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	<title>DR_WHO &#187; Tergeting</title>
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	<description>Unconventional Marketing Approach</description>
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		<title>La trappola della moda</title>
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		<pubDate>Tue, 25 Oct 2011 18:15:04 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Oggi va di moda essere suoi social. Questa frase volontariamente provocatoria fotografa secondo me la maggior parte delle presenze dei brand sulle piattaforme di social networking. Un primo semplice passo per poter uscire da questa gabbia lo possiamo compiere ponendoci una semplice domanda: perchè? Prendo spunto da una interessante news letter di e-roi che propone una<p style="float: right;"><a href="http://www.drwho.it/2011/10/25/la-trappola-della-moda/">Leggi tutto...</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
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			</a>
		</div>
<p style="text-align: justify;">Oggi va di moda essere suoi social. Questa frase volontariamente provocatoria fotografa secondo me la maggior parte delle presenze dei brand sulle piattaforme di social networking. Un primo semplice passo per poter uscire da questa gabbia lo possiamo compiere ponendoci una semplice domanda: <strong>perchè?</strong> Prendo spunto da una interessante news letter di <a href="http://www.eroi.com" target="_blank">e-roi</a> che propone una sorta di test sull&#8217;essere tattico o meno. La risposta a questa domanda pone i marketer davanti a dei percorsi “obbligati”, primo fra tutti una attenta pianificazione, esecuzione e poi valutazione. Molto spesso i brand approcciano il mondo dei social media perchè hanno fretta, necessità di applicare una tattica (cieca) nell’affannosa ricerca di una soluzione ad una cattiva pianificazione, esecuzione e valutazione. L’apporccio tattico consente ai marketer di avere alibi: creano un immediato senso di azione (stiamo facendo qualcosa) per annullare o minimizzare il time to market verso un competitor. Ma quali sono i “Perchè” che aiutano i marketer? Provo a buttare giù dei suggerimenti:</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Perchè pianificare?</strong> Una risposta proattiva permette al marketer di individuare obiettivi autentici, definendo i percorsi per traguardarli.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Perchè sviluppare una strategia?</strong> La definizione di una strategia adeguata permette di individuare le tattiche migliori per la realizzazione degli obiettivi; di qui ulteriori“perchè”: perchè proprio questa tattica permette di realizzare le migliori possibilità di successo? Perchè questa tattica raggiunge meglio le persone con cui voglio interagire?</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Perchè definire questi obiettivi?</strong> Questo “perchè” permette di definire quantitativamente obiettivi fondati. Di qui ulteriori “perchè” sulle metriche di misurazione</p>
<p style="text-align: justify;">I “Perchè” continuano anche nella fase di esecuzione: <strong>Perchè questo sviluppo creativo?</strong> La risposta a questa domanda permette di chiarire la ragione per orientare la scelta e renderla coerente con le altre risposte</p>
<p style="text-align: justify;">Infine i “perchè” della fase valutativa: <strong>Perchè sto avendo questi risultati?</strong> La risposta permette di individuare strumenti utili per poter correggere il tiro ove necessario. In termini di relazione chiedersi perchè un determinato gruppo di persone viene più o meno interessato ad una azione è fondamentale per poter sviluppare/correggere/mantenere il presidio</p>
