Share Circa due anni fa parlavo della Y generation contrapposta alla X generation assumendo il fatto che chi si fosse accaparrato l’attenzione della Y generation avrebbe ben seminto per il proprio avvenire. Ebbene, a due anni esatti da quel post, eccomi con una nuova ricerca che – con toni più aggiornati – avvalora l’ipotesi di
Share I social network, è inutile dirlo, hanno rivoluzionato il modo di avviare/mantenere le relazioni interpersonali. Con l’avvento del “mobile”, poi, questo è vero ancor di più: possibilità di accedere alle platform di relazione sempre ma soprattutto ovunque. Ed il concetto di “Everywhere” sta facendo evolvere l’approccio ai social network. Personalmente non ritengo sia una
YouTube, i social network e tutto quanto fa 2.0
DR_WHO Taccuino, Marketing mediterraneo, Social network 1 Comment »Share Il 2.0 sta facendo danni. Non in quanto nuovo approccio, anzi, ma per le metriche che può produrre e che non sono immediate. In sintesi: i marketer non riescono a staccarsi da un vecchio modo di produrre e leggere i dati. Ieri sera davanti ad un buon Sauternes Chateau d’Yquem (che accompagnava un antipasto
Share Nel post di ieri condividevo con voi l’importanza di inquadrare il presidio in ambito Social all’interno di una completa e complessa strategia di riferimento. Questa integrazione è importante in quanto lo scenario dei vari media, sta profondamente cambiando. Ed è un cambiamento abbastanza repentino che vede “la Persona” governare questo cambiamento e che, più
Share Rieccoci online dopo la breve pausa natalizia (forzata nell’ultima settimana a causa di una non connessione alla Rete). Inizio il 2010 parlando del passaparola, proponendo una recente ricerca che fotografa il fenomeno del Wom negli States. Nulla di nuovo sul fronte dei risultati: circa il 54% degli internet users si affida alla Rete per
Share 8.705 commenti e 5.245 preferenze. Ma Tan Yi di cosa avrà mai parlato? Da una traduzione maccheronica fatta con google, parrebbe si tratti o di un argomenso sul sesso/abitudini sessuali piuttosto che tecniche di conquista, oppure previsioni astrali. Una cosa è certa: una cosa del genere non ‘avevo mai vista!
Share Lo “pensavo” qualche giorno fa su FB: il germe del buzz è nel microblogging. Una recente ricerca, evidenzia come in USA il 19% degli utenti internet utilizzi un servizio di microblogging per tenersi aggiornati in mobilità. Sorprendente è la fascia di età che il servizio Tweetter – in particolare- copre: dai 18 ai 49
Share Già da tempo nei miei progetti professionali, ho avuto la possibilità – grazie a partner di Vision – che è possibile misurare in maniera oggettiva ciò che erroneamente viene considerato da molti marketer relativamente miopi, non misurabile. Sto parlando, appunto, del buzz. Oggi, con il SocialSearch di Google – seppur in modo ancora grezzo
Share L’ultima campagna che Orange ha mandato on air nel mese di settembre si chiama “Words” e si basa sul semplice, ma sempre non considerato, fatto che le parole possono assumere un significato different a seconda del contesto in cuoi vengono inserite. Una sola parola può essere utilizzata per coprire una molteplicità di situazioni, di
Ridatemi il motorino e la “nuova” frontiera della comunicazione
Advertising, Cool Hunting, DR_WHO Taccuino, Social network No Comments »Share La frontiera della comunicazione sui social network? Il modello di “richiesta d’aiuto per ritrovare il proprio motorino” che ho trovato ieri su FB potrebbe essere un ottimo spunto, che tiene conto del vero DNA dei social network: la relazione. Le persone si relazionano con altre persone, ed è grazie alla conversazione che ne scaturisce
Share Il fenomeno del blog pare abbia circa 12 anni. La sua nascita può esser fatta risalire al dicembre del 1997 quando Jorn Barger decise di raccogliere nella pagina del suo sito tutte le cose migliori che trovava surfando nel web. Da allora il “blogging “è diventato un vero e proprio fenomeno, con una sola
