dic 16
Più volte su DR_WHO abbiamo trattato di campagne non convenzionali sulla pericolosità del bere prima di mettersi alla guida. Qui e qui solo un paio di esempi di quelli presenti sul blog. Oggi voglio proporvi questo video che ha condiviso Rolando de Persio su Facebook. Secondo me è il miglio video sul bere consapevole che sia mai stato realizzato. Molto virale. Peccato, però, che non si tratta di un fake ….
Dr_Who






dicembre 17th, 2008 at 10:52
Il testo è sicuramente toccante e struggente, peccato che il ritmo sia eccessivamente lento e questo non stimola l’attenzione di quello che dovrebbe essere il target.
Quello che non capisco è come mai nel contesto italiano gli spot dedicati a questo tema (soprattutto quelle ufficiali) omettano le reali conseguenze degli incidenti stradali. Non sono mai stata d’accordo. Al contrario delle campagne governative della Tac Australia (le trovi su You Tube) che in una manciata di secondi ti rapiscono per la qualità dei loro contenuti. E ti lasciano con un totale senso di disperazione.
Un abbraccio, Elena
dicembre 17th, 2008 at 16:48
A mio parere il testo è palesemente ‘leccato’ e retorico per essere stato veramente pronunciato da un ragazzo in fin di vita sull’asfalto. E come mai nei credits non viene riportato il nome della giornalista che da quel giorno si batte strenuamente contro questo problema? Diciamo che pur rientrando nel potenziale target di destinazione, il video non mi convince assolutamente per la sua patina artificiosa e lacrimosa.
blog interessante!
dicembre 18th, 2008 at 21:40
Caro DrWho,
Come tutti noi sappiamo, ci sono due scuole di pensiero sul come comunicare temi sociali gravi come gli incidenti stradali, quella anglosassone pro “facciamo vedere la realtà così com’è ed è meglio se la loro violenza può urtare la sensibilità delle persone”, e quella latina di proporre spot più “sobri e raffinati”.
Detto questo, e al di là della veridicità o meno del testo, quello che mi lascia più perplesso è che lo spot gioca sviluppa un messaggio “non fare del male agli altri”. E’ davvero questa la molla giusta per convincere i ragazzi a non bere? Se anche lo “sfigato” di turno (perché parliamo ci chiaro il problema è questo chi non beve non è visto come responsabile ma come poveretto) può morire, allora a questo punto, bevo pure…
Parliamone davanti ad un caffè !:=)