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	<title>DR_WHO &#187; Risultati della ricerca  &#187;  progetto+di+senso</title>
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	<description>Unconventional Marketing Approach</description>
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		<title>Brand e Storytelling</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Jan 2012 19:32:10 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Lo avevo anticipato su FB ed eccomi a voi con questo primo post sullo Storytelling: un tema ampio che &#8220;chissà dove mi porterà&#8221; lo scandagliare le varie possibilità che i brand possono avere intraprendendo questo percorso. Come partenza vorrei condividere con voi un approccio metodologico che ho schematizzato e che vi ripropongo 1] L&#8217;approccio parte<p style="float: right;"><a href="http://www.drwho.it/2012/01/20/brand-e-storytelling/">Leggi tutto...</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
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			</a>
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<p style="text-align: justify;">Lo avevo anticipato su FB ed eccomi a voi con questo primo post sullo Storytelling: un tema ampio che &#8220;chissà dove mi porterà&#8221; lo scandagliare le varie possibilità che i brand possono avere intraprendendo questo percorso. Come partenza vorrei condividere con voi un approccio metodologico che ho schematizzato e che vi ripropongo</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.drwho.it/wp-content/uploads/2012/01/Schermata-2012-01-20-a-19.43.33.png"><img class="alignleft size-full wp-image-3108" title="Schermata 2012-01-20 a 19.43.33" src="http://www.drwho.it/wp-content/uploads/2012/01/Schermata-2012-01-20-a-19.43.33.png" alt="" width="468" height="343" /></a>1] L&#8217;approccio parte dalla &#8220;Storia&#8221;, ed è qui che si hanno i maggiori problemi: cosa raccontare? Ogni brand, se si osserva attentamente, ha una storia da raccontare. La difficoltà sta nel non individuarla nella sua sola narrazione storica, ma negli elementi della quotidianità che &#8220;fanno&#8221; la vita di un brand, che permettono di viverlo attraverso un approccio di tipo olistico che traduce la sterile &#8220;vendita di prodotti&#8221; in una più ricca condivisione di elementi Valoriali con le persone alle quali si decide di trasmettere la storia. In questi termini l&#8217;approccio dello storytelling non restituisce mai una storia dai contorni definiti, ma una esperienza &#8220;in fieri&#8221; che nel medio termine si trasforma facendo evolvere il brand, traguardandolo verso una mission non di posizionamento, ma di ruolo definito all&#8217;interno dell&#8217;ecosistema sociale entro cui il brand esiste (Sense Providing = <em>non cercare un posizionamento sul mercato, ma il tuo senso nella società</em>).</p>
<p style="text-align: justify;">2] Le persone che alimentano &#8211; vivendolo &#8211; quello che io chiamo il <a href="http://www.drwho.it/2009/10/29/progetto-di-senso-1/">Sistema narrativo</a>, conferiscono Carattere alla storia: la sua personalità, il tono di voce che si tiene; ed è attraverso questi elementi che si realizza l&#8217;apprendimento (non utilitaristico ma di ruolo) e si avvia quel processo di &#8220;affezione&#8221; che passa attraverso le Emozioni che il Sistema narratico con il suo tono ed il suo modo riesce a trasmettere.</p>
<p style="text-align: justify;">3] Appare evidente come le Persone abbiano un ruolo centrale, siano il propellente che dà fuoco alle polveri: il loro coinvolgimento diretto nella co-creazione attraverso la co-partecipazione alla storia garantisce l&#8217;avvio della trasformazione della storia stessa [1] attraverso un itinerario evolutivo che passa ineluttabilmente attraverso il dialogo con il brand (la Storia &#8220;fine o mezzo&#8221;?) per viverlo appieno e confermare/trasformare il carattere della storia stessa avviando così un &#8220;<em>continuum</em>&#8220;, un circolo virtuoso in cui innovare e rinnovare continuamente la narrazione senza che essa perda di identità e diventi scontata.</p>
<p style="text-align: justify;">In un meeting di questi giorni, ho avuto la possibilità di confrontarmi su temi di questo tipo, e la difficoltà che ho riscontrato sta nel portare gli interlocutori nella condivisione di questo terreno. L&#8217;impresa è veramente ardua, perchè richiede fondamentalmente tre fattori: propensione al cambiamento, capacità di ascolto, tempo.</p>
<p style="text-align: justify;">Il primo: necessario per avviare un percorso differente ed essere disposti a percorrere sentieri mai battuti affidando parte del brand a soggetti esterni l&#8217;azienda (appunto le Persone che decidono liberamente di entrare in relazione con noi). Il secondo: necessario per cogliere tutti i segnali  e gli stimoli  che un approccio di condivisione dona. Il terzo: necessario perchè il traguardo del ROI economico è spostato in là nel tempo per traguardare il quale è necessario gestire le altre forme di ROI dal sapore non finanziario (si veda la mia presentazione pay per Twit). Stay tuned!</p>
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		<title>Social Crochet: i social vanno vissuti per essere raccontati</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Nov 2011 21:13:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dr_Who</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quando vi ho parlato della storia di Roberta Castiglione e della sua lana d’Abruzzo, accennavo a come Roberta sia affidata alla community di Knitters (letteralmente “sferruzzatrici”) che ha messo su,  impostando un approccio dal basso con una strategia di comunicazione pull: saranno le appassionate dei lavori a maglia &#8211; alle quali Roberta ha offerto uno spazio<p style="float: right;"><a href="http://www.drwho.it/2011/11/23/social-crochet-i-social-vanno-vissuti-per-essere-raccontati/">Leggi tutto...</a></p>]]></description>
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			</a>
		</div>
