Boss in incognito: una analisi del buzz

Domenica 26 gennaio su Rai2 è andata in onda la prima puntata di “Boss in incognito”. Basato su un format che ha avuto successo sia in Grand Bretagna che negli USA, il protagonista di ogni puntata è il founder di una azienda che si “infiltra” tra i suoi dipendenti per capire come dal basso venga vissuta la vita lavorativa di goni giorno. Protagonista della prima puntata è stato David Hassn founder di  7camicie. Ho seguito la puntata e mi sono chiesto quale riverbero avrebbe avuto in rete. Detto fatto. Ho estrapolato da Twitter  1.000 tweet relatvi all’hashtag #bossinincognito. Quello che voglio proporvi è la mia personale lettura di quanto la prima puntata abbia fatto emergere.GraphImage1

Metadati. 755 nodi rilevati; 1312 interazioni generate. A livello di statistiche ho considerato i seguenti items: in-degree e gli out-degree intesi come il numero dei legami che arrivano o partono da un dato nodo; Betweenness centrality intesa come la posizione di intermediazione fra due nodi svolta da un attore in quanto membro di un percorso. Con questi input ho impostato la clusterizzazione.

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Identificazione attori principali nei singoli cluster .Due i filtri considerati: la Betweenness centrality e gli out-degree. Dalla mappa originale ho eliminato i cluster i cui tweet non sono stati condivisi, i tweet contenenti solo Hashtag e tweet che definirei “di sfogo” che non hanno prodotto riverbero in rete cioè che non presentano connessioni. Quattro gli attori più reattivi: @cdgherardesca @bossinincognito  @maddollsrl @alfrehass. Tre di questi gruppi sono strettamente legati alla produzione del programma, tranne @alfrehass che scopro essere il figlio del Boss. A questo punto la domanda sorge spontanea: di cosa avrà parlato? La risultanza più ovvia sarebbe stata un supporto al padre, ma la realtà ha evidenziato qualche cosa di inaspettato: non tweet diretti, ma solo Mentions – tanto positive quanto negative – relative alle emozioni che il programma stava suscitando in quel preciso istante. Come appare evidente dal documento che “embeddo”, i retweet che @ alfrehass ha condiviso, hanno fatto emergere il valore umano di tutte le persone coinvolte nel programma e, quindi, ha saputo amplificare il sentiment dei telespettatori addirittura meglio dei gruppi ufficiali della trasmissione. Di seguito alcuni retweet estratti

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L’aspetto che mi è piaciuto del programma o, meglio, del suo protagonista,  è stata la sua Vision: la forza delle Persone. Questo aspetto ha “bucato lo schermo”ed ha permesso la creazione di un sentiment positivo su David Hassan come manager.

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Ai 4 cluster di cui sopra, se ne affiancano altri che la rete coinvolta con l’hashtag #bossinincognito ha deciso di non coinvolgere pienamente. Non presentano infatti alcune connessioni con gli altri cluster. Gli argomenti trattati sono ironici oppure argomenti che insinuano l’ombra del dubbio sulla effettiva veridicità dei comportamenti.

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Un bel format, non c’è che dire. Molto lo fa la personalità del manager che decide di “farsi” personaggio. 1,9 milioni di ascolto su Rai2 e 6,6% di share (7,3% tra i 25-54 enni). Cosa mi aspetto dalle prossime puntate? Magari un hashtag dedicato al personaggio di turno: sarebbe interessante capire, a fine partita, quali profiling ne escono.

 

2 Responses to Boss in incognito: una analisi del buzz

  1. simo ha detto:

    splendido lavoro 🙂 grazie per il post!

  2. Dr_Who ha detto:

    Grazie a te per il commento.

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