Anni fa (ero ancora studente) vidi un poster il cui visual era rappresentato da una casa ambientata in una campagna irlandese sotto un cielo molto plumbeo. Il copy recitava così: “che tu possa avere solide fondamenta per quando tireranno venti di tempesta“. Ieri ricevo da Andrea Boaretto il suo ultimo libro Open Marketing. Ho iniziato sfogliarne l’indice e a leggere alcune sezioni molto interessanti. E’ una buona summary della “tempesta” che il marketing sta vivendo negli ultimi anni. Questa mattina leggo Maurizio Goetz che propone un video dal sapore “agro-dolce”. In maniera molto delicata il video trasmette quanto affermo sopra: i brand necessitano di salde fondamenta per affrontare questi nostri tempi di sconvolgimenti (come disse Gaber nel suo monologo “la pistola“). Il problema è che la maggior parte “è vuota”: le basi su cui ci si basava in passato non sono più sufficienti se interpretate non tenendo conto delle mutabili. E non si tratta di “fare marketing non convenzionale” (che oggi non vuol dire nulla): si tratta di reinterpretare se stessi avendo la volontà di declinare un nuovo paradigma la cui parola d’ordine è relationship. Le vendite di oggi non sono effettuate per soddisfare bisogni primari, ma per rinsaldare legami tra persone che condividono una stessa passione. La cosa è molto differente rispetto al passato.
Chocolate Bunny from lernert Engelberts on Vimeo.











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luglio 21st, 2009 at 09:43
Sarà un ovvietà ma tutto è sempre differente rispetto al passato! Le tue parole hanno un tono nostalgico del quale non comprendo a fondo le ragioni (scusa se mi prendo sta confidenza).. Andando a memoria le “vendite” (se ho bene inteso parli di pubblicità) non hanno mai avuto la pretesa di soddisfare bisogni primari, per garantirsi i quali basterebbe andare a pesca e prendere l’ acqua al fiume.. E’ vero anche che attualmente i consumatori vogliono sentirsi appartenenti a un gruppo, partecipi di qualcosa, anche se a mio avviso è sempre stato così.
Ad ogni modo, a proposito di reinventare se stessi che ne pensate di campagne tipo pakdepolo? Ne trovate una sintetica spiegazione sul blog dove scrivo (linkato sul mio nome), io la trovo quantomeno azzeccata.
Grazie.
luglio 21st, 2009 at 11:43
Già…
… e magari parliamo di persone anzichè di clienti?
luglio 21st, 2009 at 12:14
@Abbili: di nostalgico nn c’è nulla, se non la “Tristezza” nel constatare che molti brand faticano a “tenere il passo”
luglio 21st, 2009 at 13:21
@Andrea:?
@Dr_Who: Scusa avevo frainteso;P
agosto 3rd, 2009 at 15:51
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