TEDxVicenza 2017 visto con i dati

Anche il TEDxVicenza edizione 2017 si è concluso. E’ stata una manifestazione interessante e, come volontario a supporto del team, ho fornito il mio contributo in termini di analisi. Rispetto alle edizioni degli anni passati, quest’anno ho voluto impostare l’analisi in modo differente. Ma andiamo con ordine.

TEDxVicenza 2017: volumi e indici di Social Networking

L’intero evento ha visto coinvolto circa 308 attori attivi che hanno generato oltre 2600 relazioni di cui RT 1937 e mention dirette 26. Interessante l’indice di effervescenza relazionale pari al 74%. L’indice di densità conferma la viscosità delle relazioni: 0,019. Twitter utilizzato per il 60% delle conversazioni ed Instagram il 40%.

TEDxVicenza 2017: la share of voice

L’evento ha visto coinvolto 13 speakers distributi in tre lotti durante la giornata. L’idea è stata quella di calcolare la share of voice degli speakers nei singoli momenti e poi considerare l’indicatore anche nel suo complesso.

Il primo lotto ha visto on stage: Luca longo (che ha introdotto il pubblico in sale sui concetti dell’Intelligenza Artificiale con un particolare focus sulla modellazione del carico di lavoro cognitivo); Daniel Disselkoen (un artista visivo che con il suo gruppo Headmade trasforma i pensieri in realtà); Camilla Vivian (che ha introdotto gli spettatori verso il concetto di fluidità di genere raccontando la sua esperienza come mamma); David Monacchi (sta sviluppando il progetto Frammenti di Estinzione che registra gli ecosistemi sonori nelle aree di foresta primaria equatoriale più remote e ancora incontaminate del pianeta). Argomenti eterogenei che hanno coinvolto il pubblico in sala in modo differente. In rete la share of voice è rappresentata dal grafico di lato. Luca Longo e David Monacchi hanno ingaggiato la rete in maniera importante. Il primo probabilmente per il fatto che ha “smorzato” le paure legate al tema dell’intelligenza artificiale, il secondo probabilmente grazie anche ad una esperienza immersiva che ha regalato al pubblico in sala.

Il secondo lotto ha visto on stage: Francesco Venturini (che ha illustrato la forza di un grande insuccesso); Matteo Ward (che ha illustrato come da una grande disillusione stia cambiando l’approccio di una intera industry); Alessia Gloder (che si è ispirata ad una canna da pesca per ripulire lo spazio da satelliti in disuso); Marta Antonelli (che ci ha parlato del legame tra acqua e cibo). In questo secondo blocco la rete ha premiato in maniera netta lo speech di Matteo Ward che ha totalizzato un 47%. Nel suo intervento Matteo ci ha aperto gli occhi sull’indistry della moda, rivelandoci quanto sia inquinate. Questo aspetto è stato per lui inaccettabile, nonostante il fashion  sia la sua passione, ma non ha rinunciato a lavorarci: con il suo movimento WRAD sta creando soluzioni che rendano questa indistry sostenibile.

Il terzo lotto ha visto on stage: Luca Alessandrini (Liutaio che ama il suono: l’unico ad aver costruito un violino in seta); Sergio Imparato (È autore de Il Presidente Sovrano. Leadership e Politica Estera nell’Era Unipolare); Caroline Buchanan (che ci ha regalato il segreto e l’importanza del tempo, in particolare di 15 minuti); Salvatore Aranzulla (che ha ripercosso la sua strada per diventare divulgatore informatico); Adam Ben Ezra (che ho mostrato come un contrabbasso abbia molte vite). Salvatore Aranzulla ha catalizzato la share of voice dell’ultimo sloto di speakers. Il suo intervento, almeno per me, è stato gradito: mi ha rivelato un ragazzo dai valori autentici e che comunque è partito assecondando il fasciono che un PC ha avuto nei suoi confronti fin dall’età di 12 anni.

L’analisi della share of voice, però, non termina qui. Considerando i tre momenti come se fosse un unicum, la share of voice totale del TEDxVicenza 2017 è riportata nel grafico di lato. Analizzando i primi 6 segmenti è possibile, per il team del TEDxVicenza, stabilire quali siano gli ambiti tematici che possano calacare il palco del TEDxVicenza per il prossimo 2018.

 

 

 

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