<p style="text-align: justify;">Quando vi <a title="Il Senso della Lana d'Abruzzo" href="http://www.drwho.it/2011/11/09/il-senso-della-lana-dabruzzo/" target="_blank">ho parlato</a> della storia di <a title="Roberta Castiglione" href="http://robertafilavafilava.blogspot.com/" target="_blank">Roberta Castiglione</a> e della sua lana d’Abruzzo, accennavo a come Roberta sia affidata alla community di Knitters (letteralmente “sferruzzatrici”) che ha messo su,  impostando un approccio dal basso con una strategia di comunicazione pull: saranno le appassionate dei lavori a maglia &#8211; alle quali Roberta ha offerto uno spazio d’incontro creando il gruppo “<a title="Social Crochet" href="https://www.facebook.com/groups/102529083182219/" target="_blank">Social Crochet</a>”  - a parlare della lana d’Abruzzo. La curiosità è stata tanta: quest’ambiente andava (va) frequentato per poterlo raccontare. Il passo è stato breve: ho accettato l’invito a farne parte, ed oramai da oltre un mese sto  frequentando questa tribù di 568 appassionate ed appassionati dei lavori a maglia. In particolar modo dell’uncinetto. Non a caso parlo di tribù, in quanto al suo interno troviamo un insieme eterogeneo di  persone che si formano intorno alla pratica del lavoro a maglia, intorno al quale intrecciano   il valore del legame declinandolo attraverso i propri “oggetti di culto”</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.drwho.it/wp-content/uploads/2011/11/Schermata-2011-11-09-a-21.58.51.png" target="_blank"><img class="size-medium wp-image-3053 alignleft" title="Schermata 2011-11-09 a 21.58.51" src="http://www.drwho.it/wp-content/uploads/2011/11/Schermata-2011-11-09-a-21.58.51-300x125.png" alt="" width="300" height="125" /></a>,<a href="http://www.drwho.it/wp-content/uploads/2011/11/Schermata-2011-11-22-a-22.59.14.png"><br />
</a><a href="http://www.drwho.it/wp-content/uploads/2011/11/Schermata-2011-11-13-a-19.37.28.png" target="_blank"><img class="size-medium wp-image-3054 alignleft" title="Schermata 2011-11-13 a 19.37.28" src="http://www.drwho.it/wp-content/uploads/2011/11/Schermata-2011-11-13-a-19.37.28-300x214.png" alt="" width="300" height="214" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
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<p style="text-align: justify;">i “rituali” che chiamano “eventi social” per i quali hanno stilato un preciso calendario, durante i quali vengono condivise modalità operative di realizzazione.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-3057" title="Schermata 2011-11-13 a 19.41.57" src="http://www.drwho.it/wp-content/uploads/2011/11/Schermata-2011-11-13-a-19.41.57-300x65.png" alt="" width="300" height="65" />Ed è in quest’ambito che ho riscontrato un elevato tasso i innovazione: tutte insieme stanno riscrivendo i codici di comunicazione tecnica. Un vero e proprio nuovo vocabolario fruibile da tutti, indipendentemente dal fatto di essere esperti o meno. Ho capito che questo è stato un percorso graduale per permettere a tutte le persone del network di poter essere attivi e partecipi fin da subito. In ogni “rituale” vengono condivise singole foto di numero variabile, sulle quali ci sono indicazioni precise su come raggiungere ogni step. Se si trovassero delle difficoltà, basterà condividere sotto la foto d’interesse, l’ostacolo da superare&#8230; e così via. L’obiettivo che Roberta sta traguardando è la realizzazione di un tutorial mono immagine: un approccio decisamente non convenzionale fondato sul &#8220;togliere&#8221; piuttosto che sul &#8220;mettere&#8221;, che mira alla semplicità con cui deve confrontarsi un qualsiasi progetto di design,basato sul ragionamento e non sulla riproduzione a senso unico e &#8220;senza senso&#8221; nel rispetto dell&#8217;approccio di Confucio che diceva &#8220;<em>Dimmi e dimenticherò, mostrami e forse ricorderò, coinvolgimi e comprenderò</em>&#8220;.  Ho avuto la fortuna di presenziare la sua condivisione nel gruppo che ha destabilizzato un pò, ma l&#8217;effetto è stato assolutamente straordinario. Il concetto di Rito è pienamente assolto: i vari eventi social rappresentano occasioni in cui si rinnova l’adesione ai valori condivisi, si agisce sulla interazione delle persone e viene supportato dagli oggetti (di culto) dagli abiti (costumi rituali) dai luoghi, dalle parole (formule) dalle immagni (icone). Tutto ciò permette, ed è assolto ampiamente, a chiunque di imparare a fare crochet attraverso una metodologia più immediata che spaventa meno e avvicina un target &#8220;lontano dal fare convenzionale&#8221; e spesso noioso, che molte persone rifiutano credendo impossibile.</p>
<p style="text-align: justify;">Il grande lavoro che Roberta sta realizzando  è quello di offrire alle sue amiche tanti elementi nella prospettiva del Valore del legame, semplicemente chiedendosi cosa si possa apportare per migliorare la costruzione, lo sviluppo e il mantenimento dei legami “tribali” di questo gruppo di persone, piuttosto che concentrarsi sulla mera offerta di un bene ad un consumatore, considerato nel suo isolamento. E’ questo il giusto modo per alimentare l’affinità con un brand.</p>
<p style="text-align: justify;">Legame, Comunità, Autenticità: questi i Valori del marketing mediterraneo che scopro sapientemente declinati nella realizzazione di lavori a maglia. Roberta assieme alle sue 568 amiche sta interpretando al meglio i valori della post modernità. Tutto questo porta ad un risultato che può sorprendere: un risultato non convenzionale e virale. Tutte le Knitters di Roberta per la  loro autenticità ed apertura al nuovo si lasciano “trascinare” positivamente verso nuovi orizzonti, battendo nuove vie e tracciando nuovi percorsi: conoscono senza saperlo la viralità, la vivono direttamente ma non sanno neppure cosa sia.</p>
<p style="text-align: justify;">Ciò che Roberta Castiglione ci sta insegnando è che non bisogna strumentalizzare le tribù, bisogna agire insieme a loro: grazie alla frequenza dei rapporti ed alla carica emozionale che li pervade, le persone della stessa tribù maturano una elevata competenza sul prodotto, scoprendone utilizzi inconsueti. Ne abbiamo le prove.</p>
