Marketer e Social Media

DR_WHO Taccuino, Social network Add comments

Anche se ogni giorno molte persone “frequentano” gli ambiti dei Social Network, i marketer ne sono ancora un pò lontani. Ma la tendenza pare stia cambiando. Secondo il rapporto della Aberdeen Group sul “Roi on Social Media marketing” oltre il 63% delle aziende intervistate, sono orientate a “deviare” i loro budget verso piattaforme social . Seppur rapportato al mercato americano, abbiamo anche in Italia dei casi che fanno ben sperare. Ultimo fra tutti Barilla con il progetto “nel mulino che vorrei“, per non dimenticare chi già da tempo interpreta tali ambiti. Spostare i budget verso gli ambiti dei SN non è di per sè un indicatore di bontà: tutto dipende da come, poi, vengono interpretati questi spazi che, seppur virtuali, hanno ricadute ben più pesanti. Quello che non smetterò mai di affermare è che il presidio degli ambiti SN non si esaurisce nella sola banalizzazione dell’acquisto di spazio banner all’interno di un YT o MS che sia, ma bisogna andare oltre ed abbandonare questo approccio che molti cavalcano. Andare oltre significa permeare questi spazi sociali, frequentandoli prima, accreditandosi poi, per poter coinvolgere gli “ambassador” e costruire con loro la giusta relationship. Se questo è vero (come è vero), è importante misurare in maniera quali/quantitativa la tipologia di presidio e di relazione che l’azienda instaura. Questo aspetto è l’elemento fondamentale che “allontana” i marketer da un approccio non convenzionale dei SN. E non è un caso solo  italiano. Infatti anche in USA questo è l’elemento frenante. Ben il 39% delle aziende è in difficoltà nel definire le metriche di riferimento per la misurazione del loro presidio. Indicazioni di tutto rilievo. Dalla mia personale esperienza, però, posso affermare che l’attesa è il peggior nemico. Se si attendono metriche “ufficiali”, non si va da nessuna parte. E’ buona cosa sperimentare, iniziare a misurare per poi affinare, ricalibrare non su se stessi ma sull’audience e procedere per approssimazioni successive. Nell’ambito delle metriche, due ritengo siano gli elementi che vadano considerati: il buzz arricchito con un’analisi di affinità ed approfondito con il reale valore semantico, i relativi comportamenti in virtù delle differenti presenze che si decide avere on-net, ed un minig di usage. Quest’ultimo è molto importante poichè solamente con una analisi ex-ante ed ex-post è possibile avere una lettura chiara sulla ricaduta (commerciale e non) sul brand. Porre in essere quest’ultimo pezzo è certamente dfficile ed oneroso per il brand, ma è assolutamnee necessario per iniziare a percorrere quella strada che ci porta verso il salto quantico necessario per approcciare il mercato in maniera non convenzionale.

Dr_Who

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