Share Rieccomi a voi dopo alcuni giorni di pausa forzata. E’ da qulache giorno online Officina Project : un progetto che ritengo interessante in quanto interpreta il “2.0″ [....ma quando si arriverà al 7.8.9...?]. Officina Project vuole posizionasi quale piattaforma di condivisione delle esperienze: una Agorà da cui far emergere tendenze attraverso, appunto, l’esperienza. Esperienza
Share Word Of Mouth o passaparola o buzz. Chiamiamolo come meglio crediamo, ma è un aspetto che le aziende trovano difficile realizzare. E non è un fenomeno solo italiano. Dall’ultima ricerca “Giving Customer Voice More Volume” appare come i manager ritengano importante il fenomeno del WOM per aumentare la fedeltà ed il valore del brand,
Share Greenpeace ha attaccato sulle pareti della metropolitana di Parigi e il volto del Presidente interpretando un poster di Obama con lo slogan “Sì dobbiamo”. Obiettivo richiamare l’attenzione ai negoziati internazionali sul clima. Chissà se Luca Conti che è stato a Parigi qualche giorno fa ci ha fatto caso. L’affissione selvaggia non si è svolta
Share Trasformo in post un mio commento ad un articolo sul WOM che i Ninja hanno messo online. L’interrogativo che Ninjamarketing pone è sul valore del Word Of Mouth all’interno delle strategie di marketing. Wom o non Wom? Questo è il problema. Ma questo è veramente il problema? Non penso. I mercati cambiano, si evolvono
Share Prendo spunto dall’interessante post di Sacha Monotti per riflettere sulla miopia di marketing che è difficile eliminare per una parte di manager ancorati, oserei dire, a “vecchie credenze“. Già ne avevo parlato. Il modo con cui l’azienda deve mantenere il contatto con il prorio target è cambiato. Ma se è cambiato il modo, deve
Share Not speaking in my name Dr_Who
Share Prendo spunto dal Blog di Sacha Monotti, per condividere con voi alcuni sponti su un post molto interessante. L’interrogativo che ci si pone è complesso: I marketers devono “possedere” o è sufficiente che “coltivino” le conversazioni riguardanti i loro prodotti o servizi? Dai vari spunti che il post suggerisce, ritengo che le aziende debbano innanzitutto
Share Dal blog di Andrea, Nella conferenza tenutasi a Parigi su Marketing 2.0 il gruppo Culture Buzz ha rilasciato le slide del suo intervento sul Buzz marketing e l´effetto esponenziale attraverso i social media. | View | Upload your own Dr_Who
Share Blog è bello. Certo. Ma sapere come si performa in rete è meglio. Ognuno di noi ha la possibilità di misurare – nel piccolo – le proprie performance. On top metterei le informazioni che Google fornisce in termini di BackLinks e PageRank (disponibili qui). Ma altre sono le informazioni che possiamo ricavare dalle statistiche
Share Se negli anno ’80 bastava ingaggiare Alberto Tomba per vendere pasta e automobili, nell’era del web a volte ci si fida più di un tassista che di Britney Spears, che ti invita a stappare una bibita con le bollicine. Perché si cercano queste nuove forme marketing che si propagano da persona a persona? La
Share A poche ore dallo spettacolodi colori nella centralissimapiazza di Spagna a Roma, le palline di plastica colorate lanciate da Graziano Cecchini sono già delle star… e non vi era alcundubbio che sarebbero presto apparse su eBay.it. Già da ieri i perspicaci utenti si stanno sfidando a colpi di aste! Nel pomeriggio il più veloce
Share Ne ho parlato poche ore fa (vedi post precedenti). Pare che la mia pensata era giusta: via spot and web“…Cecchini indossava un giubbotto sponsorizzato da Zig.it,un sito di suonerie e altri contenuti per cellulari. Un gestoprovocatorio di un artista o un’operazione di marketingstudiata nei minimi particolari? Abbiamo chiesto a MassimoMassano, Responsabile Marketing del sito
Share Una volta si diceva “la pubblicità è l’anima del commercio”. Oggi si può tranquillamente sostenere che “il buzz è l’anima del successo del commercio”. In America lo sanno bene, tant’è che dopo la vittoria a sorpresa nel New Hampshire – conseguita grazie all’apporto determinante del voto femminile – Hillary Clinton ha già messo a
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