<p style="text-align: justify;">Come ho pubblicato più volte sulla mia bacheca di Facebook: “i social vanno vissuti per essere raccontati”, anche io ho dovuto “dare prova” delle mie abilià all’interno del Social Crochet, ma l’ho fatto a modo mio, con tanto di tutorial pubblicato ed archiviato nell’apposita sezione! Se vi va di provare cercate &#8220;<a href="https://www.facebook.com/groups/102529083182219/doc/146889308746196/" target="_blank">Braccialetto Cuki</a>&#8221; <img src='http://www.drwho.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.drwho.it/wp-content/uploads/2011/11/Schermata-2011-11-12-a-23.25.24.png" target="_blank"><img class="aligncenter size-medium wp-image-3068" title="Schermata 2011-11-12 a 23.25.24" src="http://www.drwho.it/wp-content/uploads/2011/11/Schermata-2011-11-12-a-23.25.24-300x232.png" alt="" width="270" height="209" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
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		<title>Verso la meaning society</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Nov 2011 23:05:59 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Oggi ho ricevuto in posta un interessante numero di Eurisko Trend. Al suo interno, tra gli altri un bell&#8217;articolo sull&#8217;influenza del web nel DNA di chi lo vive ogni giorno. Articolo di Edmondo Lucchi che voglio condividere con voi riportando alcuni stralci e che, per certi versi, spiega l&#8217;estrema scioltezza che i cd. nativi digitali<p style="float: right;"><a href="http://www.drwho.it/2011/11/12/verso-la-meaning-society/">Leggi tutto...</a></p>]]></description>
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			</a>
		</div>
<p style="text-align: justify;">Oggi ho ricevuto in posta un interessante numero di Eurisko Trend. Al suo interno, tra gli altri un bell&#8217;articolo sull&#8217;influenza del web nel DNA di chi lo vive ogni giorno. Articolo di Edmondo Lucchi che voglio condividere con voi riportando alcuni stralci e che, per certi versi, spiega l&#8217;estrema scioltezza che i cd. nativi digitali hanno con la rete e descrive bene come ciò stia avvenendo (e non sia avvenuto). Ogni tecnologia apre o chiude una serie di possibilità di azione. In particolare, le tecnologie della conoscenza e della comunicazione ampliano o almeno indirizzano le possibilità di percezione, memoria, elaborazione, condivisione e coordinamento degli essere umani. Moltissime sono possibilità espressive e di scelta che ne risultano facilitate. Col passare del tempo queste azioni, fruizioni e scelte ripetute nel tempo diventano ineluttabilmente comportamenti e abitudini, che a poco a poco sedimentano termini di riferimento ed ancoraggi percettivi, si stratificano rendendo possibili nuovi modi di vedere il mondo, e quando incontrano strutture economiche e processi sociali congruenti generano culture ed istituzioni differenti. Oggi tutti noi siamo &#8211; inconsapevolmente &#8211; all’interno di questo processo di cambiamento. Di evoluzione. E’ a questa area di esperienza che si riferiva lo slogan di McLuhan “Il mezzo è il messaggio”. Le esperienze che viviamo costantemente si sedimentano infatti in predisposizioni percettive e comportamentali. Oggi le esperienze che viviamo sono moltiplicate, nel bene e nel male, ed hanno un grado di coinvolgimento più ampio. In certi casi più profondo. I brand che riescono a percepire questo cambiamento “sociale” oltre ad avere un vantaggio in termini di “Ruolo” all’interno della società postmoderna, lo hanno in termini di osservazione dei consumatori in relazione diretta con la forma di esperienza che si decide di instaurare.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.drwho.it/wp-content/uploads/2011/11/Schermata-2011-11-11-a-23.00.00.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-3030" title="Schermata 2011-11-11 a 23.00.00" src="http://www.drwho.it/wp-content/uploads/2011/11/Schermata-2011-11-11-a-23.00.00-300x220.png" alt="" width="270" height="198" /></a>Tutto questo perchè:</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il web è un ambiente concreto</strong>. Dal grafico di lato (Fonte: Eurisko trend), l&#8217;aggettivo maggiormente utilizzato è &#8220;Utile&#8221; seguito da &#8220;Facile&#8221; e &#8220;Veloce&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L&#8217;Iniziativa all&#8217;utente e non all&#8217;emittente</strong>. In Rete vi è un’offerta sterminata a disposizione. Inevitabilmente non vi sono percorsi fruitivi predefiniti. L’utente deve chiedere, scegliere, prendere. Di qui un punto fondamentale: si deve sapere cosa si vuole. E questo che ha reso i consumatori più esperti.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Le relazioni sono multiple e flessibili</strong>. “Uno a uno”, “uno a molti”, “molti a uno”, “molti a molti”. E’ questa la struttura e l’essenza stessa della “rete”. Ciascun utente può diventare “emittente”. Non c’è dunque un “Soggetto Emittente Prioritario” che disponga stabilmente dell’“iniziativa comunicativa” o che eserciti una proprietà esclusiva sul “canale” e imponga la propria ege- monia agli utenti. In rete i rapporti tendono ad essere appiattiti</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Le persone sono stimolate a prendere l&#8217;iniziativa</strong>. Vivere l&#8217;ambiente di internet significa essere stimolati a prendere l&#8217;iniziativa in un contesto governato dalla conoscenza con riscontri continui</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Consapevolezza sistemica</strong>. La Rete &#8211; in quanto struttura informativa e comunicativa basata su parti in relazione tra di loro &#8211; costringe l’utente a sperimentare, e quindi ad essere consapevole che esiste un “Tutto”, che è il prodotto di un insieme di soggetti, tra i quali se stessi.</p>
