BootB il marketplace della creatività non è una panacea che soddisfa sempre tutti. O meglio, le proposte che vengono presentate non sempre riescono a “colpire nel segno” e a soddisfare le richieste che i brand esprimono nei loro brief. E’ il caso di Grom una bella realtà alimentare italiana, che ha affidato al Creative Engine di BootB la richiesta dello studio del proprio logo. Oltre 800 proposte e nessuna ha pienamente soddisfatto i responsabili del brand che si sono riservati il diritto di prolungare la gara, cosa che nelle regole di BootB può essere fatto una sola volta purché vengano forniti ulteriori elementi ai creativi percentrare il bersaglio. E così è avvenuto. Tale è stata la delusione dai parte dei creativi, che è stato aperto un gruppo su FB. Mi chiedo dove sia il problema. BootB è un sistema aperto, trasparente e senza vincoli: i brand iscritti affidano il loro brief e chiunque dei più di 20.000 iscritti da 146 paesi può liberamente interpretarne i contenuti e caricare la propria proposta all’interno di una finestra temporale. Scaduto il tempo il brand visonano le proposte e possono scegliere tra quelle pervenute nella misura in cui soddisfano le esigenze espresse. Se più di 800 proposte non hanno soddisfatto il brand … che dire? Capita! E’ capitato a Peugeot che poi è stato così soddisfatto da dare feedback eccellenti.
Ora, se posso, qualche consiglio: rendere maggiormente comprensibili i brief pubblicati. Chi frequenta BootB non sempre è un professionista del settore, ed è questo il bello: la forza di avere un potenziale creativo “out of the box” non vincolato a schemi ed approcci. L’insoddisfazione ci sta tutta. BootB può prenderene atto ed eventualmente affinare alcuni aspetti. Quello che non toglierei – ma è una mia personale opinione – è il feedback tra brand e creativi. (foto)






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