Facebook il cannibale

Social network, Tergeting 1 Comment »

FACEBOOK non solo ha aiutato la gente a fare un’infinità di nuove connessioni, ma ha anche ispirato una sceneggiatura. Un film chiamato “La rete sociale”, che dovrebbe essere pubblicato entro la fine dell’anno, sarà traccia ascesa del sito dalla sua fondazione nel 2004 per diventare il re del mondo social-networking (via The Economist). facebook il cannibalePosizionando i 4 più noti social network su google trend, la situazione è facilmente prevedibile. Quello che è impressionante è il cosiddetto “effetto rete”: la crescita è esponenziale con il numero di persone che sono collegate ad una piattaforma di social networking. Oltre 70 lingue parlate al suo interno ed una versione “Lite” per i paesi privi di connessione ad alte velocità ed il gioco è fatto. Il core business non è solo mettere le persone in connesione tra loro, ma offrire loro una serie di opportunità per poterlo fare e di gestire il modo di condivisione garantendo una flessibilità della privacy. Semplice. Il crowdsourcing, poi, ha contribuito notevolmente al successo: tramite le applicazioni, molti possono diventare dei “programmatori” ed arricchire le modalità di networking. Facebook ha ormai più di 1 milione di sviluppatori d e la sua directory online contiene oltre 500.000 applicazioni. Tra tutte, l’applicazione Connect viene definita da Mark Zuckerberg come una “inversione del modello” di social networking. Invece di essere costretti a venire al sito web di Facebook, gli utenti possono prendere la loro identità Facebook e la rete di amici ad altri siti web e dispositivi, come le console di gioco. Questo significa che non è più necessario creare un nuovo gruppo di amici online ogni volta che visita una destinazione diversa sul web. (Su The Economist ulteriori approfondimenti). La soddisfazione del bisogno di “socialità” è garantito. E a diversi livelli. Secondo me quello che “si vede” su www.facebook.com è solo una parte infinitesimale della soddisfazione del bisogno di “socialità”. A diversi livelli FB ha raggruppato attorno a sè non solo i nostalgici che ricercano i vecchi amici di scuola – così era buzz posizionato FB fino a due anni fa – ma ha avuto la capacità di raggruppare attorno a sè delle comunità spontanee “blind”: i cosiddetti sviluppatori. Affidando a loro non il Brand, ma lo sviluppo di gangli vitali del suo engine, FB ha impresso un forte senso di appartenenza dalla caratteristica oserei dire elitaria. Mark Zuckerberg non è venuto meno alla sua mission, anzi l’ha amplificata ed interpretata in modo creativo: soddisfare il bisogno di “socialità”.

Mobile last in

Tergeting No Comments »

Una interessante intervista all’amico Andrea Boaretto relativamente ai dati sul mobile mkt che è stato presentato due giorni fa al Politecnico di Milano

IKEA tag marketing

Advertising, Social network, Tergeting 2 Comments »

Il video è molto esplicativo ma …

… in che modo poi far vivere un’azione tattica di questo tipo? E’ un bell’esempio di quello che intendo quando parlo dei livelli d’azione all’interno del sistema narrativo che i brand dovrebbero metter su per realizzare progetti di senso. Stay tuned!

Invertising

Green marketing [il manifesto], Marketing mediterraneo, Tergeting 1 Comment »

Social searching: la sua linfa è il buzz

Social network, Tergeting 1 Comment »

Tks to Simone Lovati

Tks to Simone Lovati

Già da tempo nei miei progetti professionali, ho avuto la possibilità – grazie a partner di Vision – che è possibile misurare in maniera oggettiva ciò che erroneamente viene considerato da molti marketer relativamente miopi, non misurabile. Sto parlando, appunto, del buzz. Oggi, con il SocialSearch di Google – seppur in modo ancora grezzo – il buzz ha l’onore di essere “riconosciuto”(almeno per i più scettici). Condivido pienamente quanto sia Simone che GLuca sostengono nei relativi post. In particolare mi trovo molto vicino al concetto dell’importanza dei cosiddetti “legami deboli” che Simone spiega molto bene. In sintesi i legami deboli sono il passepartout per “entrare” in nuovi mondi; nuovi mondi che sono – non altro – le sfere relazionali delle periferie delle nostre relazioni, e che fanno capo al noto “spettro delle amicizie“. Il fatto che Google abbia elaborato un algoritmo capace di evidenziare le relazioni, e le informazioni che da queste possono scaturire, avvalora quanto già condividevo con voi relativamente al concetto di attrazione gravitazionale. Certo è che Google Social Search non ci restituisce il valore aggiunto: vale a dire il valore semantico del buzz. Ma questo è demandato alla volontà ed alla curiosità dei marketer più sensibili e curiosi. Per questo i più innovativi.

Intervista a Riccardo Luna

Tergeting No Comments »

Augmented reality

Cool Hunting, Tergeting No Comments »

Già qualche tempo fa avevamo parlato della Augmented Reality. Ikea, sempre all’avanguardia in termini di engagement suo cliente, ci propone un utilizzo di questa tecnica molto customer oriented. Si basa nel soddisfare una necessità latente che hanno le persone che devono arredare un ambiente. “Chissà come verrà” “Chissà se quel divano sta bene nel stinello” etc. L’applicazione dell’Augmented Reality di IKEA soddisfa proprio queste incertezze e, una volta soddisfatte, spingere verso l’acquisto. Un forma di engagement molto particolare che stimola il potenziale cliente a prendere l’iniziativa. Aumentare la realtà?