<p style="text-align: justify;">La risultante complessiva di tutte queste istanze è una continua propulsione verso la generazione e la richiesta di “Significati” e di “Senso” (“meaning”). Si è sollecitati a chieder conto a sé e agli altri di ciò che avviene, delle scelte e delle intenzioni dietro i comportamenti e i desideri: “Perché stai facendo questa affermazione?”, “Perché ora desidero oppure devo comportarmi in questo modo oppure in quello?”; “Che valore ha questa scelta per me? E per te?” (liberamente estratto da Eurisko Social Trends).</p>
<p style="text-align: justify;">Se tutto questo è vero, come è vero, e lo traslassimo verso il mondo off-line, vedremo come nel momento i cui un brand decide di entrare in relazione con le persone, debba porsi delle domande molto profonde dalle risposte impegnative: <strong>Qual&#8217;è il senso</strong> della mia proposta? <strong>Quali sono le motivazioni</strong> per cui decido di rivolgermi ad un determinato gruppo di persone? <strong>Perchè richiedo di intraprendere</strong> una certa iniziativa?</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.drwho.it/wp-content/uploads/2011/11/Schermata-2011-11-11-a-23.40.35.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-3031" title="Schermata 2011-11-11 a 23.40.35" src="http://www.drwho.it/wp-content/uploads/2011/11/Schermata-2011-11-11-a-23.40.35-300x135.png" alt="" width="300" height="135" /></a>Mutuando il grafico di fianco nella vita off-line, è possibile ricavare una semplice guida (di difficile attuazione, però) di come un &#8220;approccio di senso&#8221; restituisca una profondità di feedback ineguagliabile che è dato dal modo con cui queste esperienze vengono fatte vivere.</p>
<p style="text-align: justify;">Dato che oggi non ha più senso di parlare di mondi reali e virtuali ma di realtà, và da sè che la richiesta di &#8220;Significato&#8221; e di &#8220;Senso&#8221; rappresentano la bussola verso la nuova relationship per un semplice fatto: le persone sono le stesse, sia fuori che dentro la rete. Il percorso verso quello che da tempo definisco &#8220;<a title="progetti di senso" href="http://www.drwho.it/?s=progetto+di+senso" target="_blank">progetti di senso</a>&#8221; è lungo ed articolato, implica scelte radicali da parte dei Brand, implica una rivisitazione in termini di ruolo sociale della propria Mission, implica &#8211; in sintesi &#8211; la volontà di un cambio di paradigma profondo. Ma non è un percorso impossibile. Vi invito a leggere la <a title="Roberta Castiglione e la lana d'Abruzzo" href="http://www.drwho.it/2011/11/09/il-senso-della-lana-dabruzzo/" target="_blank">Storia di Roberta e della sua Lana D&#8217;Abruzzo</a>: un esempio concreto di come si possa coniugare amore, rispetto, tradizione ed impresa.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
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		<title>Il Senso della Lana d&#8217;Abruzzo</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Nov 2011 21:25:35 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Questa è una storia. Mi piace aprire il post così. Questa è una storia che prende avvio per merito di un “Grazie!”. La protagonista della storia si chiama Roberta che ha fatto della sua passione per i lavori a maglia un lavoro. Un giorno Roberta riceve una mail &#8230; Un giorno ricevo una mail una<p style="float: right;"><a href="http://www.drwho.it/2011/11/09/il-senso-della-lana-dabruzzo/">Leggi tutto...</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
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			</a>
		</div>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.drwho.it/wp-content/uploads/2011/11/Schermata-2011-11-09-a-21.18.49.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-3019" title="Schermata 2011-11-09 a 21.18.49" src="http://www.drwho.it/wp-content/uploads/2011/11/Schermata-2011-11-09-a-21.18.49-300x220.png" alt="" width="300" height="220" /></a>Questa è una storia. Mi piace aprire il post così. Questa è una storia che prende avvio per merito di un “Grazie!”. La protagonista della storia si chiama Roberta che ha fatto della sua passione per i lavori a maglia un lavoro. Un giorno Roberta riceve una mail &#8230;</p>
<p style="text-align: center;"><em>Un </em><strong><em>giorno ricevo una mail</em></strong><em> una gentilissima mail </em><em>in cui mi si chiedeva se vendevo la lana e come si poteva acquistarla.</em></p>
<p style="text-align: center;"><em> </em></p>
<p style="text-align: center;"><em>La &#8220;lana d&#8217;Abruzzo&#8221; era stata la parola inserita su </em><strong><em>Google</em></strong><em> quel giorno in cui un&#8217;anziana mamma aveva richiesto a sua figlia un ultimo desiderio come regalo per il suo compleanno.. </em><strong><em>Lana d&#8217;Abruzzo</em></strong><em>..per fare una coperta a</em><em> punto tunisi</em><em>..un desiderio non da poco visto che il ricordo indelebile di questa lana era così lontano che con molta diffidenza si cercava di soddisfarlo. Internet e una amorevole figlia ci stavano provando.</em></p>
<p style="text-align: center;"><em> </em></p>
<p style="text-align: center;"><em>Così dall&#8217;Abruzzo sono partiti i primi 4 kg di lana direzione Milano..e solo qualche giorno dopo ricevo una telefonata..un&#8217;idimenticabile dolcissima telefonata.</em></p>
<p style="text-align: center;"><em> </em></p>
<p style="text-align: center;"><em>Una gentile signora, dalla voce stanca ma ancora distinta e decisa chiedeva di me..le è bastato dire il suo nome, che conoscevo come destinatario del pacco per capire chi fosse.</em></p>
<p style="text-align: center;"><em>Ho pensato a qualche problema..il pacco manomesso, un giudizio critico </em><em>sul prodotto qualcosa di imprevisto sicuramente..e invece la gentile signora mi aveva chiamata per dirmi &#8220;</em><strong><em>GRAZIE&#8221;</em></strong><em>..grazie per cosa?</em></p>
