Leggo l’interessante intervista a Nichi Vendola online su wired.it. Tra i vari aspetti interessanti dell’intervista, la cosa che mi ha colpito maggiormente è l’estrema fluidità del rapporto persona/società. Riporto testualmente: “Perché le nostre vite sono ormai legate a doppio filo alla tecnologia, alle sue pieghe economiche e sociali: basta comprendere che gli strumenti stessi sono permeati dalle modalità con cui l’uomo interagisce con essi, cambiandoli ed adattandoli. Farsi attraversare, viverli e accettarne le regole, sempre in mutazione”. Farsi attraversare dai cambiamenti è un concetto molto profondo e coraggioso: non significa subirli ma, al contrario, significa assaporarne la freschezza e l’effervescenza facendone parte ed esserne elementi attivi. Un approccio meridiano in cui la tecnologia è solo uno degli elementi nel ripensare un paradigma d’approccio dei brand, che non implica assolutamente sposare il luogo comune della velocità, del time to market. Festina lente, diceva l’imperatore Augusto alle proprie truppe come monito di ponderazione delle imprese perché avessero successo. Affrettati lentamente, quindi! Il time to market va reinterpretato, considerando la permeabilità delle persone con i vari elementi che rinnovano l’ambiente del quale fanno parte. Approccio complicato. La domanda è: quanti brand sono disposti a mettersi in discussione? Se avete esempi segnalateli nei commenti. Stay tuned!







ottobre 5th, 2010 at 15:37
what is the source of the graphic?
ottobre 5th, 2010 at 17:31
may be http://sulromanzo.blogspot.com/2010/01/gruppo-letterario-sul-romanzo-prime.html