Il presidio dei Social Media necessita di una strategia

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La pianificazione della presenza sui socal media non è più un elemento accessorio, ma diventa parte integrante di quella che dovrebbe essere una precisa strategia di presidio del mercato sociale.  Parte integrante delle strategia di presidio in quanto il brand deve necessariamente chiedersi dove partecipare e come partecipare. Ad oggi il basso costo relativo devia i marketer da quello che è il giusto approccio sui social, con l’inevitabile risultato che vengono utilizzati alla stessa stregua di un billboard arricchito dalla possibilità di essere linkati ad un sito tipica di un banner. Va da sè che se si esclude un utilizzo così miope delle piattaforme di social networking, appare chiaro che un inquadramento strategico del loro utilizzo all’interno di un acornice di relationship complessa è determinante. L’elemento discriminante sta nel ricercare il giusto engagement. Purtroppo questo approccio non viene seguito nella maggior parte dei casi. L’utilizzo “like billboard” dei social networking, porta inevitabilmente ad una selezione naturale: in un ambiente complesso solo i più organizzati e “lungimiranti” possono non dico avere successo, ma essere in grado di competere. a strategy for social mediaSe è vero che l’utilizzo maggiore dei social media è destinato alla costruzione dell’immagine del brand, piuttosto che nella costruzione di un buon network, è implicito che non inquadrare le azioni connesse all’inerno di un preciso inquadramento strategico è forviante ma anche inefficiente. Un primo passo verso una giusta strategia, sta nell’integrazione dei diversi media utilizzati in un approccio di  media mix e non di media plan. L’integrazione deve essere vissuta come un effetto flipper: indipendentemente dal medium che mi colpisce, il messaggio deve rimandarmi ad un medium differente spingendomi verso un percorso durante il quale l’intero concept del pay off si manifesta. In ogni medium, piattaforma coinvolta, il messaggio prende forma e si trasforma con diversi gradi di integrazione/engagement. E’ una scelta ardua, ad oggi, ch eporta inevitabilmente ad una seleziona naturale dell’audience. Ma è questo il traguardo: autoselezionare gli adopter che fungano anche da advocacy per un giusto e mirato buzz.

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Al via i Bloom di Dr_Who

DR_WHO Taccuino 14 Comments »

Era da un pò che lo dicevo, ma ora sono pronti! Mi piacerebbe sperimentare, con chi fosse interessato, una serie di occasioni per approfondire vari temi relativi al nuovo marketing. Occasioni a costo accessibile. Obiettivi degli incontri: 1. condividere l’experience lavorativa di ogni giorno, 2. cercare insieme il giusto approccio di cui le aziende hanno bisogno per poter vivere (e non sopravvivere) sul mercato, 3. pagare un prezzo equo per crescere e formarsi in ambiente marketing.

bloom copia

La partecipazione è a numero chiuso: 8 partecipanti per ogni incontro. Il prezzo per ogni partecipante – da considerarsi come rimborso spese per ogni incontro – è pari a 130€ iva inclusa.

Gli incontri si terranno, a Roma, di Sabato, dalle 15:00 alle 20:00, non in aula ma in locations che stimolino cervelli predisposti al nuovo: iniziamo in una galleria d’arte contemporanea.[ GalleriaGallerati ]

Chi viene da fuori, può pernottare presso Hotel Laura [a P.zza Bologna, convenzionato con la galleria] a pochi minuti dal luogo degli incontri.

Il pagamento della quota avverrà direttamente “on site” il giorno del seminario.

La quota comprende: materiale didattico, t-shirt personalizzata

Se vuoi partecipare, prenota la tua presenza inviando una mail drwho@unconventionalm.it con oggetto “i Bloom di Dr_Who” indicando il tuo nome e cognome, un recapito telefonico per un veloce contatto ed il seminario a cui sei interessato.  Se ci siete, si inizia il 20 marzo con il seminario “Dal CRM alla Relazione”

Vi aspetto!

Wordle: felicità

DR_WHO Taccuino, Eco, Green marketing [il manifesto], Marketing mediterraneo No Comments »

Wordle: http://www.drwho.it/2010/01/14/the-road/ Questo è il Wordle del mio ultimo post su Coca-cola. Cliccando sull’immagine potete vederla nella sua interezza. La parola “Felicità” campeggia al centro. La cosa interessante è che accanto a questa parola, compare un aggettivo: necessario. Sbizzarritevi a cercare percorsi in questo Wordle labyrinth. Troveremo certamente i fondamenta di un approccio meridiano.