<p style="text-align: center;"><em>Aveva aperto il grande pacco che aveva atteso trepidante, </em><em>e si era ritrovata di colpo con la faccia immersa fra la lana, se l&#8217;era portata al petto, sul viso toccandola, stringendola a sè e quel profumo di sapone misto a lanolina le avevano riportato di colpo alla mente ricordi sotterrati da troppi anni di vita vissuta;</em><em>..il suo racconto..un&#8217;infanzia vissuta nel </em><strong><em>Gargano </em></strong><em>in cui si aspettava la primavera per vedere ritornare le pecore, si assisteva tutti insieme al bagno in mare, la tosatura, il lavaggio della lana..ma anche poi alla fine..con le donne si partecipava alla filatura e alla tessitura, si insegnava alle bambine a lavorarla con i ferri o l&#8217;uncinetto, si scambiavano idee e consigli..un rito..un antico rito che raccoglieva l&#8217;intera famiglia in un unico indimenticabile evento. </em></p>
<p style="text-align: center;"><em> </em><em>L&#8217;ultima volta lei aveva 11 anni e la guerra l&#8217;avrebbe poi portata lontana da quei luoghi e da quei ricordi..ma non li avrebbe mai cancellati tanto che al solo profumo di lanolina che da una scatola si era profuso in tutto l&#8217;ambiente aveva fatto riemergere e trasformare un ricordo ancestrale così profondo in una fantastica nuova esperienza da vivere. </em><em>Grazie per aver fatto emergere quei ricordi, azioni e volti; grazie per aver realizzato il suo sogno..un ultimo sogno forse l&#8217;ultimo della sua vita materializzato in una coperta..da lasciare a sua figlia..grazie per voler far vivere questa esperienza anche ad altre persone&#8230;perchè è un&#8217;esperienza speciale.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Questa mail è stato lo sprone per realizzare un gran bel progetto. Uno di quelli che a me piace definire “<a title="i progetti di senso" href="http://www.drwho.it/?s=progetto+di+senso" target="_blank">di senso</a>”. Mail che <a title="Roberta Castiglione" href="http://robertafilavafilava.blogspot.com/" target="_blank">Roberta Castiglione</a> ha assurto a <strong>Manifesto</strong> del suo progetto, del suo essere imprenditore: posizionare la lana d’Abruzzo nel rispetto della tradizione locale rivitalizzando i soggetti del territorio che, per colpa della globalizzazione, stentavano a sopravvivere. Roberta ha macinato molti chilometri per le terre d’Abruzzo, cercando queste persone: i pastori innanzitutto, per comprendere le varie tipologie lane che le diverse pecore potevano regalare, i laboratori tessili. Non so quante persone abbia incontrato, sentito, stimolato. Quel che so è che Roberta è riuscita a ricostruire l’intera filiera che dall’ovile porta la lana tra le abili mani delle Knitters, le “sferruzzatrici”. L’intervento sulla “matassa” finita è un capolavoro di rispetto, di coerenza nel credere nel potenziale di un materiale così naturale, sano e vivo: il suo colore è, come lo definisce Roberta, “color pecora” introvabile in Italia. Non solo: al momento 15 sono le referenze che è riuscita a realizzare nel rispetto della tradizione e <a title="Vendita lana d'Abruzzo" href="http://creakitshop.com/" target="_blank">vendere online</a>. Come veicolare un prodotto nato così visceralmente? Un logo non serve a nulla se non è supportato dall’esperienza. La sua mail-manifesto le viene di nuovo incontro come ispirazone: far provare a tutte le sue amiche kniters la sensazione che la signora ottantenne aveva provato nel riabbracciare la lana di quando era bambina. Una experience di questo tipo esigeva ed esige un paradigma di marketing antitetico rispetto agli approcci usuali. Il profilo di autenticità del progetto, il rispetto dei valori e della filiera originale ricostruita con fatica e passione necessitano di una immagine giusta e di un giusto messaggio. Roberta si affida, come ha fatto per la ricostruzione della filiera, alle persone, alla community si Knitters che ha messo su, impostando un approccio dal basso: saranno le oltre 488 “sferruzzatrici” che ha riunito nel tempo nel gruppo “<a title="Social Crochet su Facebook" href="https://www.facebook.com/groups/102529083182219/" target="_blank">Social Crochet</a>” a parlare della lana d’Abruzzo, coinvolgendole in maniera attiva continuando ad offrire loro possibilità di <a title="CreaKit" href="http://creakit.blogspot.com/" target="_blank">creare idee</a> e condividerele. Fin da subito escono fuori i plus della lana d’Abruzzo: la sua morbidezza, la piacevolezza al tatto, il suo profumo, il rilascio di un velo impercettibile di lanolina durante la lavorazione che spinge molte a cambiare la tiplogia di “ferri” che vengono utilizzati: dal metallo al legno, perchè la natura chiama la natura. Tutto questo è avvenuto spontaneamente, rispondendo pienamente al fatto che un progetto di senso è naturale, vissuto come normale e, quindi, accettato. Con il progetto lana d’Abruzzo, Roberta ha fornito &#8211; e continua ad offrire &#8211; a tutte le persone coinvolte nell’intera filiera allargata, opportunità creative, d’innovazione che stanno facendo la differenza. Il percorso è ben lungi dall’essere concluso, ma chi ben comincia &#8230;. stay tuned!</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
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		<title>Il Valore del Senso</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Jul 2011 19:47:21 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Lo scorso 21 luglio ho tenuto il webinar sul tema “Open innovation”. Vari sono stati i punti trattati, tra tutti l’importanza per il brand di affidarsi alla propria storia. Affidarsi, e non è un verbo scelto a caso. La sua etimologia da “affidare” prende le radici nel significato di “dare in custodia”, “consegnare alla cura”,<p style="float: right;"><a href="http://www.drwho.it/2011/07/26/il-valore-del-senso/">Leggi tutto...</a></p>]]></description>
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			</a>
		</div>
