Ieri su Facebook Mirko Pallera poneva sul suo “status” una domanda retorica “Emozione Pura. Ma allora il marketing può fare qualcosa di buono?
” il tutto riferito al successo che il constest “Come Suona il Caos?” ha fatto registrare sia nei suoi otto mesi di svolgimento, che durante l’evento finale svoltosi a Bagnoli lo scorso 24 luglio.
Come se fosse un “ping pong”, abbiamo iniziato una sorta di “botta e risposta” che bervemente vi riporto
Dr_Who “… se a guidare è il “pensiero meridiano” allora sì… Un pensiero che fa riferimento a Valori come: l’apertura alla diversità, l’accoglimento della tradizione, il pluralismo delle voci, il rispetto degli altri, la creatività, il relativismo, la connettività. Tutti questi Valori ritengo siano stati sapientemente mixati negli 8 mesi di contest e “manifestati” il 24 luglio a Bagnoli…
Mirko Pallera: “che marketer mediterranei! grande Camillo!”
Dr_Who “Essere marketer “di frontiera” significa essere per primi gli interpreti di determinate situazioni. Oggi siamo chiamati sempre più – in mercati ipercompetitivi – a identificare e promnuive differenti identità: un approccio meridiano fornisce la giusta dose di “senso della misura” per un avvicinarsi alle persone in manira autentica”
Mirko Pallera “sagge parole, sagge parole!”
Dr_Who ” … mi sono lasciato andare…. ma sai …se ci si crede fino infondo si vincono tante piccole battaglie!”
Questa mattina, poi, mi imbatto sul video di “Innamoratevi”, monologo tratto da “La tigre e la neve” film di Roberto Benigni. Un’idea di Maurizio Rossato con la musica di Gabor Lesko. Osservandolo ne rimango colpito perchè in maniera chiara, racchiude il segreto di un approccio Meridiano: l’innamoramento! Essere convinti della strada intrapresa, essere convinti che l’ipercompetizione dei mercati possa essere combattuta non con l’ipercompetizione delle attività è fondamentale. Riportando ciò che afferma Carlo Petrini nel suo libro Buono, pulito e giusto – principi di una nuova gastronomia (ed. Einaudi) Vivendo lenti si comprende altro: rallentando rispetto al mondo si viene in contatto con quelle che il mondo ritiene le proprie “discariche” del sapere, che sono state considerate lente e quindi emarginate…Venendo in contatto con questo mondo “lento” si sperimenta un nuovo (o rinnovato) gusto della vita, si intuiscono le potenzialità di metodi e saperi diversi come controtendenze alla direzione impressa al timone del nostro viaggio verso il futuro.
E’ questo il primo passo verso il nuovo paradigma.











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luglio 31st, 2009 at 09:51
Post molto interessante, anche se pochi lo capiranno! Non si può capire qualcuno se non lo si ama. come ha fatto il marketing a non rendersene conto?
luglio 31st, 2009 at 09:55
bellissimo post Camillo! Fast e Slow sono solo due etichette per designare due filosofie di vita, non solo due ritmi. Si può andare di corsa senza perdere una mentalità “lenta” che poi è quella che ci permette di fermarci e di guardare, ascoltare e comprendere il mondo che ci sta intorno, nonostante il continuo caos evolutivo… E tu sei un bravissimo osservatore
luglio 31st, 2009 at 11:48
La bellezza è cominciata quando qualcuno ha cominciato a scegliere. E’ questa la libertà, no? Scegliere se vivere nel limite, scegliere se vedere il limite e superarlo o scegliere di credere che i limiti non esistono. Dopotutto prendere un pezzo di plastica immaginarlo come suono, comunicazione, vibrazione di senso non è semplicemente riciclare ma scegliere la parte poetica, fantastica, sensibile di un oggetto, andando oltre l’uso e il consumo, cogliendone e vivendone la Trasformazione. Mi sembra che sia proprio questo il substrato dell’ Arte. Michelangelo parlava delle sue sculture come di immagini, di volti, di forme già esistenti nella roccia, che lui semplicemente aiutava ad uscire fuori. Accusò il suo Mosè di non saper parlare, poichè nella sua perfezione sembrava vivo. Ma il suo Mosè ha parlato e parla della Storia, raccontando nei secoli morte e rinascita. Trasformando se stesso, ogni volta, negli sguardi di ammirazione, di paura, di stupore, di (im)potenza di quelli che si fermano a contemplarlo.
Che anche questo Mastodontico Mosè chiamato Marketing voglia andare verso la Trasformazione? Che anche gli “Uomini del Marketing” vogliano andare oltre L’uso e il Consumo? Una volta le aziende parlavano, poi hanno cominciato ad ascoltare, poi a dialogare. Chissà che non continuino nella direzione, affascinante ma impervia, del “Racconto”. Che, per scomodare Eco, si costruisce pur sempre con il Lettore: “Un testo è incompleto senza l’intervento di un lettore che, con la sua attività interpretativa, riempia di senso gli spazi bianchi di cui il testo è necessariamente intessuto”.
Cooperare, condividere, agire insieme, colmare gli spazi. Raccontare e Raccontarsi. Ma quali e quante parole, sparse in disordine, bisogna scegliere? Come si fa a Trasformare un dialogo in un Racconto?
Come… suona il Caos?
luglio 31st, 2009 at 12:35
@Mirko: non mettiamo limiti all’intelligenza umana!
luglio 31st, 2009 at 13:10
Io amo la vita, mia moglie, mio figlio, il mare, la barca, la montagna, la campagna, l’orto e la frutta fresca di stagione, la caponata e la pasta al forno e la cassata …
Posso fare marketing?
Grande Doctor, a quando in Sicilia?
marzo 5th, 2010 at 19:56
[...] in passato e soprattutto la consapevolezza che il percorso intrapreso con il progetto “Come suona il Caos” è la giusta via in quanto mira – in maniera virtuosa e non invasiva- ad agire sui [...]