Prendo spunto dal post di Maurizio Goetz sul futuro degli UGC. Dal suo post Maurizio ci propone alcuni punti di vista sul tema indicandoci una possibilità di “morte del fenomeno dello User Generated Content” piuttosto che di scrematura dei vari contenuti autoprodotti e differenziazione con gli IDC Indipendent Disintermediated Content. In linea di massima sono d’accordo con Maurizio quando afferma che è assolutamente prematuro parlare della morte di tale fenomeno, appunto perché troppo giovane, sia dalla parte di chi li realizza ma soprattutto da parte delle aziende che possono abbracciare tale predisposizione del mercato. E’ vero che nel prossimo futuro le aziende possano essere impegnate nel disegnare strategie basate sul Content Marketing, ma il modello che propone Maurizio (che riporto nella ptc) secondo me va arricchito.
In una realtà di mercati molto saturi (es. le tlc mobili viaggiano con una saturazione di oltre il 147%), il ruolo del brand deve necessariamente considerare anche l’aspetto della relationship e del Valore che relationship stessa assume non per i propri clienti (sarebbe riduttivo), ma per le “new tribe post-moderne” che scelgono di entrare in relazione con il brand. Il Valore della relationship è quindi l’importanza che le tribe (che compongono la società post-moderna) assegnano a quel brand in virtù della sua capacità di rafforzare e generare legami tra i membri della stessa tribe. A questo punto il fenomeno della UGC è il leverage tattico per costruire e rafforzare questo legame. Il modello grafico, quindi, il Brand come Abilitatore e Facilitatore va arricchito dell’elemento di relationship. Con queste due anime, il brand non si distacca dal proprio mercato, ma interagisce con esso, al contrario del brand come intermediario o semplicemente Provider. Gli ambiti di manovra che il brand ha nell’interpretarsi come Facilitatore e Abilitatore sono ampi, e passano attraverso al “dimensione narrativa” all’interno della quale il cliente o il prospect è chiamato ad esprimersi. #19 del Cluetrain Manifesto “Le aziende possono ora comunicare direttamente con i propri mercati. Se non lo capiscono potrebbe essere la loro ultima occasione”. Cosa ne pensate?
Dr_Who












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novembre 28th, 2008 at 13:44
Certo!
ed aggiungerei che la relationship permette un’altro passo del Cluetrain Manifesto #33 “imparare a parlare con voce umana …” e #34 “per parlare con voce umana le aziende devono condividere i problemi della loro comunità”. Il termine comunità è sintetizzato nella relationship.
novembre 28th, 2008 at 19:34
Ah ma sono assolutamente d’accordo con il post e con il commento, nel mio corso ne parlo, il modello che ho proposto nella figura non è ancora completo e non mostra la valenza del contenuto quale elemento centrale o come fattore abilitante di relazioni, non sono ancora riuscito a rappresentarlo graficamente, per questo intanto mi sono focalizzato su pochi elementi che ho provato a condividere.