<p style="text-align: justify;">Lo scorso 21 luglio ho tenuto il webinar sul tema “Open innovation”. Vari sono stati i punti trattati, tra tutti l’importanza per il brand di affidarsi alla propria storia. Affidarsi, e non è un verbo scelto a caso. La sua etimologia da “affidare” prende le radici nel significato di “dare in custodia”, “consegnare alla cura”, più in generale “garantire”. E’ dalla propria storia che il Brand può addirittura arrivare a spogliarsi di se stesso e riverstirsi di sostanza ed approcciare il mercato attraverso la realizzazione di <a href="http://www.drwho.it/2009/12/02/progetto-di-senso-3/">progetti di senso</a>. Abbiamo alcuni esempi di brand noti che hanno intrapreso questo percorso: nel maggio del 2009 la vodka “Absolut” lanciò una limited edition: no label, senza etichetta. Per la prima volta un brand ha avuto il coraggio di affrontare il mondo completamente nudo (rif. L’internazionale 15 luglio 2010) presentando una bottiglia senza etichetta e senza logo per veicolare l’idea che l’aspetto esteriore non conta, l’importante è il contenuto. Un approccio forte. Se riflettessimo solo su queste parole, vedremo che il lavoro da fare è immenso e che i confini operativi in termini di possibilità si allargherebbero a dismisura. Starbuks ha fatto altrettanto. Ha inaugurato il suo primo negozio senza marchio a Seattle, chiamandolo <a href="http://www.psfk.com/2009/07/inside-starbucks-new-stealth-store-15th-avenue-e-coffee-and-tea.html">15th Avanue E Coffee and Tea</a>. All’interno del locale i clienti erano invitati a portare la loro musica preferita da trasmettere nel locale e a far conoscere le causo sociali a cui tenevano di più: tutto per contribuire a creare quello che l’azienda ha definito una “personalità collettiva”. Il percorso è lungo e faticoso: il primo passo, come ho anticipato nel webinar, è diventare notai del brand che gestiamo, partendo dal passato ed identificando le storie che hanno fatto, nel bene e nel male, il brand che rappresentiamo. Ci si sorprenderà a scoprire che si hanno storie ogni qualvolta personaggi ed avvenimenti particolari si influenzano a vicenda, formando una narrazione con un suo significato (rif. Flannery O&#8217;Connor). Costruiamo su queste. Scoproremo che avremo la possibilità di raccontare nuove storie all&#8217;interno delle quali convoglieranno persone grazie ad avvenimenti particolari (i famosi progetti di senso che amo tanto). Avvenimenti e persone si influenzeranno a vicenda, creando delle narrazioni con specifici significati. Come diceva <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Studs_Terkel">Studs Terkel</a>, un grande storico dell&#8217;oralità &#8220;la speranza non è mai discesa dall&#8217;alto, è sempre spuntata dal basso&#8221;. E pensare che nemmeno qualche settimana fa un responsabile marketing mi ha detto che vogliono aumentare la dimensione del logo sui loro materiali BTL. &#8230; C&#8217;è speranza?</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Stop talking, Start planting</title>
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		<pubDate>Sat, 14 May 2011 10:02:26 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Rieccomi a voi dopo una pausa &#8220;forzata&#8221; da impegni lavorativi. Più volte abbiamo parlato dei &#8220;progetti di senso&#8221; e di come siano il futuro per la relationship tra brand e persone. Nell&#8217;ultimo numero di Wired (a pagina 108) viene riportato quanto Mark Zuckerberg ha annunciato in autunno al Web 2.0 summit si San Francisco &#8220;nei<p style="float: right;"><a href="http://www.drwho.it/2011/05/14/stop-talking-start-planting/">Leggi tutto...</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
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<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.drwho.it/wp-content/uploads/2011/05/Schermata-2011-05-14-a-11.36.12.png"><img class="alignleft size-full wp-image-2930" title="Schermata 2011-05-14 a 11.36.12" src="http://www.drwho.it/wp-content/uploads/2011/05/Schermata-2011-05-14-a-11.36.12.png" alt="" width="178" height="206" /></a>Rieccomi a voi dopo una pausa &#8220;forzata&#8221; da impegni lavorativi. Più volte abbiamo parlato dei &#8220;<a href="http://www.drwho.it/2009/12/02/progetto-di-senso-3/">progetti di senso</a>&#8221; e di come siano il futuro per la relationship tra brand e persone. Nell&#8217;ultimo numero di <a href="http://www.wired.it">Wired</a> (a pagina 108) viene riportato quanto Mark Zuckerberg ha annunciato in autunno al Web 2.0 summit si San Francisco &#8220;<em>nei prossimi cinque anni, la maggior parte delle aziende sarà ripensata per essere social e disegnata intorno alle persone</em>&#8220;. Oggi, su <a href="http://www.repubblica.it/persone/2011/05/13/news/felix_finkbeiner-alberi-16090583/?ref=HREC2-13">Repubblica.it</a>, leggo un interessante articolo di un ragazzo tredicenne che in quattro anni è riuscito a realizzare il suo sogno &#8220;piantare un milione di alberi&#8221;. Il primo lo aveva piantato nel giardino della sua scuola; il milionesimo il 4 maggio dello scorso anno. La cosa interessante è che la vision di Felix Finkbeiner si è trasformato nel progetto &#8220;<a href="http://www.plant-for-the-planet.org/it/take-action/stop-talking-start-planting">Plant for the planet</a>&#8221; una associazione formata completamente da ragazzini di 12 anni: piccoli ambasciatori  della saluta del pianeta che vanno in giro a dare &#8220;lezione di sogni&#8221;. Hanno tutti una visione precisa e sanno come raccontarla: &#8220;Vorremmo che gli esseri umani della nostra generazione si sentano cittadini del mondo&#8221;. Plant for The Planet rappresenta un progetto forte ed è capace non solo di far aggregare attorno a sè spontaneamente persone, ma è capace a renderle attive e a prendere una precisa posizione. Ha un approccio prettamente meridiano. Sarebbe interessante sapere cosa ne pensa John Grant (<a href="http://www.drwho.it/2011/05/03/john-grant-in-italia-per-te-uno-sconto-del-10/">presente a Milano il prossimo 24 maggio</a>)Se è vera la &#8220;previsione&#8221; di Zuckerberg, allora è vero che i brand dovranno muoversi nell&#8217;ambito di progetti di senso. Ma non finisce qui: quelli che definiamo &#8220;nativi digitali&#8221; sono già qui, e questo progetto è la prova tangibile di cosa siano capaci di realizzare. Il futuro è in buone mani.</p>