Coca-Cola happiness machine

Cool Hunting, DR_WHO Taccuino No Comments »

Engagement è la parola magica. Molto usata, poco applicata perchè difficile è la sua realizzazione. Riporto qui un bell’esempio di engagement + video che ha realizzato Coca-Cola. L’obiettivo era quello di entrare in contatto con i ragazzi non utilizzando la TV oppure i giochi online. Alta la sfida, direi. Voi come vi sareste mossi? GoViral, l’agenzia che per Coca-Coal ha realizzato l’iniziativa, ha pensato bene di essere lì dove i ragazzi si trovano: nei college. Ma come? Trasmettendo il valore positivo della felicità. Anzi, facendo vivere il concetto della felicità (engagement, appunto). Operativamente ha posizionato – nei maggior college americani -  delle macchinette dispenser della bevanda a prima vista, ma a vedere bene sono delle macchinette dispenser di felicità a piccole dosi . Una telecamera ha ripreso il tutto: se osservate i visi degli studenti, è facile notare l’entusiasmo genuino che il dispenser di felicità ha loro regalato. Il vdeo ha in sè un grande potenziale virale che sta già esprimendo: fino ad ora oltre 660 blog hanno riportato la news e Twitter ha fatto registrare oltre 4.700 cinguetii. Perchè è virale? semplicemente perchè la felicità e contagiosa! Buona felicità a tutti!

Facebook il cannibale

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FACEBOOK non solo ha aiutato la gente a fare un’infinità di nuove connessioni, ma ha anche ispirato una sceneggiatura. Un film chiamato “La rete sociale”, che dovrebbe essere pubblicato entro la fine dell’anno, sarà traccia ascesa del sito dalla sua fondazione nel 2004 per diventare il re del mondo social-networking (via The Economist). facebook il cannibalePosizionando i 4 più noti social network su google trend, la situazione è facilmente prevedibile. Quello che è impressionante è il cosiddetto “effetto rete”: la crescita è esponenziale con il numero di persone che sono collegate ad una piattaforma di social networking. Oltre 70 lingue parlate al suo interno ed una versione “Lite” per i paesi privi di connessione ad alte velocità ed il gioco è fatto. Il core business non è solo mettere le persone in connesione tra loro, ma offrire loro una serie di opportunità per poterlo fare e di gestire il modo di condivisione garantendo una flessibilità della privacy. Semplice. Il crowdsourcing, poi, ha contribuito notevolmente al successo: tramite le applicazioni, molti possono diventare dei “programmatori” ed arricchire le modalità di networking. Facebook ha ormai più di 1 milione di sviluppatori d e la sua directory online contiene oltre 500.000 applicazioni. Tra tutte, l’applicazione Connect viene definita da Mark Zuckerberg come una “inversione del modello” di social networking. Invece di essere costretti a venire al sito web di Facebook, gli utenti possono prendere la loro identità Facebook e la rete di amici ad altri siti web e dispositivi, come le console di gioco. Questo significa che non è più necessario creare un nuovo gruppo di amici online ogni volta che visita una destinazione diversa sul web. (Su The Economist ulteriori approfondimenti). La soddisfazione del bisogno di “socialità” è garantito. E a diversi livelli. Secondo me quello che “si vede” su www.facebook.com è solo una parte infinitesimale della soddisfazione del bisogno di “socialità”. A diversi livelli FB ha raggruppato attorno a sè non solo i nostalgici che ricercano i vecchi amici di scuola – così era buzz posizionato FB fino a due anni fa – ma ha avuto la capacità di raggruppare attorno a sè delle comunità spontanee “blind”: i cosiddetti sviluppatori. Affidando a loro non il Brand, ma lo sviluppo di gangli vitali del suo engine, FB ha impresso un forte senso di appartenenza dalla caratteristica oserei dire elitaria. Mark Zuckerberg non è venuto meno alla sua mission, anzi l’ha amplificata ed interpretata in modo creativo: soddisfare il bisogno di “socialità”.