<p>Per riassumere propongo il grande Giorgio Gaber che in pochi minuti da anni spiegava la trappola della moda</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Rebranding: il caso Amplifon</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Mar 2011 17:40:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dr_Who</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ho trattato nel numero 37 di Subvertising il tema del rebranding analizzando il caso della Emeco. Nell&#8217;articolo mi soffermo sul concetto di Brand:  un insieme di sensazioni, emozioni, stati d’animo che una persona avverte nei confronti di un prodotto, di un servizio, di una organizzazione o quant’altro entri nella sua sfera di relazioni. Da sempre affermo<p style="float: right;"><a href="http://www.drwho.it/2011/03/02/rebranding-il-caso-amplifon/">Leggi tutto...</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
			<a href="http://api.tweetmeme.com/share?url=http%3A%2F%2Fwww.drwho.it%2F2011%2F03%2F02%2Frebranding-il-caso-amplifon%2F"><br />
				<img src="http://api.tweetmeme.com/imagebutton.gif?url=http%3A%2F%2Fwww.drwho.it%2F2011%2F03%2F02%2Frebranding-il-caso-amplifon%2F&amp;source=Dr_Who&amp;style=normal&amp;b=2" height="61" width="50" /><br />
			</a>
		</div>
<p style="text-align: justify;">Ho trattato nel numero 37 di <a href="http://www.subvertising.it">Subvertising</a> il tema del rebranding analizzando il caso della <a href="http://www.emeco.net">Emeco</a>. Nell&#8217;articolo mi soffermo sul concetto di Brand:  un insieme di sensazioni, emozioni, stati d’animo che una persona avverte nei confronti di un prodotto, di un servizio, di una organizzazione o quant’altro entri nella sua sfera di relazioni. Da sempre affermo che un’azienda che possiede un brand di successo, non ne è affatto proprietaria: le persone che acquistano i suoi prodotti, i suoi servizi lo sono effettivamente. Un Brand, in sintesi, è definito da essi. Nel bene e nel male. Nell’era post-moderna della quale siamo protagonisti, la fluidità del mercato impone una grande attenzione ai mutamenti sociali, alle sue evoluzioni in termini di inter-relazione con l’ambiente circostante. Un rebranding appare necessario quando sussistono effettive motivazioni che allontanano il brand che rappresenta un’azienda da chi effettivamente dovrà entrare in relazione con esso e, presumibilmente, avviare questa relazione con un acquisto.Una azione di rebranding affinchè porti i frutti sperati, deve necessariamente declinare in maniera coerente il pensiero strategico che lo supporta in modo da fornire carattere al brand stesso: l’elemento analitico deve essere tradotto in intuitivo, l’approccio logico deve dare spazio a quello emozionale, una visione lineare deve distinguersi in ambito spaziale, le evidenze “oggettive” tradursi in elementi visivi. Se dovessi condensare in una sola parola una azione di rebranding, utilizzerei il verbo “focalizzare”: far convergere in un unico punto un insieme di elementi affinchè siano definiti e precisi. Un esempio che sposa questi elementi è dato da <a href="http://www.amplifon.com">Amplifon</a>: società Italiana con sede a Milano leader mondiale nella distribuzione di apparecchi acustici e loro adattamento e personalizzazione. Seppur la sue reputazione sul mercato sia ottima e si avvalga di un servizio al cliente eccellente, la sua rete distributiva è &#8220;vecchia&#8221; e potenzialmente mina la percezione completa del brand. L&#8217;azione di rebranding che Amplifon sta mettendo in atto, prevede da un lato un ampliamento dei servizi che è possibile acquistare presso la propria rete, dall&#8217;altro un completo retail design che avvolga il cliente e gli faccia vivere una esperienza &#8220;sensitiva&#8221; che non si accosti minimamente ad un posizionamento medicale. Il primo passo è stato quello di realizzare una analisi etnografica mirata a progettare l&#8217;experince che avrebbero potuto vivere i clienti Amplifon. I risultati di questa ricerca sono stati tradotti in concept estetici che caratterizzano il nuovo store Amplifon. I primi nuovi store sono stati aperti in Francia, Italia e Paesi Bassi. Il nuovo store restituisce una experience emozionale positiva per il cliente: viene annullata l&#8217;ansia per l&#8217;acquisto di un apparecchio acustico ed il cliente si ritrova immerso in un ambiente in cui può provare vari prodotti/servizi lontani dall&#8217;immaginario medicale di un tempo. Nei prossimi 5 anni il redign sarà completo su tutto il canale e l&#8217;incremento della pedonabilità e delle vendite si sta riscontrando anche su target giovani. Stay tuned!</p>