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		<title>Italiani 2.0</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Feb 2011 05:54:42 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ieri sera in occasione del Social Media Week a Roma, pressoil Tempio di Adriano, è stato trasmesso &#8220;Italiani 2.0 &#8211; storie di felicità ed infelicità tecnologiche&#8221; il primo docu-web autoprodotto dagli internauti, figlio del progetto Techlovers. Un cortometraggio che esplora le relazioni sottili tra gli italiani e la tecnologia realizzato da Lino Palena e Luca Leoni. Lino<p style="float: right;"><a href="http://www.drwho.it/2011/02/10/italiani-2-0/">Leggi tutto...</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
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			</a>
		</div>
<p style="text-align: justify;">Ieri sera in occasione del Social Media Week a Roma, pressoil Tempio di Adriano, è stato trasmesso &#8220;Italiani 2.0 &#8211; storie di felicità ed infelicità tecnologiche&#8221; il primo docu-web autoprodotto dagli internauti, figlio del progetto <a href="http://www.techlovers.it/">Techlovers</a>. Un cortometraggio che esplora le <strong>relazioni</strong> <strong>sottili tra gli italiani e la tecnologia </strong>realizzato da Lino Palena e Luca Leoni. Lino e Luca con la loro troupe hanno percorso in lungo e in largo l&#8217;Italia inseguendo i sogni, le speranze, le tensioni e le tantissime storie di felicità e infelicità tecnologica degli italiani al tempo di Internet. Italiani 2.0 è<strong> un’ indagine etnografica </strong>non scientifica, una narrazione possibile per celebrare le storie di vita delle persone, supportando il progetto di senso di coloro che vivono Internet e le nuove tecnologie come strumenti di espressione, legame, imprenditorialità, creatività, libertà. <a href="http://www.etnografiadigitale.it/2011/02/italiani-2-0-alla-social-meda-week/">Qui il docuweb assieme agli approfondimenti</a> di Giovanni Artieri (<em>docente di Sociologia dei new media all’Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo” e vicedirettore del LaRiCA (Laboratorio di Ricerca sulla Comunicazione Avanzata) presso il Dipartimento di Scienze della Comunicazione) </em>e di Alfonso Amendola (<em>ricercatore</em> <em>presso il Dipartimento di Scienze Politiche, Sociali e della Comunicazione dell’Università di Salerno).</em></p>
<p><em>(<a href="http://vimeo.com/19975642">Video completo</a>)</em></p>
<p><em><br />
</em></p>
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		<title>Sveglia!</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Jan 2011 22:32:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dr_Who</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Con il pay off &#8220;vivi veramente&#8221; si propone sulla scena FirstLaife una community di giovani pugliesi incontentabili. FirtLaif è un laboratorio sociale di giovani cha hanno deciso di essere artefici del cambiamento: la piazza virtuali per tutti quelli che credono che il cambiamento parta da se stessi. Si tratta di un gioco sociale, di un<p style="float: right;"><a href="http://www.drwho.it/2011/01/11/sveglia/">Leggi tutto...</a></p>]]></description>
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			</a>
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<p style="text-align: justify;">Con il pay off &#8220;vivi veramente&#8221; si propone sulla scena <a href="http://www.firstlaif.it">FirstLaife</a> una community di giovani pugliesi incontentabili. FirtLaif è un laboratorio sociale di giovani cha hanno deciso di essere artefici del cambiamento: la piazza virtuali per tutti quelli che credono che il cambiamento parta da se stessi. Si tratta di un gioco sociale, di un laboratorio di idee pensato per tutti i giovani che vogliono esprimere il proprio talento, creatività e impegno sul territorio in un&#8217;ottica di miglioramento e trasformarmazione della propria regione. Il lancio dell&#8217;iniziativa ha visto la realizzazione di una attività non convenzionale on the road che vi invito a guardare.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/Ns2A483w0e4?fs=1&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="385" src="http://www.youtube.com/v/Ns2A483w0e4?fs=1&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>interessante è anche il modo con cui i ragazzi hanno voluto ironizzare su un problema comune a molte città italiane</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/taxfv61zVCw?fs=1&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="385" src="http://www.youtube.com/v/taxfv61zVCw?fs=1&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;impatto sociale e la volontà di indirizzare sforzi verso la realizzazione di progetti di senso, noto con piacere che sta iniziando a prendere forma. Invito Enrico Oivieri dell&#8217;agenzia <a href="http://www.pensieroliquido.com/">TOM</a> di Bari, a tenermi aggiornato sulle evoluzioni di questo interessante progetto e, se ne avesse la possibilità, anche dei follow up!</p>
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		<title>Come suona il caos il documentario</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Nov 2010 19:15:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dr_Who</dc:creator>
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		<category><![CDATA[il senso delle cose]]></category>
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		<category><![CDATA[progetti di senso]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8230;. &#8220;forse è arrivato il tempo di ripartire. Ripartire per un viaggio diverso verso una uova destinazione. Forse le nuove generazioni hanno capito qual&#8217;è la direzione corretta. Forse è tornato il tempo per guardare avanti: fermarsi, spegnere il motore, tirare giù i finestrini e ascoltare il vento. In silenzio, cercando di comprenderei segnali della terra.<p style="float: right;"><a href="http://www.drwho.it/2010/11/04/come-suona-il-caos-il-documentario/">Leggi tutto...</a></p>]]></description>
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			</a>
		</div>