Mobile last in

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Una interessante intervista all’amico Andrea Boaretto relativamente ai dati sul mobile mkt che è stato presentato due giorni fa al Politecnico di Milano

I Clienti e l’engagement: i tempi sono maturi

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Spostare gli investimenti dai media tradizionali verso quelli digitali, non è sufficiente per ra realizzazione di un mix efficace. La maturità del versante digitale impone anche un adeguamento delle  strategie di marketing, che non sempre avviene. L’adeguamento riguarda l’interpretazione del mix, cambiando l’approccio di fondo. E’ necessario spostare il focus dalla semplice “presenza in rete” ad una presenza attiva ed interattiva. Secondo l’ultimo rapporto di Alterian,  questo nuovo focus è chiesto proprio dalle persone: i messaggi “tollerati” sono quelli che vengono ritenuti adeguate, tempestive e pertinenti. Tre agettivi che è difficile far convivere con un approccio monodirezionale e che possono essere tradotti cone Engagement. 110781 La maggior parte dei marketer intervistati ritiene fondamentale l’utilizzo dei social network e il 14% lo ritiene critico per il successo. Se questi son i dati, dall’altro lato c’è la questione della comprensione nell’utilizzo delle piattaforme social: la maggior parte delle aziende afferma che la conoscenza è limitata alle risorse che lavorano negli ambiti digitali. Questo scenario, secondo me, fornisce delle grandi opportunità. Noi marketer di oggi apparteniamo ad una generazione di passaggio: non siamo nativi digitali; siamo quelli che quando squillava il telefono facevamo a gara con i fratelli per andare a rispondere. Ma abbiamo  la grande opportunità di sperimentare, di iniziare a traghettare i brand che gestiamo nella giusta direzione. Un elemento fondamentale che è necessario non perdere è la curiosità; sarà lei che ci permetterà di farci carico – senza eccessivo peso – dei rischi che la sperimentazione comporta.  ma se ci sicrede fino infondo, i fatti ci daranno ragione. Oggi ci definiscono “di frontiera”, ma va bene così.

Ecosia

Eco, Green marketing [il manifesto] 1 Comment »

Kublai Camp

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L’appuntamento è a Roma, il prossimo 30 gennaio, all’ISA (Istituto Superiori Antincendi – zona Ostiense). Un ambiente di progettazione e una community promossa dal Dipartimento per le politiche di sviluppo (Ministero dello Sviluppo Economico) che ha deciso di scommettere sui creativi italiani come forza positiva per lo sviluppo. Kublai ha aggregato ad oggi oltre 1400 creativi interessati a sviluppare idee e progetti creativi con ricadute in termini di sviluppo per il loro territorio e per il paese; questa iniziativa si è strutturata in una community, che trovate online qui.

KublaiCamp non è naturalmente rivolto soltanto alla community di Kublai, ma a chiunque sia interessato a discutere di questi temi e progetti, nella traiettoria di sviluppo italiana. Anzi, ci proponiamo di mescolare e condividere i saperi e i punti di vista quanto più possibile. Accademici, artisti, studenti, uomini di impresa, esperti di innovazione, uomini delle istituzioni, amministratori, di tutti i sessi e di tutte le età sono quindi i benvenuti.Sarà una giornata con diversi momenti di incontro e discussione, un’occasione per presentare e parlare di tutti i progetti presenti in Kublai e non solo. Inoltre, ci sarà un momento finale molto importante: l’assegnazione del Kublai Award al miglior progetto creativo per lo sviluppo.

Ahò 2.0

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E’ difficile farci caso, ma agli occhi dei più attenti non è sfuggito.

tottiC’è chi esterna la sua voglia di abbonarsi. Che dire? Una attività di marketing non convenzionale con la tecnica dell’ambush: ecco come attrarre nuovi prospect. C’è anche la possibilità di diventare “fan” su Facebook … Una interessante iniziativa che merita di essere seguita, per vedere come si svilupperà. Un bell’esempio di come strutturare quello che chiamo “sistema narrativo”: l’insieme degli ambiti e dei supporti attraverso i quali far declinare la narrazione. Sarà capace questa iniziativa di declinarsi anche in termini di attrazione gravitazionale? Se il buongiorno si vede dal mattino …. Stay tuned!

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