<p style="text-align: justify;">Amplifon: com&#8217;era e com&#8217;è</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.drwho.it/wp-content/uploads/2011/03/Schermata-2011-03-02-a-18.33.00.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-2761" title="Schermata 2011-03-02 a 18.33.00" src="http://www.drwho.it/wp-content/uploads/2011/03/Schermata-2011-03-02-a-18.33.00-300x231.png" alt="" width="300" height="231" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.drwho.it/wp-content/uploads/2011/03/Schermata-2011-03-02-a-18.33.37.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-2762" title="Schermata 2011-03-02 a 18.33.37" src="http://www.drwho.it/wp-content/uploads/2011/03/Schermata-2011-03-02-a-18.33.37-300x208.png" alt="" width="300" height="208" /></a></p>
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		<title>Annunciazione 2.0</title>
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		<pubDate>Sat, 18 Dec 2010 19:20:40 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Non può non essere condiviso il post dei Ninja:  Un simpatico video realizzato dall’agenzia Excentric attualizza la nascita di Gesù, ovvero la racconta utilizzando Facebook, Twitter, YouTube, Google, Wikipedia, Google Maps, GMail, Foursquare, Amazon e ovviamente non poteva mancare l’iPhone! Il video, secondo me, è anche esemplificativo di come possano essere utilizzati i new media.<p style="float: right;"><a href="http://www.drwho.it/2010/12/18/annunciazione-2-0/">Leggi tutto...</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
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				<img src="http://api.tweetmeme.com/imagebutton.gif?url=http%3A%2F%2Fwww.drwho.it%2F2010%2F12%2F18%2Fannunciazione-2-0%2F&amp;source=Dr_Who&amp;style=normal&amp;b=2" height="61" width="50" /><br />
			</a>
		</div>
<p>Non può non essere condiviso il post dei <a href="http://www.ninjamarketing.it">Ninja</a>:  Un simpatico video realizzato dall’agenzia <a href="http://www.excentric.pt/">Excentric</a> attualizza la nascita di Gesù, ovvero la racconta utilizzando Facebook, Twitter, YouTube, Google, Wikipedia, Google Maps, GMail, Foursquare, Amazon e ovviamente non poteva mancare l’iPhone!</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="440" height="390" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/GkHNNPM7pJA&amp;hl=it_IT&amp;feature=player_embedded&amp;version=3" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="440" height="390" src="http://www.youtube.com/v/GkHNNPM7pJA&amp;hl=it_IT&amp;feature=player_embedded&amp;version=3" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Il video, secondo me, è anche esemplificativo di come possano essere utilizzati i new media. Da imitare da parte dei brand meno intraprendenti? Nel frattempo auguri a tutti!<br />
PS: l&#8217;Annunciazione de &#8220;la smorfia&#8221; comunque rimane insuperabile!</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="440" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/rd0pF6jGw6U?fs=1&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="440" height="385" src="http://www.youtube.com/v/rd0pF6jGw6U?fs=1&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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		<title>Solo per veri geek</title>
		<link>http://www.drwho.it/2010/11/09/solo-per-veri-geek/</link>
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		<pubDate>Mon, 08 Nov 2010 23:01:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dr_Who</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Per i prossimi tre giorni, comunico così &#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
			<a href="http://api.tweetmeme.com/share?url=http%3A%2F%2Fwww.drwho.it%2F2010%2F11%2F09%2Fsolo-per-veri-geek%2F"><br />
				<img src="http://api.tweetmeme.com/imagebutton.gif?url=http%3A%2F%2Fwww.drwho.it%2F2010%2F11%2F09%2Fsolo-per-veri-geek%2F&amp;source=Dr_Who&amp;style=normal&amp;b=2" height="61" width="50" /><br />
			</a>
		</div>
<p>Per i prossimi tre giorni, comunico così &#8230;</p>