<p style="text-align: justify;">&#8230;. &#8220;<em>forse è arrivato il tempo di ripartire. Ripartire per un viaggio diverso verso una uova destinazione. Forse le nuove generazioni hanno capito qual&#8217;è la direzione corretta. Forse è tornato il tempo per guardare avanti: fermarsi, spegnere il motore, tirare giù i finestrini e ascoltare il vento. In silenzio, cercando di comprenderei segnali della terra. E&#8217; da qui che ricominceremo. Il mondo è pronto.&#8221;</em>&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;">Vi regalo, grazie a Luca Leoni di <a href="http://www.ninjamarketing.it">Ninjamarketing</a>, il documentario del progetto &#8220;<a href="http://www.comesuonailcaos.it">Come suona il caos</a>&#8220;: il <a href="http://www.drwho.it/?s=progetti+di+senso">&#8220;progetto di senso</a> per eccellenza&#8221; oserei dire, comunque un esempio da imitare per i brand che decidono di approcciare il mercato cambiando paradigma. Buona visione e buona riflessione.</p>
<p>(Documentario Parte 1)</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="440" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/bJQa1CdARTI?fs=1&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="440" height="385" src="http://www.youtube.com/v/bJQa1CdARTI?fs=1&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>(Documentario Parte 2)</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="440" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/jL4z3MPg5qs?fs=1&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="440" height="385" src="http://www.youtube.com/v/jL4z3MPg5qs?fs=1&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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		<title>Happiness goes around 2</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Jun 2010 05:30:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dr_Who</dc:creator>
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		<category><![CDATA[tour attorno al mondo]]></category>
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		<description><![CDATA[E’ una di quelle opportunità che capitano una sola volta nella vita: essere scelti per fare il giro del mondo visitando ben 206 paesi nell’arco di un anno alla ricerca della felicità. E’ quello che è successo a tre giovani, due ragazzi e una ragazza, selezionati tramite un concorso on line globale e diventati il<p style="float: right;"><a href="http://www.drwho.it/2010/06/25/happiness-goes-around-2/">Leggi tutto...</a></p>]]></description>
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			</a>
		</div>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.drwho.it/wp-content/uploads/2010/06/AK-Trevi.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2413" title="AK Trevi" src="http://www.drwho.it/wp-content/uploads/2010/06/AK-Trevi-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a> E’ una di quelle opportunità che capitano una sola volta nella vita: essere scelti per fare il giro del mondo visitando ben 206 paesi nell’arco di un anno alla ricerca della felicità. E’ quello che è successo a tre giovani, due ragazzi e una ragazza, selezionati tramite un concorso on line globale e diventati il team di <strong><a href="http://www.expedition206.com/" target="_blank">Coca-Cola Expedition 206</a>. </strong>Tony Martin, 29 anni,originario di Washington D:C:,  fa l’insegnante in un asilo infantile a Monaco in Germania; Kelly Ferris ,22 anni, è nata in Sud Africa, ma si è trasferita da piccola a Bruxelles dove ora frequenta l’Università; Antonio Santiago, 24 anni, è uno studente universitario di Mexico City  ed è appassionato di arti marziali. I ragazzi sono arrivati a Romo lo scorso 21 giugno con lo copo di scoprire cosa rende felici gli italiani ed in particolare cosa rende felici i ragazzi italiani. Non ho avuto modo di incontrarli personalmente per precedenti impegni, ma contattato dal PR Brand di Coca-Cola, ho chiesto di aggiornanrmi sui loro movimenti.  “Tony, Antonio ed io abbiamo avuto l’opportunità davvero unica di poter fare questo viaggio e di incontrare migliaia di persone alla ricerca della felicità”, ha commentato Kelly Ferris, la ragazza del gruppo. “E’ un compito duro, ma penso che non ci sia modo migliore di trascorrere un anno della propria vita se non alla ricerca di cosa rende le persone davvero felici”- ha aggiunto Tony Martin. Antonio Santiago ha concluso dicendo “ Questo tour mi darà l’opportunità unica di condividere le mie esperienze con un pubblico davvero globale, attraverso i blog, le immagini ed i video dedicati al progetto.”</p>
<p style="text-align: justify;">Ma perchè un progetto del genere? Dal mio punto di vista Coca-Cola da sempre incarna i valori della felicità in senso lato e della spensieratezza. Expedition 206 è assolutamente un <a href="http://www.drwho.it/?s=progetto+di+senso" target="_blank">progetto di senso</a> che vede il brand far impegnare in prima persona i ragazzi che si riconoscono in certi valori e, dai ragazzi stessi, far venir fuori gli elementi che guidano le  loro scelte. Al termine del tour, infatti, tutte le interviste raccolte verranno aggregate e forniranno una fedele &#8220;mappa&#8221; che mostrerà la direzione verso la quale l&#8217;universo giovanile worldwide si sta dirigendo. Vedremo, poi, come il brand si muoverà.  A riprova del posizionamento coerente di Coca-Cola in questa direzione, voglio riproporvi un vecchio spot -anche se fuori stagione &#8211; che per molti rappresenta una vera icona, accompagnata da un commento presente sul canale YT &#8220;<em>Se avesse potuto vedere questo video mia madre sarebbe stata felice,  perche&#8217; l&#8217;adorava, quando non la mandavano in onda  si intristiva, poi  ad un tratto  riappariva e lei﻿ felice saltava dicendo eccola adesso si  che e&#8217; natale</em>. &#8220;</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/BdPP_-CAVNg&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="385" src="http://www.youtube.com/v/BdPP_-CAVNg&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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