Hot Viruz proliferation

Cool Hunting, DR_WHO Taccuino Add comments

hot viruz proliferationProprio ieri approvavo un commento ad un mio post sul mondo del porno, e proprio oggi ricevo dagli amici Ninja una nuova ricerca in materia condotta da Emanuela Ciufoli (docente di Cultura e socieltà presso l afacoltà di Sociologia di Urbino). In estrema sintesi – ed in “antitesi” con quanto condividevo nel mio vecchio post – il porno continua a “tirare”. Il porno: uno degli elementi che contribuiscono a rendere “virale” un contenuto in rete. Vero. Ma vero è che solo un contenuto porno non è sufficiente. E’ necessario che il contenuto porno sia il leverage tattico della viralità, come insegna Diesel. L’obiettivo della ricerca in oggetto, è quello di indagare sulle dinamiche con cui il porno adegua i suoi contenuti e chi ne fruisce attivamente e passivamente attraverso gli strumenti offerti dalla nuove tecnologie. Seppur enfatizzato dalle tecnologie like “2.0″, il porno  è reputato ancora tabù e manifesta la  sua potenza  divulgativa proprio dal sue essere un  un “tema di confine” dove ancora tutto può essere detto, interpretato controvertito e condiviso. Per questa sua flessibilità e liquidità di interpetazione ed evoluzione, il tema del porno sta perdendo – per certi versi – il significato stretto di “oscenità”, e va a posizionarsi quale scelta precisa e consapevole di definiti gusti e tendenze. E’ in questo ambio che il “porno tira”. Per dirla come mi disse tanti anni fa un mio conoscente che trasformò la sua attività imprenditoriale prima da fornaio, poi ad onoranze funebri fino ad aprire  un sexy shop: ” pane, morte e sesso: il lavoro non manca mai!”.

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