<p><a href="http://www.drwho.it/wp-content/uploads/2010/11/dr_who.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2645" title="dr_who" src="http://www.drwho.it/wp-content/uploads/2010/11/dr_who-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a></p>
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		<title>Il punto di partenza per un nuovo paradigma</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Oct 2010 19:48:38 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Sul sito di Wired leggo in interessante articolo sul crowdfunding. Inizia così :&#8221;Avete un progetto, una grande idea, un&#8217;inchiesta in mente, o qualunque altra cosa ma non sapete come finanziarla né avete voglia di bussare alle porte di imprenditori o fondazioni? Bene, il crowdfunding è quello che fa per voi&#8220;. L&#8217;articolo fa riferimento a cinque principi:<p style="float: right;"><a href="http://www.drwho.it/2010/10/07/il-punto-di-partenza-per-un-nuovo-paradigma/">Leggi tutto...</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
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				<img src="http://api.tweetmeme.com/imagebutton.gif?url=http%3A%2F%2Fwww.drwho.it%2F2010%2F10%2F07%2Fil-punto-di-partenza-per-un-nuovo-paradigma%2F&amp;source=Dr_Who&amp;style=normal&amp;b=2" height="61" width="50" /><br />
			</a>
		</div>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.drwho.it/wp-content/uploads/2010/10/Schermata-2010-10-07-a-21.16.56.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-2611" title="crowdfunding" src="http://www.drwho.it/wp-content/uploads/2010/10/Schermata-2010-10-07-a-21.16.56-300x122.png" alt="" width="300" height="122" /></a>Sul sito di <a href="http://www.wired.it">Wired</a> leggo in interessante articolo sul crowdfunding. Inizia così :&#8221;<em>Avete un progetto, una grande idea, un&#8217;inchiesta in mente, o qualunque altra cosa ma non sapete come finanziarla né avete voglia di bussare alle porte di imprenditori o fondazioni? Bene, il crowdfunding è quello che fa per voi</em>&#8220;. L&#8217;articolo fa riferimento a cinque principi:  <em>i tuoi amici sono il tuo capitale</em>; <em>i tuoi amici realizzano i tuoi sogni</em>; <em>il tuo capitale dipende dal numero degli amici</em>; <em>il tuo capitale dipende dalla fiducia</em>; <em>il tuo capitale cresce con il passaparola</em>. Bene. Sostituiamo il soggetto dei cinque principi con <strong><em>i tuoi clienti</em></strong> ed avremo: <em><strong>i tuoi clienti</strong> sono il tuo capitale</em>; <em><strong>i tuoi </strong><em><strong>clienti</strong></em> realizzano i tuoi sogni</em>; <em>il tuo capitale dipende dal numero dei <strong>tuoi clienti</strong></em>; <em>il tuo capitale dipende dalla fiducia</em>; <em>il tuo capitale cresce con il passaparola</em>. Non scopriamo nulla di nuovo, ma il punto polarizzante è sul contributo che ogni cliente (che ogni persona) può portare con un approccio di long tail. Seguendo questo approccio, quindi, i Brand che desiderano rivedere il loro paradigma devono necessariamente rimettersi a ciò che si dice di loro (passaparola) e dalla capacità che il passaparola ha di diffondere il germe della curiosità . Come dicevo nel mio <a href="http://www.drwho.it/2010/10/01/la-giusta-relazione-aiuta-lacquisto/">post sull&#8217;experience vissuta con Euronics</a>, infatti, il buzz può facilitare o deviare una primaria intenzione di avvicinamento verso un brand. Il passaparola non lo si governa, ma lo si può avviare con una opportuna e segmentata attività di seeding durante la quale è necessario utilizzare toni e modi &#8220;riconoscibili&#8221; dalle persone che frequentano gli ambiti sociali che si è deciso di stimolare. Il monitoraggio del passaparola &#8211; Alfa e Omega di ogni azione di relationship contemporanea &#8211; diventa quindi un leverage tattico/strategico, la bussola attraverso la quale orientare e correggere la rotta sul mercato. Negli ultimi anni ho avuto la possibilità di utilizzare <a href="http://www.viralbeat.com">Viralbeat</a> che mi ha permesso di monitorare costantemente sia il seeding che il buzz da esso derivato. Il maggior vantaggio che ho