale, scegliendo di partecipare ai fenomeni che più lo soddisfano tra le diverse proposte della rete. Perché le persone da social network, forum, blog e community si aspettano molto, ricercando, magari senza nemmeno saperlo, il soddisfacimento di bisogni fondamentali. Al punto che conoscerli, dunque predisporsi a ‘sfruttarli’, per le aziende potrebbe significare aprirsi le porte del paradiso, instaurando rapporti emozionali e profondi con i propri consumatori. (tks to)

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Traveland: social network dedicato ai viaggi

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Nell’ottica della rapida evoluzione che internet sta vivendo nel passaggio al web 2.0, ecco che nasce il primo social network italiano dedicato al mondo dei viaggi. Condivisione è la parola d’ordine per gli utenti che popolano i social network, nuovi luoghi di ritrovo virtuali nei quali incontrare persone che condividono gli stessi interessi e passioni. Traveland.tv, il social network dei viaggiatori, si configura come un luogo virtuale nel quale gli utenti hanno la facoltà di condividere i propri video associandoli ad una destinazione geografica. Lo scopo è costruire una community quale luogo per lo scambio delle proprie esperienze di viaggio. Ogni utente dispone di un proprio profilo che prevede la messa online dei dati personali atti a distinguerlo come unità univoca all’interno del social network. I video costituiscono i contenuti che l’utente condivide con gli altri attori della community e con i visitatori dello stesso; lo stesso utente ha la facoltà di individuare e scegliere un insieme di contatti con i quali intende interagire con maggiore frequenza. Ogni utente ha la possibilità di ricercare all’interno di traveland.tv i filmati di proprio interesse utilizzando gli stessi criteri di archiviazione: è possibile inoltre commentare e votare ogni singolo video favorendo in tal modo una sua maggiore visibilità attraverso la graduatoria espressa con la classifica. Gli utenti hanno inoltre la possibilità di creare nuovi canali tematici per i quali produrre contenuti. L’interfaccia grafica di traveland.tv è intuitiva e tale rendere estremamente facile l’operazione di caricamento dei contenuti video (qualsiasi tipologia di formato). Last Minute Tour, uno dei maggiori operatori italiani specializzati nella commercializzazione di pacchetti turistici , voli e hotel, ha sposato con entusiasmo il progetto di traveland.tv di cui è main sponsor, proprio per la convinzione che si tratti di un’idea innovativa e dalle considerevoli potenzialità di sviluppo. Gianpiero Manzone, amministratore unico, ha detto: “Questa nuova web community sarà un ottimo strumento per i clienti di Last Minute Tour per confrontare le diverse esperienze di viaggio e per ottenere informazioni dirette sulle varie località, non solo un modo divertente per condividere le proprie esperienze di viaggio. Traveland.tv diventerà il “consigliere” numero uno per chi ama viaggiare e andare alla ricerca di luoghi suggestivi, divertenti oppure rilassanti, in un solo e semplice click”. (via)
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Second Life: la sua bolla?

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Da Francesco Semprini (via)

NEW YORK. Second Life, fortuna dell’altro mondo o fallimento virtuale? L’interrogativo diventa di attualità a circa quattro anni dalla nascita della realtà parallela creata dalla società di San Francisco, Linden Lab. Second Life è un pianeta tridimensionale …..(omissis)….Complesso e imperfetto come quello reale, il mondo parallelo funziona grazie a una propria economia e a un attivo mercato immobiliare, che rappresentano una ghiotta opportunità per le aziende lungimiranti pronte a spendere migliaia di dollari per non perdere un posto da protagonista. Ma ne è valsa la pena? «Non c’è alcun motivo di rimanere», spiega Brian McGuinness, dirigente di Starwood Hotel & Resorts, che ha donato la sua terra virtuale a un gruppo no-profit. Linden Lab vende a società e persone spazi dove possono costruire e dar vita agli «avatar», termine con cui la religione induista indica l’assunzione di un corpo fisico da parte di Dio, o di uno dei Suoi aspetti. L’avatar non è altro che la trasposizione dell’uomo nel mondo di Second Life, dove diventa il protagonista: viaggia, incontra altri avatar, fonda società, costruisce palazzi e contribuisce alla realizzazione della vita civile. «Purtroppo, nella maggior parte dei casi, si tratta di progetti che rimangono incompiuti» si lamentano in molti. Alcuni esempi: i negozi della catena Best Buy sono deserti e il personale assente, gli eventi promozionali annunciati da Sun Microsystems non sono mai stati realizzati, il palazzo della Dell è desolatamente vuoto, mentre un’insegna posta sulla vetrina dell’emporio di America Apparel ne annuncia la chiusura per fallimento. «Una città fantasma più che una città virtuale – incalzano Mark Johnson, fra i primi a crearsi un’identità virtuale – il problema è che per molti Second Life è solo un gioco e le persone che vi partecipano non pensano ai reali bisogni dell’uomo». Infatti non è necessario mangiare o bere, vestirsi è un optional e non ci sono mezzi di comunicazione: il «teletrasbordo» è il metodo più utilizzato. Più comodo di così. «L’interesse degli avatar si concentra sugli aspetti ludici – spiega Ian Schafer della società di marketing Deep Focus – i casinò virtuali sono sempre affollati, i locali strip assiduamente frequentati, e tra gli oggetti più venduti ci sono i gadget erotici». Un altro problema, secondo Brian Haven di Forrester Research, è che la popolazione attiva è una minima parte degli 8 milioni di visitatori registrati. «Si tratta di 30 o 40 mila soggetti veramente partecipi, tutti gli altri sono solo visitatori occasionali che hanno un atteggiamento poco cooperativo e attento esclusivamente al divertimento». Ecco allora che anche le aziende si adeguano: Nissan Motor ha trasformato i suoi rivenditori in centri dove si può sperimentare la gravità zero, Sun Microsystems punta sui giochi, e IBM ripropone viaggi virtuali sul modello di «Laguna Beach», o scenari apocalittici come «Entropia Universe». I pareri appaiono diversi dall’altra parte dell’Oceano: Le Monde spiega che Second Life è un’opportunità senza precedenti: lo dimostra il fatto che sei grandi aziende francesi, tra cui L’Oreal e Areva, stanno per organizzare un forum con l’obiettivo di reclutare personale attraverso il mondo virtuale. Mentre BNP Paribas ha pagato migliaia di euro per aprire una filiale in una delle principali vie del pianeta parallelo. Tra i supporter di Second Life c’è anche un’ex senatore degli Stati Uniti, il democratico Mike Gravel, che vi ha aperto un ufficio elettorale dove è possibile raccogliere informazioni su tutti i candidati che si presentano alle primarie del partito. Sull’argomento è intervenuto anche il settimanale Newsweek che, a scanso di equivoci, ha pubblicato un vademecum in dieci punti: dall’economia al sesso tutto quello che si deve sapere su Second Life. Il primo punto? «Second Life non è un gioco». Ma anche su questo non tutti sono d’accordo.

Che dire? se questo è lo scenario, ancora di più è necessario conoscere l’esigenza di un nuovo consumatore: l’avatar. Se si decide di presidiare il Cliente anche attraverso una piataforma modello SL, è necessario che vi siano prpgetti circostanziati che abbiano una consecutio ed un arco temporale a medio termine con obiettivi precisi, e non necessariamente di puro branding o commerciali. SL una bolla? Può darsi, ma saranno state le stesse aziende a crearla pensando solamente a “essere le prime a sbarcare su SL”. Chi9 sarà la prima a gestire SL in maniera veramente Unconventionalm? E’ lì la vera sfida.

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