Ne parlavo già qualche settimana fa sulla non socialità. Con piacere quello che ho vissuto lo rileggo in un articolo di Umberto Rapetto su Nòva del 27 novembre, in cui esprime il valore di essere disconnessi per sfuggire la rischio Rsi (Reduced social interaction syndrome). Gli ambiti Sociali presenti in Rete di certo agevolano i contatti interpersonali, ma questi devono essere poi tradotti in contatti tradizionali. Il riferimento che Umberto cita nel suo articolo, è Macgay nel suo libro “Advance Australia …where?” in cui ci evidenzia una serie di situazioni quotidianie in cui palmari, cellulari, pc ed altri device tecnologici di “allontanano più di una spada”, invitandoci a prenderci cura della nostra nutrizione emozionale, cercando persone nello stesso posto e nello stesso tempo. Questa dichiarazione mi fa ricordare quando, da ragazzo, con gli amici si facevano chilometri in discoteca, col bicchiere in mano tra i vari divanetti a “puntare” la ragazza che ci piaceva di più, studiando con gli altri strategie di approccio vincenti (manco per niente
).
Al di là di questo aspetto, in ambito marketing questa tendenza alla “desocializzazione fisica” può essere recuperata da parte delle aziende: fisicizzando i luoghi di aggregazione virtuale. Non si scopre l’acqua calda, ma in mercati sempre più penetrati, l’engagement ha diverse aree in cui può essere declinata: dal web (leanding page, community, social networks) al mondo reale, con un l’unico ingrediente della coerenza e della “call to action”. Non solo: le aziende se si muovono bene nell’ottica della relationship, hanno delle enormi potenzialità nel presidio delle loro crew (concetto più profondo ed impegnativo di Target), ma il “prezzo” da pagare è alto. L’azienda deve mettersi allo stesso livello delle persone che vuole conoscere e, possibilmente, affidarsi ad esse. E’ un nuovo percorso, per lo più sconosciuto alle aziende italiane, ma che porta frutti nel medio termine (3 anni). Garantito.
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febbraio 26th, 2009 at 18:11
Già, comunicare sui social network sembra gratuito per le aziende, o una perdita di tempo, ma poi il prezzo è altissimo.
Di engagement si parlerà proprio nella mia città a Udine in occasione della 7° giornata della comunicazione, e ci saranno anche grosse aziende, son curioso, che affronteranno l’argomento.
il programma è al link
http://press.aipem.it/2009/02/24/61/