riscontrato è la possibilità di monitorare in tempo reale i fenomeni ed orientare le scelte grazie sia alle mappe di visulaizzazione, sia all&#8217;interpretazione semantica che i consulenti di VB hanno realizzato per completare una corretta lettura dei fenomeni. L&#8217;impegno per i brand, però, deve essere costante: un approccio come quello descritto non deve essere approcciato come  un mordi e fuggi, con un approccio tattico, ma con un&#8217;ottica di medio termine: nella mi esperienza circa un triennio, per costruire, ampliare e consolidare la relationship. Ma vado oltre: i cinque principi del <a href="http://www.kapipal.com/manifesto">Kapipalist manifesto</a> rappresentano un&#8217;ottimo punto di partenza che vede i brand, nel reimpostare il proprio paradigma, affidarsi alle persone in un&#8217;ottica di <em>open innovation</em>. Stay tuned!</p>
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		<title>Il Verbo a rotelle</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Aug 2010 06:59:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dr_Who</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Vuoi colpire il tuo target? Parla il suo  linguaggio, utilizza i suoi segni, conosci i suoi simboli e condividi i suoi valori. Questi i &#8220;fondamenta&#8221; per ntrare in contatto al &#8220;tempo delle tribe postmoderne&#8221;. In Ungheria un sacerdote lo sa, ed ecco i risultati. D&#8217;altra parte l0 abbiamo più volte detto: la Chiesa sa come<p style="float: right;"><a href="http://www.drwho.it/2010/08/17/il-verbo-a-rotelle/">Leggi tutto...</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
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		</div>
<p style="text-align: justify;">Vuoi colpire il tuo target? Parla il suo  linguaggio, utilizza i suoi segni, conosci i suoi simboli e condividi i suoi valori. Questi i &#8220;fondamenta&#8221; per ntrare in contatto al &#8220;tempo delle tribe postmoderne&#8221;. In Ungheria un sacerdote lo sa, ed ecco i risultati. D&#8217;altra parte l0 abbiamo <a href="http://www.drwho.it/?s=ges%C3%B9+lava+pi%C3%B9+bianco" target="_blank">più volte detto</a>: la Chiesa sa come fare!</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="440" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/3mZ3EmsyoUQ?fs=1&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="440" height="385" src="http://www.youtube.com/v/3mZ3EmsyoUQ?fs=1&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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		<title>Y Generation: infographic</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Aug 2010 21:47:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dr_Who</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Abbiamo più volte parlato della Y generation e dei nativi digitali. In questo periodo voglio condividere con voi un infographic che ho realizzato sul tema con l&#8217;obiettivo di aggregare le informazioni basilari per poter avere una prima descrizione degli &#8220;Echo boomers&#8221; o &#8220;millenium&#8221; che dir si voglia. Aspetto i vostri feedback!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
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			</a>
		</div>
<p>Abbiamo più volte parlato della <a href="http://www.drwho.it/?s=y+generation" target="_blank">Y generation</a> e dei nativi digitali. In questo periodo voglio condividere con voi un infographic che ho realizzato sul tema con l&#8217;obiettivo di aggregare le informazioni basilari per poter avere una prima descrizione degli &#8220;Echo boomers&#8221; o &#8220;millenium&#8221; che dir si voglia.</p>
<p>Aspetto i vostri feedback!</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.drwho.it/wp-content/uploads/2010/08/YG-infographic.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-2499" title="YG infographic" src="http://www.drwho.it/wp-content/uploads/2010/08/YG-infographic-1024x1024.jpg" alt="" width="430" height="430" /></a></p>
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		<title>Global entertainment</title>
		<link>http://www.drwho.it/2010/06/23/global-entertainment/</link>
