Domani verrà pubblicato sul numero di PromotionMagazine, un mio articolo su una “case” non convenzionale anche se non nuovissima. Inizia così una collaborazione con la rivista sulla quale riportare le azioni più unconventionalm sulle quali riflettere su. Per chi non fosse abbonato, riporto qui l’articolo:

Dimmi e dimenticherò, mostrami e forse ricorderò, coinvolgimi e comprenderò. In questa frase di Confucio si racchiude l’evoluzione della relazione tra l’azienda e il proprio cliente: Advertising, Event marketing, Engagement. Confucio ci ricorda come l’esperienza sia fondamentale. Aggiungo che è fondamentale non l’esperienza in sé, ma l’esperienza con il prodotto o meglio con quel prodotto. La tecnologia ci offre varie opportunità per declinare questo concetto, ma a ben vedere, se ci si ferma a riflettere, si scopre che la tecnologia a volte non serve. Quale “memento” vi propongo questa interessante comunicazione non convenzionale che l’agenzia Troy di Brussels in Belgio ha ideato per pubblicizzare il safari park Beeks Bergen (http://www.beeksebergen.be/). In questa iniziativa i creativi Xavier Bouillon e Antoine Wellens hanno pienamente centrato sia l’obiettivo di comunicazione, sia l’obiettivo di engagement. Obiettivo di comunicazione: le macellerie quale location; il medium: la carta con la quale si avvolge la carne appena acquistata. Visual: le fauci spalancate di un leone. Perché questa azione è efficace? Perché è impossibile non vederla. Proviamo ad immaginare: la mamma (responsabile d’acquisto) scartando il mezzo chilo di bistecca appena acquistato, certamente noterà la particolarità dell’incarto. Di qui metà percorso è fatto. Immaginiamo il seguito. Stupita dalla cosa chiamerà a raccolta il figlio o i figli i quali noteranno certamente l’esplicito richiamo del logo del safari park (con promozione annessa). Obiettivo di engagement: è una questione molto personale, ma vedere un qualsivoglia pezzo di carne direttamente in bocca al re della foresta, fa un certo effetto. Se il tutto, poi, accade in cucina, la sorpresa, quindi l’interesse, è assicurato! Secondo il filosofo greco Platone (427-347 a.C.) l’occhio ha la funzione di interfaccia tra universo esterno e mondo interiore, capace di tradurre l’informazione luminosa che viene recepita dall’occhio e renderla comprensibile alla ricerca di riconoscimento dell’informazione realizzata dal cervello. Se questo è vero, a ben vedere vi è anche un ulteriore effetto comunicativo: quello nei confronti della macelleria. Della serie: la carne che hai appena acquistato la mangerebbe persino un leone, a dimostrazione della freschezza del prodotto. Chissà se Xavier e Antoine ci avevano pensato!
Dr_Who






gennaio 16th, 2009 at 11:52
ciao Dr,
complimenti per la tua nuova collaborazione con la rivista. Sei mitico!
ps: ti tengo d’occhio!!!
gennaio 16th, 2009 at 11:57
Nel non convenzionale i “protagonisti” sono molteplici. Tutti possono raggiungere la nomination e l’Oscar (navigo un argomento attuale). Un’azione come quella da te presentata ha effetti sicuramente anche nella macelleria luogo dell’azione. Mi pare di averne vista un’altra, stesso ambient, ma non ricordo bene quale era il prodotto, ma in quel caso nella vestrina c’erano esposti parti umane di arti superiori (braccia e mani). In quel caso l’effetto secondario che tu hai notato, certamente non c’è stato. Oppure no? se pensiamo alla “spettacolarizzazione” forse non è cosi.