Lo avevo già detto alcuni giorni fa: Il brand non è ciò che voi dite – è ciò che le persone raccontano di esso ai propri amici. Il Word of Mouth marketing è l’arte di creare un’azienda di cui la gente ama parlare.
Avete bisogno di fan appassionati che promuovano il vostro brand perché amano voi e ciò che fate. Avete bisogno di una moltitudine di sostenitori che vi promuovano per amore e non per soldi – creando in questo modo un vantaggio competitivo permanente ed “economy-proof”. Avete bisogno di imparate strategie specifiche per entusiasmare e mettere in collegamento i consumatori, generando un word of mouth positivo. tutto ciò implica rispetto e fiducia dei propri consumattori (non è un errore di battitura), affidando a loro – quali evangelist – quota parte del Brand. Molti marketer si pongono una domanda sbagliata: “come posso permettermi questo? Ho un budget limitato che deve portare il giusto ricavo”… La domanda giusta deve partire da un punto di vista differente: “come posso non permettermi di fare questo?”. Il cambiamento di paradigma che permette un vero salto quantico, non avviene tout cour, ma per gradi. Il primo elemento? La bontà del prodotto o del servizio. Il secondo? La somma di tante piccole attenzioni, sempre e in maniera costante. Il terzo, ma non ultimo, la capacità di ascolto soprattutto dei segnali deboli. Il resto, poi, lo farete voi.
Dr_Who











Questo/a opera è pubblicato sotto una

maggio 5th, 2009 at 21:10
Le vere risorse ’scarse’ in questo caso non sono quelle monetarie, ma sono idee e coraggio…
Oltre a questo, la possibilità di guardare avanti e di permettersi di progettare per risultati che possono non essere immediati, ma futuri. Il che significa ragionare il WoM non come alternativa, ma come complemento….
ottobre 28th, 2009 at 13:57
Soprattutto il primo elemento.
Corredato da sincerità, onestà e ammissione degli errori.
E, ovviamente, tutto quello che hai scritto tu, e altro ancora
Ciao