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		<pubDate>Wed, 23 Jun 2010 07:15:46 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[ Ieri sera ho condiviso un bell’aperitivo con Mr White in quel del River a Roma. Abbiamo un po’ ripercorso le varie fasi del marketing con la constatazione di una certa pigrizia da parte dei brand ad affrontare il nuovo con coraggio e abbracciando l’incognita della sperimentazione. Al di là di questo, ci siamo soffermati abbastanza<p style="float: right;"><a href="http://www.drwho.it/2010/06/23/global-entertainment/">Leggi tutto...</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
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<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.drwho.it/wp-content/uploads/2010/06/outlook2010cover.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2404" title="outlook2010cover" src="http://www.drwho.it/wp-content/uploads/2010/06/outlook2010cover.jpg" alt="" width="173" height="212" /></a> Ieri sera ho condiviso un bell’aperitivo con <a href="http://doublebblog.it/" target="_blank">Mr White</a> in quel del River a Roma. Abbiamo un po’ ripercorso le varie fasi del marketing con la constatazione di una certa pigrizia da parte dei brand ad affrontare il nuovo con coraggio e abbracciando l’incognita della sperimentazione. Al di là di questo, ci siamo soffermati abbastanza sulle prospettive della fruibilità del web in mobilità: le potenzialità ci sono ma, ad oggi, il fenomeno è lontano dall’essere stabile. Vari i fattori: l’entry level dei costi dei devices per i teens, i nativi digitali ancora troppo piccoli <img src='http://www.drwho.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> , i <a href="http://www.wired.it/news/archivio/2010-05/04/tardivi-digitali.aspx" target="_blank">tardivi digitali</a> ed i contemporanei che abbiamo definito i “costretti digitali”: persone che sono “obbligate” ad interpretare un mondo nel quale ci si son trovati immersi, ma che non appartiene al loro DNA. A livello aggregato, <a href="http://www.pwc.com/gx/en/global-entertainment-media-outlook/insights-and-analysis.jhtml" target="_blank">l’ultima ricerca di PriceWaterHouse</a> evidenzia che crescita del “sistema mobile” in termini di accesso ad internet e ai suoi contenuti nei  prossimi 5 anni sarà in media pari al 50% (dato riferito al CAGR: tasso di crescita annuo sui ricavi). Depurando il fenomeno dei mercati arabi e  <a href="http://www.drwho.it/wp-content/uploads/2010/06/pwc-mobile-2010-2011-june-2010.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2405" title="pwc-mobile-2010-2011-june-2010" src="http://www.drwho.it/wp-content/uploads/2010/06/pwc-mobile-2010-2011-june-2010-300x264.jpg" alt="" width="300" height="264" /></a>americani, la media è pari a circa il 20%. Dati confortanti, certo, ma l’aspetto che va evidenziato e sul quale ci confrontavamo ieri sera, è la tipologia di cliente che genera tale incremento. Il vero trend lo si ha fotografando l’andamento degli accessi al netto dei profili business: in questo modo si ha la possibilità di isolare il fenomeno sui natural users, su persone che di per sè vogliono accedere al web in mobilità. Questo è un primo elemento. Associandolo a quanto sostenevo qualche <a href="http://www.drwho.it/2010/06/17/incrementano-gli-investimenti-sullonline/" target="_blank">post fa</a>, è necessario capire in che modo gli investimenti sul web vengono finalizzati. Vedremo. stay tuned! </p>
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		<title>L&#8217;attrattività dei video online</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Jun 2010 19:50:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dr_Who</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
