Lo sostengo da sempre: le PMI hanno una dimensione del mercato “molto vera”. Più vera di quanto possano averne le grandi aziende. Il motivo? Hanno la dimensione del denaro (e non del budget): sanno quello che possono investire e lo fanno in ottica cliente. Questo pragmatismo porta le PMI ad essere più sensibili ai mutamenti della società, poichè esse stesse sono la società. Ne fanno parte quale elemento attivo. Questo approccio di sensibilità alle variabili del nostro tempo, emerge in maniera forte nell’ultima ricerca pubblicata da e-marketer in cui sono state intervistate circa 260 PMI americane. Tutte utilizzano approcci di social networking. Ma quali sono le piazze virtuali maggiormente frequentate?
La maggior parte di esse frequenta piattaforme di socila networking come Linkedin, ma anche MySpace e Facebbok sono ampiamente utilizzati. Meno popolari i micro blogging e i wiki. Segno, secondo me, che questo rappresenta il vero potenziale verso una relationship più matura e consapevole. Ma quali le motivazioni? C’è una casistica abbastanza variegata ma, principalmente, l’utilizzo dei social network viene effettuato per rispondere alle domande dei clienti. Pare ovvio, ma vi assicuro che non lo è. Seguono: networking e finalità didattiche. A parte la “classifica delle motivazioni”, vari sono gli elementi su cui porre attenzione: in tutte le motivazioni, alla base, vi è la definizione di un livello paritario con il consumatore (prospect o cliente che sia). Non solo: vi è la
volontà di utilizzare il feedback ottenuto, appunto per meglio indirizzare le azioni future. La freschezza del feedback è “oro” per garantirsi un time to market se non efficiente nel breve periodo, quanto meno efficacie in termini di relationship e quindi di loyalty prospettica. Frequentare in maniera diversificata gli ambiti di social networking, permette anche di sperimentare nuovi percorsi, creandosi, quindi, un mix di relationship dai toni e dalle pressioni di versificate. Ad esempio l’utilizzo di Twitter ha portato Jeff Leach of Naked Pizza ad incrementare del 15% il business giornaliero.
Che dire? Sempre di più il “2.0″ è una predisposizione, e non un acronimo.
Dr_Who






giugno 5th, 2009 at 12:51
Le PMI sono la società. Niente di più vero di questa frase. Però alle vote, specie in alcuni territori con precise storie (il mio territorio è frutto di un apolitica assistenzialistica massiccia), sono le persone PMI (cioè la proprietà, l’artigiano, etc.) che non si rendono conto del loro valore sociale, perchè prendono tutto con facilità. Vuoi mettere un imprenditore del legno che con un contributo che va oltre il 60% a “fondo perduto” impianti un’attività di cantieristica navale di lusso? ma questo non “sentirà” mai il suo valore sociale.
Però è vero le PMI sono la società.