Progetto di senso [1]
DR_WHO Taccuino, Green marketing [il manifesto], Marketing mediterraneo Add comments
Ci eravamo lasciati con il post sul “Nuovo significato del Valore” in cui evidenziavo la necessità di realizzare progetti di senso. Ma come si fa? Il percorso non è affatto semplice, anche se semplice è il ragionamento a cui ci si deve rifare: buon senso (appunto). Ma non è affatto scontato. Qualsiasi progetto il brand decida di realizzare, non può prescindere dal fatto che oggi più che mai, il baricentro attorno al quale ci si deve muovere è quello partecipativo. L’elemento della partecipazione non solo è fondamentale, ma non deve essere lasciato a sè stesso; deve essere accompagnato dalla consapevolezza che la partecipazione deve essere a “due vie”. Non esaurisri in una semlice attività di broadcasting, ma svilupparsi in termini di relazione e di inter-relazione. A questo punto il broadcasting è solo l’elemento tattico, la miccia che dà fuoco alle polveri. Il sistema narrativo attraverso il quale si declinerà il progetto, è “la placenta” vitale all’interno della quale il progetto prenderà forma, crescerà, si svilupperà per arrivare ad avere una propria personalità. Parlo di sistema narrativo perchè la logica della più conosciuta “meccanica”, oggi è assolutamente obsoleta. Il sistema narrativo, appunto perchè “sistema”, riesce meglio a realizzare quella che abbiamo definito “attrazione gravitazionale“, ad agire quindi su più livelli all’interno dei quali si sviluppa – con caratteri diversi – la relationship attorno al progetto. Nello stabilire il sistema narrativo di un progetto, molto importante è definirne gli ambienti, i supporti, attraverso i quali il sistema si interfaccerà. Infatti il sistema narrativo di un progetto, se ben identificato, è un processo senza fine: ha in sè le potenzialità di Alpha e di Omega; di esplodere o di implodere, di diffondersi e di mutare grazie alla partecipazione attiva. I vari ambienti così identificati, non sono altro che degli acceleratori del sistema di per sè, quindi, policentrico, con l’obiettivo intrinseco di divenire parte di un ecosistema e, per eccellenza, dell’ecosistema sociale. Di qui il primo elemento: non solo essere originali, ma rendere originali. Stay tuned…









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ottobre 29th, 2009 at 21:27
..sono d’accordissimo..
stai scrivendo dei pezzi super!r.
ottobre 29th, 2009 at 21:33
@roberta: ti ringrazio. La fortuna è che quello che scrivo lo vivo sulla mia pelle
ottobre 30th, 2009 at 10:02
[...] cambiati, cosa è necessario fare per poterli mantenere? Riprendendo quello che dicevamo un paio di post fa, l’importante è adottare all’interno di uno stile narrativo, anche uno stile [...]
ottobre 30th, 2009 at 15:21
Come diceva mio nonno, quando da piccolo avevo la febbre: o niputi (nipote in dialetto siciliano) non ti precuupare la febbre fa crescere e allungare.
Si vede che l’influenza è passata da te!
novembre 3rd, 2009 at 20:45
trovo il concetto di “attrazione gravitazionale” estremamente suadente per descrivere come l’”ecosistema sociale” possa far precipitare naturalmente gli interlocutori verso il brand.
molto interessante, ciao
novembre 5th, 2009 at 16:35
[...] Ci eravamo lasciati identificando il primo elemento che un progetto deve avere, che è quello di rendere originali. Se il baricentro attorno a cui ci si deve muovere è l’elemento partecipativo, [...]
novembre 6th, 2009 at 11:32
Complimenti Camillo. Mi sa che ti citerò al Rimini Web Marketing Event…posso?
novembre 6th, 2009 at 11:40
Assolutamente si, Clyde! Se ti va segui l’intero percorso che sto postando pian piano sul blog
novembre 25th, 2009 at 12:28
[...] di quello che intendo quando parlo dei livelli d’azione all’interno del sistema narrativo che i brand dovrebbero metter su per realizzare progetti di senso. Stay [...]