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<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-2358" title="114434" src="http://www.drwho.it/wp-content/uploads/2010/06/114434-300x257.gif" alt="114434" width="300" height="257" />Fac<img class="alignleft size-medium wp-image-2359" title="115494" src="http://www.drwho.it/wp-content/uploads/2010/06/115494-300x287.gif" alt="115494" width="300" height="287" />cio seguito al precedente post, per condividere con voi alcuni dati sulle performance dei video online. La ricerca a cui faccio riferimento è statunitense: comunque un buon indice delle tendenze in atto. Secondo questa ricerca, il numero di spettatori statunitensi video online è aumentato costantemente negli anni scorsi e dovrebbe continuare a salire con incrementi moderati fino al 2014.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.emarketer.com" target="_blank">eMarketer</a> stima che la crescita sarà lenta tra l&#8217;8% e il 9% l&#8217;anno dal 2010 al 2012  a circa il 5,2% nel 2014, quando il 77% degli utenti Internet statunitensi starà a guardare i contenuti video online almeno a livello mensile.</p>
<p style="text-align: justify;">La crescita in viewership dei video online è in crescita più rapida tra il 2008 e il 2009, dal 11,3%.</p>
<p style="text-align: justify;">Al contempo, lo streaming ed il download hanno avuto una crescita sensibilmente maggiore. Secondo <a href="http://home.otxresearch.com/" target="_blank">Ipsos OTX</a> tale dato è raddoppiato tra il 2008 e il 2009. Il successo del fenomeno è dovuto principalmnte ai vari devices che permettono di essere online e di fruire in ogni luogo e momento dei contenuti di tipo video. A live<img class="alignleft size-medium wp-image-2360" title="114439" src="http://www.drwho.it/wp-content/uploads/2010/06/114439-300x200.gif" alt="114439" width="300" height="200" />llo di profilo demografico, però, il fenomeno appare concentrato su determinate fasce di età: la massima concentrazione l&#8217;abbiamo tra i 18 ed i 24 anni, seguita dai 25 34 enni. Questo è un elemento molto importante, che deve far riflettere: non tutti sono facilmente &#8220;<em>colpibili</em>&#8221; tramite azioni tattiche che vedono il  video quale mezzo principale.</p>
<p style="text-align: justify;">La tecnologia, però, può aiutare ed assecondare il fenomeno soprattutto migliorando il &#8220;livello di comfort&#8221; per la fruizione dei video: devices come iPad piuttosto che stabilità e velocità delle connessioni possono essere i primi elementi. Il resto lo faranno i contenuti: devono essere tali per cui ne vale la pena. Vedremo.</p>
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		<title>Face to Facebook</title>
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		<pubDate>Mon, 17 May 2010 19:24:49 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Integrare i mondi &#8220;social&#8221; con la realtà do ogno giorno. Questa la sfida che molti brand a fatica riescono ad intraprendere. Un bell&#8217;esempi odi come possa essere costruito un primo passo in tal senso lo mostra Diesel: ha pensato di incentivare gli utilizzatori del social network quando sono direttamente a contatto con il brand. Come?<p style="float: right;"><a href="http://www.drwho.it/2010/05/17/face-to-facebook/">Leggi tutto...</a></p>]]></description>
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			</a>
		</div>
<p style="text-align: justify;">Integrare i mondi &#8220;social&#8221; con la realtà do ogno giorno. Questa la sfida che molti brand a fatica riescono ad intraprendere. Un bell&#8217;esempi odi come possa essere costruito un primo passo in tal senso lo mostra Diesel: ha pensato di incentivare gli utilizzatori del <strong>social network</strong> quando sono direttamente a contatto con il brand. Come? Installando una <strong>Facebook Cam</strong> nei camerini degli store  di <strong>Madrid </strong>e <strong>Barcellona</strong>, Disesel invita  i clienti a fotografarsi con gli abiti che stanno provando e a postare  le foto – ovviamente brandizzate – direttamente sul proprio profilo! (<a href="http://www.ninjamarketing.it" target="_blank">via</a>)</p>
<p style="text-align: justify;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="440" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/_P-zA90yI64&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="440" height="344" src="http://www.youtube.com/v/_P-zA90yI64&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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