Via FriendFeed leggo da Catepol una news interessante: “le 10 cose che i social media non possono fare”. Qui il post integrale. Di seguito:
- sostituire una strategia di marketing
- Avere successo se dietro non ci sono manager capaci di entrare in relazione col cliente
- Essere visti come un progetto a breve termine
- Produrre in fretta risultati significativi e misurabili
- Essere «fatti in casa».
- Rinfrescare velocemente l’immagine o riparare la reputazione danneggiata di un’azienda
- Essere realizzati senza un budget realistico
- Garantire automaticamente vendite o influenza
- Essere realizzati da «ragazzini» che conoscono i social media in quanto «nativi digitali»
- Sostituire le PR
I “10 comandamenti” sui social network sono ad una prima lettura scontati, è vero, ma nella pratica quotidiana troppo spesso, per non dire sempre, ignorati. Il punto saliente, tra i vari, è rappresentato dal punto 2: non possono avere successo se dietro non ci sono manager capaci di entrare in relazione col cliente. E’ questo un assioma imprescindibile per i brand che desiderano interpretare il mercato iniziando il percorso del cambiamento di paradigma. I punti 3 e 4, poi, sono temi che stiamo approfondendo negli ultimi post. La cosa interessante che emerge, leggendo i vari punti, è quello di un approccio integrato. Se è vero che il web – in generale – ha permesso di passare dal “monologo” al “dialogo a due” ed affronta oggi la “polifonia”, vero è anche che i vari medium e platform che vengono utilizzate devono necessariamente essere integrati tra loro con un approccio di media mix e non di media plan. Non solo: nell’utilizzo del mix, la spendita del messaggio non deve essere univoco (lo stesso messaggio per tutte le platform ed i medium), ma personalizzato a seconda del medium e della platform utilizzata. Personalizzazione che declina il concept madre in tante “body copy” che massimizzino il mediun/platform individuato e che rimandino ad un differente medium/platform in modo da formare un percorso di comunicazione integrato.









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novembre 4th, 2009 at 10:23
Vero. E’ un argomento molto difficile da affrontare con le aziende ch tuttavia, ribadisco quanto quotidianamente affermo, debbono affrontare la sfida del web 2.0 e lanciarsi in un nuovo mercato con convinzione, budget e know how. Quest’ultimo aspetto è la sfida principale di noi cosulenti, che dovremmo entrare nell’ottica di idee di fare ultura, prima ancora che business.
novembre 8th, 2009 at 19:12
Cambiare mentalità, crederci e crederci fino in fondo…
http://www.doctorbrand.it/2009/11/cosa-i-social-media-non-possono-fare.html