ROI questo sconosciuto per i Social media

Social network, Tergeting 6 Comments »

Si fa un gran parlare di Social media, si presidio selle piattaoforme social etc., ma quando si arriva al punto di “voler misurare” o “dover misurare” le azioni poste in essere anche su queste piattaforme, le note si fanno dolenti. Non tanto per i tool che permettono questo ed il supporto semantico di cui necessitano, quanto per la cultura media  del managementi che, ahimè, ad oggi non è pronto a recepire le nuove metriche. neanche una settimana fa ho cercat di condividere un report complesso ma molto ficcante di una attività non convenzionale (ma che vuol dire???) che ho realizzato, e mi sono trovato davanti (ma lo sapevo personaggi del tutto inpreparati. Quando ho parlato di tasso di affinità, tasso do conversazione, qualità della conversazione etc.., mi sono reso conto di parlare una lingua incomprensibile. Quando, poi, ho evidenziato le mappe quali quantitative della percezione dell’iniziativa, me le hanno paragonate ad Eurisko! Che dire?? La cosa bella è avvenuta quando ho cercato di parlare del ROI … La cosa che continuamente mi sbalordisce, è l’estrema miopia: l’indifferenza che il management ha nell’interpretare questo indicatore nell’ambito delle  piattaforme social è davvero disarmante. Il web se ben interpretato, sta facendo meraviglie, ma non comprendere che il prossomo decennio sarà l’era del consolidamento del cliente è davvero pazzesco. Rinunciare aprioristicamente a costruirne le basi (è questo a cui sono chiamati i marketer più sensibili), è davvero puerile! Nei prossimi post voglio condividere con voi quelle che possono essere le basi per poter intraprendere una “camminio di Senso”…. Stay tuned!! (foto)

Donne e Brand online: la digital disconnection

DR_WHO Taccuino, Social network, Tergeting 1 Comment »

Le donne “non tirano”. E’ questa l’estrema summary di una recente ricerca della Q Interactive di Chicago relativo al comportamento del gentil sesso online. Nella vita digitale delle donne, i Brand ne fanno poca parte. I dati della ricerca evidenziano come gli ambienti Social sono frequentati dalle donne (più attive del 75% YtoY), vengono frequentati più volte al giorno, ma ben il 75% delle donne dichiara di non essere influenzata – sui SN- nella scelta di un brand.

Il dato della ricerca, francamente, non mi stupisce affatto. Il presidio dei Social Network da parte delle aziende è un fenomeno nuovo per il marketing (o meglio per i marketer più tradizionalisti e meno avvezzi ” ad essere avanti”). I marketer devono comprendere che i SN sono nuovi territori nei quali è necessario agire con “progetti di senso”, coerenti con il DNA del SN che si intende frequentare, e non colonizzare. A prescidere dal SN, l’elemento sul quale i brand devono interrogarsi è la Relationship in prima istanza, e poi la qualità della stessa: perchè io brand, decido di essere su un SN? Che tipo di investimento – in termini di intangibles – voglio effettuare? Alla base vi è, quindi, un approccio strategico e non tattico/modaiolo. Se la ricerca ha evidenziato questo “gap” tra Donne e Brand sui social network, evidentemente esiste una lacuna importante nel dialogo con i proprio target. Non è difficile immaginarlo. Continuare a pensare al target come tale, è il primo elemento che – amio avviso -  è necessario rimuovere. Adottare un ripensamento di paradigma che, chi segue il nostro blog, già conosce. La difficoltà che molto spesso si incontra è quella di far comprendere che gli intangibles hanno un valore; valore che non si manifesta nel breve, ma nel medio lungo. Ma lo sappiamo, in tempo di crisi (e non…purtroppo) si ha sempre troppa fretta.

Dr_Who

Il senso del “Senso”

DR_WHO Taccuino, Marketing mediterraneo, Tergeting No Comments »

Leggo un bel post di Luca che riporta una una bella presentazione sull’importanza strategica dei contenuti. Dalla presentazione emergono elementi che i Brand manager dovrebbero tenere in considerazione. Alla base dell’approccio vi è la considerazione che i contenuti siano alla base del futuro delle strategie di marketing. Ma il contenuto non deve essere fine a se stesso, aggiungo. Deve essere calato all’interno del contenuto totale di una strategia. In poche parole ogni declinazione operativa di una strategia di marketing deve essere pervasa di Senso. La declinazione del Senso, è composta da pochi ma importanti elementi che non sempre vengono attesi. Il primo fra tutti è la Rilevanza: è il passepartout per entrare in relazione con il prospect. Saper identificare cosa sia effettivamente importante è fondamentale (non solo in termini di sviluppo prodotto), ma anche il modo con cui questi elementi vengono trasmessi. Il secondo elemento è l’Utilità: gli elementi che un Brand distribuisce, dichiara, trasmette etc. devono essere utili per le new tribe, non tando in termini miopi sull’utilizzo del prodotto, quanto per il rafforzamento del legame tra gli elementi della tribe: meno si parla del prodtto, meglio è; ciò permette di concentrarsi meglio sulle persone. Terzo elemento è la Coerenza nella strategia dei contenuti, la cui direzione è la relationship biunivoca.

Qui la presentazione.
Dr_Who

WP Theme & Icons by N.Design Studio
Customized by Davide Tommasin - Hosting by Sito Nerd - Hosting Friuli